L'abbattimento degli ultimi diaframmi del tunnel di base del Brennero - avvenuta lo scorso 28 luglio - segna un nuovo passo avanti per uno dei più importanti corridoi ferroviari europei. Ma non è l'unica novità nello scenario ferroviario europeo: la Spagna ha infatti annunciato la progettazione di nuove linee dedicate anche al traffico merci.
Il trasporto su rotaia italiano, però, sul fronte dell'operatività, attraversa una fase complessa: nel primo semestre del 2026 i volumi nazionali sono diminuiti dell'8,1%, penalizzati soprattutto dalle numerose interruzioni legate ai cantieri sulla rete.
Brennero, un passo avanti per il corridoio europeo
Quella di due giorni fa è una tappa destinata a segnare la storia del Brennero. Nelle due canne principali sono stati abbattuti gli ultimi diaframmi al confine tra Italia e Austria, consentendo il collegamento diretto tra i due lotti di costruzione.
Lo scavo non è ancora completamente concluso e alcuni tratti sul versante austriaco dovranno essere completati entro la fine dell'anno, ma il progetto è entrato ormai nella fase finale. L'obiettivo resta l'entrata in esercizio della nuova infrastruttura nel 2032, anche se la tempistica viene considerata da alcuni osservatori particolarmente ambiziosa.
Per la logistica il valore dell'opera è evidente. Con 55 chilometri di lunghezza, che diventano 64 considerando il collegamento con la circonvallazione merci di Innsbruck, il tunnel costituirà la più lunga tratta ferroviaria sotterranea al mondo.
Le pendenze molto più contenute rispetto alla linea storica permetteranno la circolazione di treni merci più lunghi, pesanti ed efficienti, aumentando la capacità lungo uno dei principali corridoi europei per gli scambi tra il Mediterraneo e il Nord Europa.
La Spagna rafforza la rete dedicata alle merci
Anche la Spagna continua a investire sulla ferrovia come leva per la competitività del sistema logistico.
E' infatti stato avviato lo studio di fattibilità per un nuovo collegamento ad alta capacità tra Bilbao e Santander. Pur comprendendo il traffico passeggeri, il progetto nasce con una forte attenzione ai flussi delle merci, che saranno valutati fin dalle prime fasi della progettazione per definire il tracciato più efficace.
Sempre nei Paesi Baschi procede inoltre il progetto della tangenziale ferroviaria sud di Bilbao, destinata a migliorare l'accessibilità al porto e a separare il traffico merci da quello urbano, rafforzando l'integrazione con i corridoi europei Ten-T.
Sul fronte orientale, la Catalogna guarda invece ai collegamenti con la Francia. L'obiettivo è estendere il tratto ferroviario a scartamento misto oltre Perpignan fino a Béziers, così da favorire il traffico merci transfrontaliero senza le attuali limitazioni tecniche dovute ai diversi standard ferroviari.
Italia, traffico merci in calo
I numeri italiani, però, sembrano in contrapposizione con questo scenario di sviluppo.
Secondo i dati diffusi da Fermerci, nel primo semestre del 2026 il comparto si è fermato a 23,7 milioni di treni/chilometro, in diminuzione dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di oltre due milioni di treni/chilometro persi in soli sei mesi, una flessione che conferma una tendenza negativa ormai in atto da diversi anni.
Alla base della contrazione ci sono soprattutto le numerose interruzioni della rete dovute ai lavori di potenziamento finanziati dal Pnrr. Interventi indispensabili per modernizzare l'infrastruttura, ma che stanno incidendo pesantemente sulla regolarità del traffico merci.
L'estate 2026 rappresenta un esempio concreto di questa situazione. La chiusura della Verona-Vicenza, segmento centrale della direttrice ferroviaria del Nord Italia, si aggiunge ai lavori sul nodo di Firenze, alla linea Milano-Genova, agli interventi sul Sempione e alle limitazioni lungo il Brennero.
Una somma di cantieri che obbliga molti convogli a percorsi alternativi più lunghi, riduce la capacità disponibile e aumenta costi e tempi di trasporto.
Secondo Fermerci, se la tendenza dovesse proseguire anche nella seconda metà dell'anno, il traffico ferroviario potrebbe tornare sui livelli del 2015, cancellando gran parte dei progressi ottenuti nell'ultimo decennio.