Oggi, nella filiera ortofrutticola, produrre bene non basta più. Il valore si costruisce lungo tutto il percorso, dalla terra allo scaffale, attraverso la capacità di integrare competenze agricole, industriali e distributive. È questa la visione condivisa da Smurfit Westrock, azienda leader nel settore del packaging a base carta, e Apofruit, storica cooperativa di produttori ortofrutticoli con circa 2.700 soci nelle zone d’Italia più vocate d’Italia, protagoniste a Macfrut 2026 di un incontro dedicato proprio al tema della creazione di valore lungo la filiera.
Nel corso dell’evento, moderato dal giornalista Maicol Mercuriali, le due aziende hanno raccontato come innovazione, design e sostenibilità siano elementi integrati in ogni fase delle rispettive filiere. Hanno inoltre evidenziato come la collaborazione tra realtà con valori complementari permetta di garantire qualità, efficienza e rispetto dell’ambiente, rafforzando la relazione sia a livello locale che globale.
Sinergie in filiera per un packaging contemporaneo
Apofruit e Smurfit Westrock lavorano insieme da anni per sviluppare soluzioni in grado di rispondere alle esigenze di una filiera sempre più complessa, dove efficienza logistica, sostenibilità e posizionamento a scaffale sono elementi sempre più interconnessi.
“Il concetto ‘dalla terra allo scaffale’ ci accomuna perché anche il nostro prodotto parte da un materiale che nasce dalla cellulosa delle piante, arriva attraverso la trasformazione della materia prima in cartone ondulato e quindi in scatole sui ripiani dei negozi e della Gdo e nelle case dei consumatori – ha commentato Gianluca Castellini, Ceo di Smurfit Westrock Italia –. Ma il suo ciclo non finisce qui: grazie al recupero e al riciclo, la carta torna a nuova vita per far nascere nuovi imballaggi in un processo circolare. Un valore sempre più riconosciuto dai nostri clienti e dal consumatore finale che orienta le sue scelte anche in base al tipo di confezione che avvolge le merci. Sempre più il packaging diventa uno strumento di comunicazione che contribuisce a rafforzare la brand identity di un prodotto. Trovare un equilibrio tra funzionalità e visibilità da un lato, performance e sostenibilità ambientale ed economica dall’altro, è la vera sfida, e possiamo vincerla soltanto con un partner che ci stimola continuamente, come Apofruit”.
Il packaging diventa sostenibile, anche bio
“Negli ultimi anni, a partire dal periodo del Covid, la percezione dei consumatori nei confronti degli imballaggi è cambiata in modo significativo e, parallelamente, sono stati fatti importanti investimenti in nuove tecnologie legate a questo ambito – ha dichiarato Ernesto Fornari, direttore generale del Gruppo Apofruit – Per noi il packaging rappresenta una componente fondamentale della nostra strategia e deve rispondere a due esigenze principali: da un lato essere funzionale, quindi capace di adattarsi ai processi logistici e ai flussi di automazione della nostra filiera; dall’altro essere personalizzabile, per valorizzare i nostri brand e renderli sempre più riconoscibili all’interno della Gdo. A questi aspetti, inoltre, se ne aggiunge un terzo: la capacità di intercettare i nuovi bisogni dei consumatori. Un esempio concreto è la nostra linea Bio, nata per rispondere a una domanda specifica, che arriva soprattutto delle nuove generazioni”.
Dai kiwi Zespri alla Pink Lady
“Quello che Apofruit chiede ai suoi fornitori sono due cose in particolare: consapevolezza e coerenza – ha aggiunto Claudio Magnani, direzione acquisti di Apofruit – Consapevolezza per noi vuol dire capacità di “entrare” dentro la nostra filiera e comprendere appieno le nostre esigenze. Un approccio che deve continuare nel tempo, in modo coerente, con prodotti in linea con i nostri bisogni e nuove idee stimolanti. Ciò che Smurfit Westrock ha fatto e sta facendo: insieme abbiamo realizzato progetti di successo come il caso dei kiwi Zespri per il mercato degli Stati Uniti o delle mele Pink Lady. I nostri partner devono, dunque, saper coniugare innovazione, qualità e sostenibilità, contribuendo al tempo stesso a mantenere competitivo il costo finale. Un equilibrio fondamentale, nel quale il packaging riveste oggi un ruolo sempre più strategico”.
“Ciò che contraddistingue la nostra azienda e, in particolare la relazione con Apofruit, è la proattività unita all’ampiezza della nostra gamma. – ha concluso Emanuele Prencipe, general manager Smurfit Westrock Forlì – Grazie ai nostri ecodesigner a un ampio portafoglio di soluzioni progettate per l’ortofrutta, come Safe&Green, su cui possiamo contare come realtà globale, siamo in grado di anticipare le necessità del cliente e lavorare insieme, a quattro mani, per individuare la risposta più adatta a ogni prodotto e canale distributivo. Inoltre, al di là del rapporto cliente-fornitore, ci accomunano valori fondamentali come la passione per quello che facciamo e l’attenzione alle persone, a partire dai dipendenti. Guardando al futuro, immaginiamo con Apofruit una relazione sempre più forte, basata sulla fiducia reciproca e sulla volontà di migliorarsi continuamente per fare, insieme, la differenza sui propri mercati”.
In uno scenario in continua evoluzione, segnato anche da nuove sfide normative e da consumatori sempre più attenti, la capacità di integrare innovazione, sostenibilità e lettura del mercato sarà sempre più determinante. In questa direzione, Apofruit e Smurfit Westrock guardano a un futuro di collaborazione ancora più stretta, con l’obiettivo di continuare a creare valore lungo tutta la filiera ortofrutticola.
Fonte: Apofruit e Smurfit Westrock