Frutta a guscio ed essiccata

13 ottobre 2026

Marrone di San Zeno Dop, calano volumi e pezzatura

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Un po’ meno marroni, una pezzatura leggermente più piccola, ma ottima la qualità. Il Consorzio di tutela del marrone di San Zeno Dop fa una stima della stagione 2026 dopo un'estate caratterizzata dal caldo e dalla siccità. Sul Monte Baldo il clima ha ridotto la produzione con un calo stimato tra il 15 e il 20% rispetto al 2025, considerata eccezionale per quantità e per qualità. 

Quest’anno si attende un raccolto sui 120-130 quintali di marroni. "Quest'anno la produzione risente del clima – spiega Stefano Bonafini, presidente del Consorzio del marrone di San Zeno Dop – Oltre al caldo, da giugno c'è stata siccità e le piante hanno sofferto la mancanza d'acqua. In queste condizioni il castagno va in protezione e rallenta la maturazione del frutto. Per questo ci aspettiamo una pezzatura forse un po’ più piccola e una quantità minore rispetto all'anno scorso. Bisogna però ricordare che il 2025 è stato una delle migliori annate di sempre: era tanto tempo che non se ne vedeva una così".

Nei castagneti è iniziata la raccolta

"Il marrone c'è ed è ottimo – assicura Bonafini –  Il sapore, la dolcezza e le caratteristiche che rendono unico il nostro frutto ci sono tutte, grazie anche al microclima che risente del Lago di Garda e del Monte Baldo. Il marrone di San Zeno è Dop da oltre vent'anni, si tratta di riconoscimento che ci rende orgogliosi e contiene il lavoro, la passione e la competenza di generazioni di castanicoltori continuando a dare valore al prodotto".

I castagneti si trovano tra i 250 e i 900 metri di altitudine, su circa 200 ettari nei comuni del comprensorio, a partire da San Zeno di Montagna. La produzione è quasi tutta certificata biologica. La denominazione d'origine protetta è arrivata nel 2003, lo stesso anno in cui è nato il Consorzio di tutela a cui appartengono oggi oltre 26 castanicoltori tra San Zeno di Montagna e Brenzone. Da allora il Consorzio ha i compiti di difendere il prodotto e la sua denominazione, e farne conoscere la tipicità. 

La festa, vetrina del prodotto e del territorio 

La 23esima Festa del marrone di San Zeno e la 54esima Festa delle Castagne – Mostra mercato dei marroni sono state presentate a Ca' Montagna alla presenza del sindaco di San Zeno di Montagna, Maurizio Castellani, dell'assessore con delega al Turismo e all'agricoltura, Elisa Castellani, dal presidente del Consorzio dei castanicoltori, Stefano Bonafini e dal titolare di Sec, Gino Serpelloni. 

La tradizionale manifestazione si svolge in Piazza Schena in tre fine settimana: venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre; da giovedì 22 a domenica 25 ottobre; venerdì 30 e sabato 31 ottobre, fino a domenica 1 novembre. 

"Per il territorio la Festa del Marrone di San Zeno Dop è molto più di un evento: è uno strumento fondamentale di promozione del prodotto – sottolinea il sindaco di San Zeno di Montagna, Maurizio Castellani –  In pochi giorni facciamo conoscere il marrone a un pubblico ampio e diverso, raccontando le sue caratteristiche, la qualità certificata e il lavoro che c'è dietro ogni raccolto. Ogni anno registriamo un aumento di persone anche tra giovani e famiglie che apprezzano la bellezza del luogo, la comodità di stare all’interno della tensostruttura inaugurata l’anno scorso e i prodotti locali. È una festa che unisce il turismo e identità dei nostri luoghi".

Il legame con il turismo è strettissimo, aggiunge l’assessore Elisa Castellani: "Chi arriva a San Zeno di Montagna non cerca solo un prodotto da acquistare, ma un'esperienza: il contatto diretto con i produttori, la vista unica tra Monte Baldo e Lago di Garda, i profumi e i sapori dell'autunno. Il Marrone e la castagna diventano così ambasciatori del territorio e un modo per prolungare la stagione estiva. Le ricadute toccano tutta la comunità. Infatti, la Festa porta visitatori, sostiene i produttori, coinvolge le attività locali e mantiene viva una tradizione che ha anche un valore ambientale, legato alla cura dei castagneti".

La festa si terrà anche quest’anno nella tensostruttura di 1200 metri quadrati riscaldata curata da Gino Serpelloni di Sec che ha seguito anche molti aspetti dell’organizzazione. Tra i punti di forza dell’evento ci sono il forte legame con il territorio, la possibilità di acquistare direttamente dai produttori sia i marroni che la birra castanea e le novità che ogni il Consorzio e l’Amministrazione comunale introducono per migliorare l’esperienza.

 Il pubblico è molto vario. Ci sono famiglie, appassionati di enogastronomia e visitatori della provincia di Verona, ma anche del Trentino, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e del resto del Veneto. Arrivano anche molti turisti stranieri, grazie al Lago di Garda, che a ottobre è ancora molto frequentato. 


Fonte: Consorzio del marrone di San Zeno Dop

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