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06 marzo 2026

Quasi 200mile le imprese agricole italiane guidate da donne

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Il ruolo delle donne nei campi è sempre più centrale. Secondo Coldiretti in Italia sono quasi 200mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. 

Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata. 

Questo quanto è emerso durante la celebrazione dell’Anno internazionale della donna agricoltrice proclamato quest’anno dalle Nazioni Unite, organizzato dalla Fao in collaborazione con Ifad, Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il Wfp, Programma alimentare mondiale. 

L’iniziativa, in vista della giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali e leader del mondo rurale per valorizzare il ruolo delle donne nei sistemi agroalimentari e rafforzarne l’accesso a diritti, risorse e opportunità. Al convegno ha preso parte anche Monia Repetti, responsabile regionale di Donne Coldiretti.

Il convegno dedicato al ruolo strategico delle donne nei sistemi agroalimentari è stato il momento centrale della giornata che ha visto protagoniste le imprenditrici di Donne Coldiretti in un confronto sul futuro dell’agricoltura al femminile, tra leadership, innovazione e sicurezza alimentare globale. All’incontro sono intervenute la presidente delle Donne Coldiretti Mariafrancesca Serra e la presidente di Campagna Amica e Terranostra Dominga Cotarella, per ribadire il contributo determinante dell’imprenditoria femminile alla competitività del settore e alla vitalità delle aree rurali. 

La moneta celebrativa

Nel corso del convegno è stata presentata la moneta celebrativa emessa dal ministero dell'Economia e delle finanze e realizzata dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato insieme alla Fao, dedicata al ruolo delle donne nell’agricoltura globale. Nella moneta coniata c’è la figura stilizzata di una donna e per rappresentare il ruolo delle donne nel mondo agricolo è stata scelta Cristina Brizzolari

Una scelta che racconta molto più di una storia personale e che sottolinea come l’agricoltura sia oggi uno spazio di innovazione, opportunità e nuovi percorsi di vita. Brizzolari è stata individuata come simbolo di questo cambiamento proprio per il suo percorso. 

Dopo una carriera nel mondo immobiliare e della consulenza, lontana dalla terra, l’incontro con un’antica cascina di famiglia nel Novarese ha cambiato radicalmente il suo orizzonte, portandola a scegliere l’agricoltura e la coltivazione del riso, alimento fondamentale per miliardi di persone nel mondo. Da qui è nata l’azienda agricola La Mondina, a Casalbeltrame, dove ha recuperato e valorizzato le risaie puntando su qualità e innovazione, portando il suo riso anche sui mercati internazionali. Il fatto che la Fao abbia scelto proprio una produttrice di riso rafforza il valore simbolico dell’iniziativa, visto che il riso rappresenta uno degli alimenti che sfamano il pianeta. 

Le storie delle donne nei campi

Le Donne Coldiretti hanno realizzato un percorso esperienziale che ha raccontato concretamente il valore dell’agricoltura al femminile, con esposizioni di prodotti, degustazioni e cooking show con le cuoche contadine di Campagna Amica, espressione della multifunzionalità delle imprese agricole. Le storie portate da Donne Coldiretti alla Fao svelano un’Italia rurale che non guarda più al passato con nostalgia, ma al futuro con audacia. 

Le esperienze portate raccontano un’agricoltura sempre più innovativa e multifunzionale. Dalla Calabria con Stefania Mazzotta, che ha trasformato la propria azienda in un presidio contro il caporalato, al Trentino con Miriam Zenorini che utilizza l’agricoltura anche come strumento di inclusione sociale. In Toscana Bianca Mascagni impiega droni e tecnologie di precisione negli uliveti, mentre in Umbria Flavia Sbrolli trasforma le piante in colori naturali per tessuti, unendo agricoltura e design. 

Sono esempi di un mondo agricolo sempre più aperto alla sostenibilità, all’innovazione e alla valorizzazione dei territori, in cui le donne svolgono un ruolo decisivo per costruire un’agricoltura capace di coniugare qualità, tutela dell’ambiente e sviluppo delle comunità rurali.


Fonte: Coldiretti

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