Ingrosso

16 luglio 2026

Ingrosso piccoli frutti: tanti mirtilli, quotazioni giù

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Il mercato dei piccoli frutti nei centri ortofrutticoli italiani è sempre dominato dal prodotto nazionale. Molto abbondante l'offerta dei mirtilli. Anche le fragole sono tutte italiane, ci sarebbe anche l'origine olandese ma con dei valori molti alti che non la rendono competitiva 

More: tanta offerta, prezzi allineati

Diego Trapletti, responsabile dei piccoli frutti per Spreafico, da Milano offre una panoramica dettagliata sull’andamento del mercato, tra sovrapproduzioni, oscillazioni di prezzo e differenze qualitative legate alle aree di origine.

Iniziamo dalle more, con quelle italiane: "Oggi sono molto abbondanti: una vera sovrapproduzione,.L'origine? Da Verona, Piemonte e Trentino. Il mercato si mantiene su valori stabili, 10-11 euro il chilo, in linea anche con il prodotto del Portogallo. "Il prezzo si allinea", spiega Trapletti, "e la qualità è buona".

Lamponi: la varietà "Serena" rilancia il prodotto italiano

Fino a venti giorni fa il mercato era dominato dal Portogallo, con quotazioni elevate intorno a 19-20 euro il chilo. "Ora la situazione è cambiata per il prodotto italiano, nella zona di Verona è tornata una produzione solida, con la varietà "Serena", molto apprezzata, venduta tra 15-16 euro il chilo. Qualche partita arriva anche dal Piemonte, ma con volumi più ridotti".

Mirtilli: troppa produzione, mercato in sofferenza

Il mirtillo è il frutto più problematico: il mercato viaggia tra 10-12 euro il chilo, ma la produzione è abbondante, quasi eccessiva. "Negli ultimi anni si è piantato tantto mirtillo", osserva Trapletti. Le zone principali sono Verona, Piemonte, Trentino e Alto Adige, con qualche presenza anche in regioni. 

La concorrenza dei piccoli produttori locali rende difficile la distribuzione per gli operatori dell’ingrosso: "Ho clienti che non mi comprano mirtilli perché glieli portano direttamente i produttori", spiega. Uno sbocco estero?  Una parte della produzione trova sbocco verso l’Inghilterra, ma non basta a riequilibrare l’offerta.

Ribes: consumo costante e prezzi stabili

Il ribes italiano si colloca tra 12-13 euro il chilo, con origine prevalente da Piemonte, Trentino e Verona. Il consumo è limitato e costante: "Se vendi 100 colli di lamponi, vendi 10 colli di ribes". Il prodotto è usato soprattutto in pasticceria e ristorazione, per decorazioni e preparazioni. "Non avrebbe senso abbassare i prezzi: il consumo non cambierebbe".

Fragole: qualità variabile a seconda della quota

Trapletti affronta infine il comparto delle fragole, che quest’anno mostrano una situazione piuttosto lineare, senza grandi scossoni. Nelle zone più alte del Trentino e dell’Alto Adige, in particolare verso la Val di Cembra, le fragole presentano ottima tenuta e qualità elevata. Le quotazioni sono tra 8-9 euro il chilo. "Scendendo verso Pergine, dove le temperature sono più alte, la fragola diventa più morbida e difficile da gestire. Qui il mercato si attesta tra 6-6,50 euro il chilo". E "dai monti Lessini sta arrivando nuova merce, con qualità discreta e vendite regolari. La quotazione è intorno a 7-7,50 euro il chilo".

Olanda: prezzi fuori scala

Il prodotto olandese secondo Trapletti  "è attualmente proibitivo: una confezione da 4 chili arriva in Italia con prezzi alti, il che richiederebbe una vendita al dettaglio di almeno 13 euro il chilo. Gli olandesi poi passano da 13 a 5 euro in 48 ore quando hanno qualche chilo in più e meno richieste". Chiarissima spiegazione di un prodotto che ora si vede nei mercati del Nord Europa. Un bilancio di questi primi mesi del 2026? "Nel complesso, la fragola si è venduta discretamente bene, con una stagione "abbastanza lineare".

Le quotazioni al mercato di Verona

Il mercato dei piccoli frutti a Verona mostra un andamento con differenze di prezzo legate alla disponibilità, alla qualità e alla provenienza. I lamponi italiani, confezionati in vaschette presentano quotazioni oscillano tra 13-14 euro il chilo. I mirtilli italiani, anch’essi in vaschette, presentano invece prezzi più contenuti: il mercato si colloca con valore medio di 8 euro il chilo. La disponibilità è ampia e la presenza di volumi consistenti contribuisce a mantenere le quotazioni su livelli meno sostenuti.

Le more  italiane registrano i valori più alti della categoria: il mercato viaggia con un prezzo medio di 17 euro il chilo. La qualità è buona. Il ribes rosso italiano conferma la sua natura di prodotto di nicchia: le quotazioni si  con un valore medio di 20 euro il chilo. Il consumo rimane limitato ma costante, trainato soprattutto da pasticceria e ristorazione.

Fragole: un mercato molto variegato tra Veneto, Trentino e altre zone italiane

Il comparto delle fragole presenta un quadro più frammentato, con differenze marcate tra provenienze, categorie e pezzature. Le fragole trentine in vaschette, prima categoria  e pezzatura 30-40, si collocano tra 6-7 euro il chilo, con un prezzo medio di 6,5 euro il chilo. La categoria extra trentina, sempre con pezzatura 30-40, registra invece quotazioni più alte, tra 7-8 euro il chilo.

Il Veneto presenta una gamma molto ampia di prezzi. Le fragole venete di secona categoria, pezzatura 30-40, si collocano con un prezzo medio di 3 euro il chilo. La prima categoria con pezzatura 22-30 viaggia invece  con un valore medio di 4.5 euro il chilo. Le fragole venete di prima categoria si posizionano con un prezzo medio di 6 euro il chilo. 

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