mytropical

20 marzo 2026

Mercosur: l’avocado apre la strada agli standard europei

146

Il recente accordo Mercosur ha riacceso le critiche sulle importazioni agroalimentari dall'estero, in questo caso dal Sud America, in particolare i contrari, in prima file le associazioni datoriali mentre il ministro Lollobrigida lo ha definito un affare a Berlino, sottolineano le criticità per quanto riguarda i livelli di sicurezza e gli standard qualitativi dei prodotti destinati al mercato europeo. 

La maturità delle filiere al di là dell'Atlantico 

Tuttavia, nonostante e indubbiamente in Europa ci sia un alto livello di attenzione sulla sicurezza alimentare, si deve registrare  la crescente maturità di diversi comparti al di fuori dell'Europa. In particolare sono in gran crescita diversi settori  – dall’avocado ai mirtilli, passando per asparagi, pere, susine e ciliegie – grazie a una forte capacità di investimento che sta spingendo molti Paesi esportatori ad alzare l’asticella proprio su questi temi. Il caso dell’avocado peruviano è emblematico.

Il Perù ha infatti deciso di rafforzare i propri standard di esportazione per la campagna 2025-2026, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento premium nei mercati internazionali, in particolare in Europa e in Asia. Al centro delle nuove disposizioni c’è l’avocado Hass, varietà di punta dell’export nazionale.

Secondo quanto stabilito dallo standard Inacal, il contenuto minimo di materia secca passa dal 21,5% al 22%. Un incremento apparentemente marginale, ma determinante per garantire una maturazione ottimale del frutto una volta arrivato a destinazione, migliorandone gusto e consistenza.

La sicurezza alimentare

Parallelamente, si rafforzano anche i controlli legati alla sicurezza alimentare. Il tema del cadmio diventa centrale, soprattutto per le esportazioni verso l’Unione europea, dove il limite massimo consentito è fissato a 0,05 mg/kg. Per rispondere a queste esigenze, il Perù ha avviato l'Agenda strategica nazionale Cadmio 2025-2030, con l’obiettivo di monitorare e ridurre la presenza di questo metallo pesante lungo tutta la filiera.

Le nuove linee guida intervengono anche sulla qualità fisica del prodotto: gli avocado destinati all’export dovranno essere sani, puliti, privi di parassiti e senza umidità esterna visibile. Anche il peduncolo viene regolamentato, con una lunghezza massima consentita di 10 millimetri.

Anche il packaging deve essere sostenibile

Restano confermati i criteri di classificazione commerciale (categorie Extra, I e II), con una tolleranza del 10% per il calibro. Sul fronte del packaging, infine, viene ribadita l’importanza di utilizzare imballaggi nuovi, igienici, resistenti e adeguatamente ventilati.

Con queste misure, il Perù punta a rafforzare la fiducia dei mercati internazionali, dimostrando come anche nei Paesi esportatori extraeuropei sia in corso un’evoluzione significativa verso standard sempre più elevati di qualità e sicurezza. Può non piacere ed è comprensibile in uno scenario di concorrenza, ma è un dato da conoscere. 

Potrebbe interessarti anche