Logistica e Trasporti

16 luglio 2026

Tempi di attesa, autotrasporto siciliano vs Lidl

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I tempi di attesa nelle operazioni di carico e scarico tornano al centro del dibattito del rapporto grande distribuzione-autotrasporto. Sì, perché secondo quanto riportato dalle testate specializzate TrasportoEuropa e Trafic Media, la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali (Laaisn) avrebbe presentato, nei giorni scorsi, un esposto nei confronti di Lidl Italia.

La documentazione, secondo la ricostruzione delle due testate, sarebbe stata trasmessa anche alla Direzione generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dgssa).

La vicenda riguarderebbe un centro logistico Lidl in Sicilia e, in particolare, le modalità di gestione degli accessi e delle operazioni svolte dagli autotrasportatori.

Un problema noto per il settore

Le attese ai punti di carico e scarico rappresentano da tempo una delle criticità segnalate dagli operatori del trasporto merci. Le soste prolungate possono incidere sull’organizzazione dei viaggi, sull’impiego dei mezzi e sulla programmazione dell’attività dei conducenti.

Il tema riguarda anche la gestione dei tempi di lavoro degli autisti: una permanenza non programmata presso un magazzino può ridurre il margine operativo disponibile per completare il servizio, con possibili effetti sull’intera pianificazione del trasporto.

La gestione degli appuntamenti e degli accessi ai magazzini è diventata un elemento centrale nella logistica della grande distribuzione. La programmazione delle baie di carico e scarico consente di coordinare flussi di merci, disponibilità degli operatori e tempi dei vettori.

Il tema assume particolare rilevanza nei centri distributivi che movimentano grandi volumi quotidiani, dove la gestione delle finestre operative incide sull’efficienza dell’intera catena logistica.

Cosa prevede la normativa italiana

Eppure il tema è oggetto di una precisa normativa. La disciplina italiana sui tempi di attesa nelle operazioni di carico e scarico è infatti contenuta nell’articolo 6-bis del decreto legislativo 286/2005.

La norma stabilisce le condizioni per il riconoscimento dell’indennizzo al vettore in caso di attese oltre il periodo di franchigia previsto. Il principio alla base della disciplina è quello di evitare che i tempi improduttivi nelle fasi di accesso, carico o scarico ricadano interamente sull’impresa di trasporto.

La normativa è stata modificata dal decreto-legge 21 maggio 2025 n. 73, che ha portato il periodo di franchigia a 90 minuti per ciascuna operazione di carico e scarico.

La disciplina prevede inoltre obblighi di programmazione e comunicazione: il committente, il destinatario della merce o altro soggetto coinvolto nell’organizzazione della consegna devono fornire al vettore indicazioni sul luogo, sull’orario delle operazioni e sulle modalità di accesso ai punti di carico e scarico.

In caso di contestazioni, il vettore può documentare gli orari di arrivo e di partenza anche attraverso strumenti come i sistemi di geolocalizzazione del veicolo o il tachigrafo intelligente.

Il quadro europeo

Il tema delle attese nei centri logistici è oggetto anche della normativa europea sull’autotrasporto. In particolare è il Pacchetto Mobilità, approvato dall’Unione europea nel 2020, a delineare il perimetro. 

Va detto che le norme europee non fissano un limite massimo comune per i tempi di carico e scarico, ma intervengono sugli aspetti che possono essere condizionati dalle attese: tempi di guida, periodi di riposo, organizzazione dell’attività dei conducenti professionali e condizioni di esercizio del trasporto.

Per questo motivo il settore ha più volte richiamato la necessità di una maggiore programmazione degli accessi ai centri logistici, anche attraverso sistemi di prenotazione delle finestre operative, i cosiddetti slot booking.

Che cosa avrebbe contestato la Laaisn

Tornando all'attualità, secondo quanto riferito da TrasportoEuropa e Trafic Media, la Laaisn avrebbe segnalato tempi di attesa ritenuti critici durante le operazioni al centro logistico Lidl di Misterbianco, in provincia di Catania.

L’associazione avrebbe inoltre richiamato il tema dell’organizzazione degli ingressi e della possibilità di utilizzare sistemi di prenotazione degli slot per le operazioni di carico e scarico, modalità adottate in diversi contesti logistici.

Nell’esposto, secondo la ricostruzione delle due testate, verrebbero richiamate anche le conseguenze che tempi di attesa prolungati possono avere sull’attività degli autotrasportatori e sul rispetto delle regole del settore. Al momento le parti coinvolte non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. 

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