Piccoli Frutti

20 marzo 2026

Mirtilli, in Gdo arriva la proposta AgroBlu made in Sicily

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Parte dall’estrema punta occidentale della Sicilia, il nuovo progetto firmato AgroBlu che punta a coprire un vuoto nel mercato dei mirtilli. 

Il brand, appena lanciato sul mercato, appartiene al gruppo italiano Agrimediterranea, attivo nel settore agroalimentare e ortofrutticolo, che riunisce le società Spo Zentrum, Agro Blu, Agro Avo, Agrolatina e Agroyal, tutte specializzate nella produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I punti di forza sono tanti: origine siciliana, filiera corta, qualità premium e la disponibilità di prodotto da fine dicembre a maggio. 

“L’investimento a Mazara del Vallo (nel Trapanese) nasce da una profonda conoscenza del territorio, da quando mio padre, ormai quasi 50 anni fa, ha investito su un agrumento proprio lì - spiega a myfruit.it Giacomo Rizzo, Ceo di Spo Zentrum - Gli agrumi sono sempre stati il nostro core business, ma adesso vogliamo aprirci al mondo dei piccoli frutti e parlare alla grande distribuzione nazionale”. 

Un passo decisivo in questo processo di espansione, è stato fatto nel 2024 quando il fondo Idea Agro, riconducibile al gruppo Dea Capital, ha deciso di investire sull’agricoltura siciliana e avviare una partnership in cui i mirtilli rivestono un ruolo importante. Le prime piante sono state messe a dimora nel luglio dello stesso anno. Oggi la superficie interessata è di circa 65 ettari di cui circa 40 già piantumati. L’obiettivo è di arrivare ai 100 ettari nel breve periodo. 

Sul mercato prima di tutti 

Quello proposto da AgroBlu è un prodotto diverso dal classico estivo di montagna. Negli anni la ricerca varietale ha selezionato varietà low-chill che hanno la peculiarità di avere un basso fabbisogno di freddo, adatte quindi a essere coltivate in zone più calde. In questo momento, il mercato mondiale del mirtillo è concentrato in Africa, Sudafrica, Perù e Cile. 

Le condizioni climatiche della Sicilia, unite a una qualità idrica adeguata, permetteranno di proporre un prodotto premium durante il periodo invernale, anticipando la concorrenza estera e offrendo al consumatore qualcosa che prima non trovava. L’obiettivo di AgroBlu è dunque raggiungere il consumatore già a fine dicembre, con un prodotto premium, raccolto a mano, con il giusto grado di maturazione, calibrato e confezionato nel luogo di raccolta.

Un mirtillo italiano per il mercato italiano

Il mercato italiano del mirtillo è ancora giovane, ma cresce sia in volume che valore. “Abbiamo deciso di puntare su un prodotto italiano dedicato al mercato interno, andando incontro alle esigenze di un consumatore attento all’origine e alla qualità, disposto a riconoscere il valore di un prodotto fresco e locale. Le nostre sono varietà premium sotto royalty che ci assicurano un’alta qualità intrinseca. Il nostro mirtillo si distingue per una colorazione intensa, un calibro oltre i 18 e una struttura molto croccante, quasi da snack. Un elemento dato dalla varietà, ma anche dalla freschezza”, aggiunge Amanda Torchio, chief commercial officer e marketing director di Spo Zentrum.

La commercializzazione

Alle spalle dell’azienda una struttura già consolidata. Commercializzato in esclusiva da SpoZentrum, ha già raggiunto la Gdo nell’ultima parte di febbraio. “Abbiamo il privilegio di riuscire a consegnare in 12-24 ore. Un grandissimo vantaggio sia per la grande distribuzione che per il consumatore che può così godersi il sapore, la struttura, la corposità di un prodotto fresco. Ha comunque una shelf-life molto lunga e quindi può anche essere conservato e mangiato nel tempo”, prosegue Torchio. 

Il lancio sul mercato ha dato segnali incoraggianti: “Le prime presentazioni hanno avuto riscontri ottimali. Abbiamo percepito un grande interesse sia da parte del retail che del consumatore. Non è solo un’innovazione territoriale, ma soprattutto un’innovazione a scaffale”. 

Il prossimo futuro

Nei programmi aziendali, i quantitativi dovrebbero aumentare nel giro di pochi anni, tanto da arrivare a coprire circa il 20-30% del consumo nazionale, con l’obiettivo di estendere la commercializzazione anche in altri canali. 

Il prodotto verrà lanciato ufficialmente a Macfrut 2026. Il piano prevede poi l’avvio di attività di coinvolgimento del consumatore, anche attraverso i social. “Al momento lo strumento di comunicazione principale è il packaging, dove abbiamo sintetizzato le unique selling proposition. Nel retroetichetta abbiamo inserito anche un Qr code attraverso cui scoprire altre informazioni”, spiega Torchio.

Un progetto legato alla comunità

 Il legame con il territorio si manifesta anche nella gestione della forza lavoro. “Stiamo cercando di coinvolgere il più possibile manodopera locale, valorizzando la comunità con un progetto aperto a tutti coloro che vogliano contribuire al suo sviluppo e un'offerta di lavoro che prevede anche formule part-time. Si parla spesso della carenza di manodopera, ma io sono convinto che, offrendo un lavoro flessibile e ben retribuito, diventa attrattivo", dice Rizzo. 

Forte dunque la componente femminile in azienda per la raccolta di un frutto che richiede cura e attenzione. “Stiamo inoltre valutando soluzioni per supportare i genitori nella gestione dei figli, per rendere l'azienda un bel posto in cui lavorare e non solamente un posto di lavoro”, conclude.

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