Frutta a guscio ed essiccata

30 luglio 2026

Turchia, ecco le stime per la produzione 2026 di nocciole

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Pubblicate dal ministero dell'Agricoltura e delle foreste della Turchia le stime di produzione di nocciole 2026. Su una superficie di poco più di 748mila ettari, le previsioni si aggirano intorno alle 704mila tonnellate: un dato ben superiore alle 449mila del 2025, anche se inferiore alle 738mila del 2024. 

Le valutazioni, in base al conteggio dei ricci, evidenziano una crescita in molte delle provincie produttive. La zona di Ordu, ad esempio, passa, secondo il Ministero, dalle 64mila tonnellate del 2025 a una produzione stimata per il 2026 di circa 195mila tonnellate. 

Diverse le stime dell'Associazione degli esportatori del Mar Nero (Kib) che conteggia una superficie di circa 758mila ettari e prevede un 14% in più rispetto alle previsioni ministeriali. Secondo la Kib, la produzione potrebbe arrivare a 805mila tonnellate.

Differente la resa prevista tra est e ovest: i dati della Kib parlano di una superficie di 538mila ettari e una produzione di 524mila tonnellate per la regione del Mar Nero orientale mentre, per la regione del Mar Nero occidentale,  dichiarati circa 220mila ettari e circa 280mila tonnellate di nocciole stimate da raccogliere nel 2026.

L'attesa del mercato italiano

Nonostante lo scostamento tra le due valutazioni, si tratta di una previsione che lascia ipotizzare un 50% in più rispetto alla passata stagione. "Si prospetta un aumento importante in Turchia - evidenzia a myfruit.it Antonio Del Giudice, amministratore dell'azienda Del Giudice -  La diffusione di stime di produzione così alte potrebbe mettere in subbuglio il mercato. Queste però non sono state accompagnate da indicazioni sui prezzi. Per la Turchia, l'Italia rappresenta un competitor importante. E' probabile che non si vogliano sbilanciare sui prezzi in attesa di capire cosa accade nel nostro Paese. Anche qui avremo produzioni significative ".

Secondo Del Giudice, in Italia qualche contratto è stato fatto, ma per capire davvero come andrà la campagna bisognerà aspettare almeno la metà di agosto. A causa del forte caldo dei giorni scorsi, è probabile che la campagna 2026 parta con due o tre settimane di anticipo. 

"Qualche pioggia nel momento giusto ha rinvigorito le piante che stavano sviluppando i primi germogli. Inoltre, il cimiciato si dovrebbe essere ridotto anche dell'80%. Allo stato attuale - conclude - si prospetta pertanto una produzione importante sia dal punto di vista qualitativo che dei volumiAl momento, gran parte dell'industria italiana e Europa è in attesa di capire cosa accadrà più avanti, dal 15 di agosto in poi. Anche i produttori, pur avendo già le richieste, non si sbilanciano".

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