Il mango europeo entra nella sua fase commerciale più favorevole, con una stagione concentrata tra la fine di agosto e ottobre e una disponibilità che può offrire alla distribuzione un’alternativa di prossimità rispetto alle origini più lontane.
Il tema è stato presentato a Milano nell’ambito dell’iniziativa “Avocado e Mango d’Europa: Frutta con il Cuore”, promossa da Intertropic, l’Organizzazione interprofessionale dell’avocado e del mango di Spagna, e cofinanziata dall’Unione europea. L’incontro ha permesso di fare il punto sulla crescita del mango in Italia, sulle caratteristiche dell’offerta europea e sulle opportunità legate alla stagionalità.
Import italiano in crescita
Secondo i dati Eurostat riportati, nel 2025 l’Italia ha importato 24.409,6 tonnellate di mango, contro le 14.989,5 tonnellate del 2020. In cinque anni l’aumento è stato del 62,8%.
La crescita riguarda anche il valore: le importazioni italiane hanno raggiunto 52,34 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 33,90 milioni del 2020, con un incremento del 54,4%.
Particolarmente dinamica è la componente proveniente dalla Spagna. Nel 2025 le importazioni italiane dall’origine spagnola sono salite a 4.891,3 tonnellate, dalle 3.404,3 tonnellate dell’anno precedente, con una crescita del 43,7% in 12 mesi. Rispetto al 2020, quando i volumi erano pari a 1.937,9 tonnellate, l’aumento raggiunge il 152,4%, secondo i dati Icex-Estacom.
La finestra commerciale
Per gli operatori, il principale elemento distintivo del mango europeo è la distanza ridotta dal mercato italiano. Il prodotto coltivato soprattutto in Spagna, nelle province di Málaga e Granada, può essere raccolto più avanti rispetto ai manghi destinati a viaggiare per settimane.
La filiera europea sostiene quindi la possibilità di lasciare il frutto più a lungo sulla pianta e di consegnarlo ai punti di vendita italiani in pochi giorni. Il vantaggio atteso riguarda soprattutto aroma, dolcezza e consistenza, ma anche la gestione dell’offerta e la capacità di programmare una proposta stagionale riconoscibile.
"L’Italia è un mercato in cui il consumo di mango sta crescendo con forza, ma c’è ancora poca consapevolezza del fatto che anche l’Europa abbia una propria produzione e una stagione ben precisa", sottolinea Antonio Carpintero, direttore generale di Intertropic.
"Uno dei principali elementi distintivi del mango europeo coltivato in Spagna è la vicinanza, che gli permette di rimanere più a lungo sull’albero e di raggiungere il consumatore italiano in appena pochi giorni. Il nostro obiettivo è far conoscere a un numero sempre maggiore di persone il periodo della sua stagione, aiutarle a riconoscerlo e a scoprire tutto ciò che può offrire".

Un’offerta da programmare
La stagione europea dura poche settimane e richiede quindi una gestione puntuale dell’assortimento. La varietà più diffusa è Osteen, riconoscibile per la buccia dalle tonalità verdi e violacee e per la polpa arancione. Successivamente arrivano Keitt, Kent e Palmer, che consentono di prolungare la disponibilità e di differenziare l’offerta per caratteristiche organolettiche e consistenza.
Per la distribuzione, la concentrazione temporale rappresenta sia un’opportunità, sia una necessità di pianificazione. Il mango europeo può rafforzare il segmento nel periodo di maggiore qualità, ma la finestra deve essere sostenuta da comunicazione, continuità delle forniture e posizionamento chiaro dell’origine.
La prossimità, inoltre, si inserisce in un contesto nel quale tracciabilità, sicurezza alimentare e standard produttivi europei possono diventare elementi di valore nella proposta commerciale. Non si tratta soltanto di aggiungere una nuova origine, ma di costruire un racconto coerente con il calendario produttivo.
Più occasioni di consumo
L’iniziativa punta anche ad ampliare gli utilizzi del mango. Lo chef Daniel Resconi, ambassador in Italia della campagna, evidenzia la versatilità del prodotto: "La vicinanza si percepisce fin dal momento in cui si apre un mango europeo. Rimanendo più a lungo sull’albero, ha la possibilità di sviluppare meglio il suo aroma, la sua dolcezza e quella consistenza succosa che cerchiamo in cucina. Ma per me l’aspetto più interessante è la sua versatilità".
Secondo Resconi, il mango non deve essere associato soltanto al dessert: può essere abbinato a ingredienti salati, piccanti, latticini, pesce e carne, entrando in diversi momenti di consumo.
Per il mercato significa aumentare le occasioni d’acquisto e ridurre la percezione del mango come prodotto esclusivamente esotico o destinato a un consumo occasionale. Una maggiore familiarità può sostenere la rotazione e rendere più efficace la presenza della categoria nel reparto ortofrutta.
La campagna europea
“Avocado e Mango d’Europa: Frutta con il Cuore” proseguirà fino al 2028 in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. Il programma combina collaborazioni con chef e content creator, attività di pubbliche relazioni, contenuti digitali ed esperienze rivolte ai consumatori.
Per la filiera, la sfida sarà trasformare l’aumento dell’interesse in una categoria più strutturata, sostenuta da dati, programmazione dell’offerta e riconoscibilità dell’origine. Il mango europeo dispone di una finestra commerciale limitata, ma di un posizionamento preciso: prodotto vicino, raccolto più maturo e disponibile nel momento in cui la qualità può esprimersi al meglio.