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25 maggio 2026

Rewe valuta la vendita di Penny Market

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Secondo più fonti, riporta il Corriere, il gruppo tedesco potrebbe uscire dal mercato italiano o ridimensionare la sua presenza nel Paese, cedendo in tutto o in parte la catena di discount. 

Oggi Penny Market conta quasi 500 supermercati in Italia e un fatturato che, secondo alcune stime, si aggira poco sotto i due miliardi. In una nota, Rewe ha fatto sapere di "confermare pienamente il proprio impegno nel mercato italiano, ritenuto strategico". Il gruppo "è impegnato in un percorso strutturato di sviluppo e trasformazione» nel Paese, prosegue la nota, e «in linea di principio, è in grado e intenzionato a realizzare ulteriori acquisizioni".

La storia di Penny Market

L’insegna Penny Market in Italia è nata nel 1994 da una joint venture di Rewe con Esselunga e l’apertura del primo punto vendita a Cremona. L’alleanza era nata da un’idea di Bernardo Caprotti, il fondatore di Esselunga che aveva visto arrivare la formula dei discount anche nella Penisola. 

Il sodalizio era poi stato sciolto, con Esselunga che aveva preferito continuare con il suo modello ed espanderlo sul territorio, vendendo le sue quote allo stesso gruppo tedesco. Che, oltre a Penny Market, aveva lanciato in Italia anche la catena Billa, acquistando i punti vendita da Standa.

I tedeschi del discount

Nel 2014, però, Rewe ha optato per la cessione dell’intera rete Billa, dividendo gli oltre 130 punti di vendita principalmente tra Carrefour e Conad. 

Ora la stessa sorte potrebbe toccare alla catena Penny Market per il cui acquisto, stando alle valutazioni degli addetti ai lavori, i candidati ideali sarebbero altri due operatori tedeschi attivi in Italia, sempre nel segmento discount seppur con modelli diversi e più mirati sul consumatore italiano: Lidl e Aldi.

Le strategie divergenti

Tuttavia, i grandi gruppi di discount come Lidl hanno sempre preferito crescere internamente, afferrando le singole opportunità in funzione della posizione sul territorio. Sicché un’eventuale operazione sull’intero perimetro di Penny Market rappresenterebbe un cambio di strategia significativo e non scontato. 

Quanto alle altre grandi insegne, la taglia dei negozi che fanno capo a Rewe si aggira attorno ai 1000-1.500 metri quadrati, una dimensione troppo piccola per essere appetibile da parte di catene come Esselunga e Conad.

Il precedente di Carrefour

La possibile uscita dall’Italia di Penny Market seguirebbe di pochi mesi la vendita della rete Carrefour al gruppo NewPrinces. Oggi, del resto, per gli operatori della grande distribuzione il mercato presenta alcune complessità come il calo demografico, il rallentamento dei consumi a fronte di un’offerta rilevante da parte di tutte le insegne di supermercati, soprattutto nei perimetri urbani. 

Si tratta insomma di un contesto più critico a cui alcune realtà multinazionali hanno maggior difficoltà ad adattarsi, vedendo diminuire il ritorno sugli investimenti. Da qui, probabilmente, le valutazioni da parte di Rewe che sta riconsiderando la sua presenza in Italia.


Fonte: Corriere della Sera

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