Anno di scarica per il pistacchio verde di Bronte. Dopo la passata raccolta, che non verrà ricordata tra le migliori, sono alte le aspettative per quella che aspetta i produttori del prossimo anno.
“Il 2025 è stata una pessima annata per gran parte dell’agro produttivo di Bronte. La grave siccità degli anni precedenti ha avuto ricadute sia sotto l’aspetto qualitativo che dei volumi prodotti”, commenta Andrea Porto, titolare di Agricola Fernandez che valuta, nella sua stessa azienda, un calo di quasi il 50% rispetto a una produzione nella norma.
Alcune zone inoltre sono state anche colpite da eventi climatici estremi, con danni alle piante che potrebbero inficiare perfino la produzione 2027. Una situazione per cui si sta pensando anche di attivare delle richieste d’aiuto a sostegno delle zone più svantaggiate. “La nostra azienda è costituita da terreni separati fra loro. Non tutte le aree, in realtà, hanno avuto un particolare calo di produzione. Quindi molto dipende dalla collocazione della singola azienda”.
Resta il fatto che per tutto l’areale di Bronte, l’ipotesi di andare incontro a una nuova annata di scarso raccolto rappresenta un’eventualità alquanto preoccupante. A rischio la redditività delle piccole aziende che portano avanti una coltivazione complessa e costosa. “Nel momento in cui mancano le risorse, è difficile mandare avanti la macchina. Il 40-45% di produzione forse non riesce a coprire nemmeno le spese di lavorazione dei due anni. Non parliamo di crisi, ma potrebbe diventarlo se nel 2027 non produciamo. Il percorso è ancora lungo. Tuttavia restiamo fiduciosi”, sottolinea Porto.
Al momento, con il prodotto in circolazione, i prezzi non hanno avuto un particolare rialzo La situazione tuttavia potrebbe cambiare nella prima parte del prossimo anno, quando il pistacchio potrebbe iniziare a scarseggiare. Per Porto si tratta dunque di un momento delicato.
Dal caldo eccessivo alla siccità: tutti i fenomeni estremi rendono sempre più difficile mantenere uno standard produttivo costante. Anche mantenere i costi diventa sempre più complesso. “Tutte le operazioni colturali sul pistacchieto vengono fatte a mano e non possono essere saltate senza far danni alle piante”.
Turismo Dop, una via tutta da percorrere
Ma c'è un aspetto che per Bronte può diventare un elemento di primaria importanza. La conoscenza diffusa del prodotto e il suo posizionamento premium lo rendono un elemento in grado di attirare su di sé l'attenzione di consumatori in cerca di esperienze e contatti con l'essenza di un territorio.
La maggior parte del lavoro di, Agricola Fernandez ruota intorno alla produzione di forniture per pasticcerie, gelaterie, ristorazione, negozi di prodotti tipici, a cui si aggiunge anche l'e-commerce per curare il b2c. Uno dei suoi punti forti però è l’ospitalità. Percorsi di visita, esperienze e degustazioni all’interno dell’azienda che rispondono alla curiosità di un consumatore sempre più interessato a gustare i prodotti nei loro luoghi d’origine.
L’azienda investe sul comparto ormai da più di 12 anni: “Il turismo può rappresentare una nuova opportunità per il pistacchi, come lo è stato per il vino sull’Etna. Vantiamo una delle coltivazioni più rare al mondo, differente da ogni altra produzione di pistacchio. Ragione per cui incuriosisce. L’Etna non è solo vino, ma ha anche altre coltivazioni tipiche Tra queste, il pistacchio è in assoluto tra le più particolari”.

Il pistacchio di Bronte Dop guarda al luxury
L’azienda crede nel comparto e ha scelto di continuare a investirvi: “Abbiamo obiettivi di medio e lungo termine per incrementare l’hospitality e creare un percorso virtuoso, sempre più articolato, che orbiti proprio intorno al mondo della produzione del pistacchio, per raccontare emozioni e proporre esperienze”.
Il brand del resto conferma la sua forza. “E’ un prodotto che diventa sempre più una nicchia, che esce dai canali convenzionali per diventare un prodotto luxury. Per lo chef che lo cucina è un motivo di vanto. Allo stesso modo, averlo sullo scaffale dà una percezione diversa del negozio che lo vende. Si tratta di un prodotto di valore, sempre più apprezzato”, conclude Porto.