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28 luglio 2026

Metis Italia, dieci anni per fare premium la susina

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Dalla genetica alla coltivazione, dalla raccolta alla comunicazione, Metis non è soltanto una susina premium: è un progetto costruito per cambiare il modo di pensare, produrre e raccontare questa categoria. E, 10 anni dopo l’avvio dell’esperienza in casa Granfrutta Zani, il brand si presenta oggi come una filiera strutturata, con una crescita a doppia cifra e una visione che unisce ricerca varietale, presidio agronomico e costruzione di marca.

Una scommessa lunga dieci anni

La scelta iniziale di Granfrutta Zani è stata chiara: investire su una nuova categoria di mercato, credendo nel potenziale di un frutto capace di distinguersi per gusto, identità e continuità commerciale. "Non abbiamo semplicemente scelto un nuovo prodotto, ma una precisa strategia imprenditoriale - ha spiegato Antonio Zani, responsabile commerciale - Abbiamo investito in un frutto premium capace di adattarsi ai nostri areali e di rispondere alle nuove esigenze del mercato, con l’obiettivo di creare valore per i soci produttori e per tutta la filiera".

Da allora il progetto è cresciuto insieme alla filiera, fino ad arrivare oggi a circa 250 ettari coltivati in Italia e a una 60ina di produttori soci, con una presenza produttiva che coinvolge anche gli areali del sud per anticipare l’avvio della campagna.

Il viaggio di Metis parte da lontano, dal programma di miglioramento genetico sviluppato in California da BQ Genetics e sviluppato in Europa da Star Fruits, coordinatrice del progetto internazionale.

L’idea di partenza era quella di ottenere un frutto riconoscibile, diverso dalle susine tradizionali, ma anche capace di parlare a mercati differenti. Oggi quella visione si traduce in un sistema internazionale che coinvolge Italia, Francia e Spagna.

Lo ha spiegato bene Marie Gallian, Metis brand communication & marketing manager di Star Fruits: "Metis è molto più di una nuova varietà: è un progetto europeo costruito per trasformare la percezione della susina attraverso l’innovazione varietale, la qualità costante e un marchio riconoscibile dal consumatore. Tutti gli attori della filiera lavorano insieme per creare valore attorno al prodotto, dal miglioramento genetico fino alla commercializzazione".


La qualità si fa in campo

Il valore di Metis si costruisce prima di tutto in frutteto. La gestione agronomica è attenta, il diradamento è fondamentale e la raccolta (manuale) avviene solo quando i tecnici autorizzano il passaggio dopo controlli ripetuti. "Alla base del progetto c’è un rigoroso disciplinare produttivo che definisce gli standard qualitativi del frutto, dal contenuto zuccherino alla consistenza, fino a calibro e succosità", ha ricordato Lorenzo Donati, responsabile sviluppo sostenibile di Granfrutta Zani.

È una filiera che lavora sulla precisione, perché per una susina premium la differenza si gioca su calibro, succosità, consistenza e gusto. In campo il lavoro è accompagnare il frutto verso un risultato finale coerente con l’identità del brand. Non basta produrre: bisogna selezionare, indirizzare e mantenere standard elevati durante l'intera stagione. È questo approccio che consente a Metis di presentarsi come un prodotto distintivo e non come una semplice susina di nicchia.

Dal magazzino al marchio

Il passaggio successivo è quello del confezionamento, dove la cura non si interrompe. Selezione, lavorazione e packaging sono parte della stessa strategia, pensata per arrivare al consumatore con una identità chiara e riconoscibile. Anche l’immagine cambia: dal nero iniziale a una nuova grafica più vivace, fino al packaging rinnovato che, da settembre, accompagnerà la campagna 2026.

"Il nuovo sistema di immagine sarà sostenuto da attività di comunicazione nei punti di vendita, degustazioni nella Gdo, materiali dedicati, iniziative digitali e collaborazioni con influencer", ha precisato Elisa Zani, responsabile marketing del gruppo Granfrutta Zani. 

La comunicazione diventa così un elemento strutturale del progetto, non un accessorio. Degustazioni, attività nei punti vendita, strumenti digitali e iniziative di brand sono pensati per sostenere il posizionamento premium e rafforzare il legame con il consumatore. In questo senso, il lavoro sulla marca va di pari passo con quello sulla produzione.


Una gamma che si allarga

Oggi Metis si articola in cinque segmenti: Oxy, Sunset, Safari, Dark e Sunny. Ogni segmento ha caratteristiche diverse per colore della buccia, polpa e profilo aromatico, ma tutti condividono la stessa idea di fondo, offrire un’esperienza di consumo riconoscibile e di alto livello.

L’effetto è quello di un’esplosione di colori che racconta bene la varietà del progetto e la sua capacità di parlare a pubblici diversi. Le differenze non indeboliscono il marchio, anzi lo rendono più leggibile e più forte. È anche qui che si vede la volontà di costruire una categoria, non soltanto di presidiare un segmento.

Prospettive 2026

La campagna 2026 parte con segnali positivi. La produzione italiana è prevista in crescita, con oltre 4.200 tonnellate attese, mentre la stagione commerciale dovrebbe risultare più lunga, fino a metà novembre, grazie alla disponibilità di nuove varietà e a una migliore continuità produttiva. Quest'anno, infatti, la copertura del calendario è più ampia rispetto al 2025 e potrà garantire circa tre settimane in più di commercializzazione.

Insomma, Metis continua a crescere. "Partecipare ai tavoli europei significa portare la visione della produzione italiana in un contesto di confronto strategico - ha osservato Giulia Zani, ufficio commerciale estero - Sono occasioni preziose per fare sistema, condividere esigenze e costruire soluzioni comuni a beneficio della crescita delle aziende e del brand".

Così il brand Metis prova a dare forma a una susina premium dall'identità precisa, costruita nel tempo e sostenuta da una filiera che ha imparato a muoversi in modo coordinato.

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