La fiducia dei consumatori nei confronti della distribuzione moderna e della marca del distributore è ai massimi storici: oggi nove italiani su dieci si fidano dei prodotti a marchio del distributore (Mdd).
Inoltre, la ricerca elaborata da Teha Group su dati Ipsos per Adm – Associazione distribuzione moderna e presentata al convegno d’apertura dell’edizione 2026 della fiera Marca a BolognaFiere, evidenzia che secondo il 75% dei consumatori la distribuzione moderna instaura un rapporto di fiducia duraturo con i propri clienti, percentuale che sale al 79% nel Sud e nelle Isole e all’80% nel ceto medio.
La convenienza è un fattore importante per il consolidamento del rapporto con i consumatori: dal 2020 a oggi la Mdd ha generato 22 miliardi di euro di risparmi per le famiglie italiane, pari a circa 150 euro l’anno per nucleo familiare.
Ci sono anche il fattore sicurezza e qualità scelto da oltre quattro italiani su dieci come valore chiave per la Mdd o il sostegno al made in Italy (29,6%).
Commenti e risultati
“La fiducia – ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Adm – è il risultato di un rapporto dinamico, da costruire e rinnovare costantemente a ogni interazione. In un contesto di consumi in rapida evoluzione, il legame tra insegne e clienti è un valore da coltivare costantemente: il consumatore dimostra fiducia quando trova risposte immediate, coerenti e concrete ai propri bisogni. Il consumatore italiano è sempre più informato, esigente e reattivo e dispone di strumenti che gli consentono di fornire feedback immediati e si aspetta dalla Distribuzione Moderna flessibilità, capacità di ascolto e adattabilità continua”.
“Il rapporto di fiducia tra Distribuzione Moderna e consumatore non è un elemento acquisito, ma il risultato di un processo continuo di ascolto e di risposta coerente ai bisogni che evolvono nel tempo. – ha aggiunto Benedetta Brioschi, partner Teha e responsabile scenario food&retail e sustainability - In questo contesto, la Marca del Distributore riflette in modo diretto e trasparente i valori dell’insegna e rappresenta uno degli elementi fondanti del rapporto di fiducia con il consumatore. Per il consumatore, la Mdd non è soltanto una scelta di convenienza, ma una scelta valoriale, che implica una piena adesione ai messaggi e alla proposta complessiva dell’insegna.Importante sottolineare che le evidenze quantitative confermano che questa relazione di fiducia genera valore lungo l’intera filiera”.
Il rapporto Teha per Adm ha infatti aggiornato la propria base dati estensiva sulla creazione di valore delle aziende Mdd partner, analizzando i bilanci di 1.150 imprese, 160 in più rispetto all’edizione precedente.
I risultati mostrano come la collaborazione con la Distribuzione Moderna si confermi un driver di crescita e produttività per gli Mdd partner: nell’ultimo decennio, rispetto all’industria agroalimentare, la crescita media annua del fatturato è stata pari a 1,7 volte, quella dell’occupazione a 3,2 volte e quella del Valore Aggiunto a due volte.
I relatori
Il convegno di apertura dell’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm, l’unica manifestazione che presidia l'intera filiera della marca privata ha visto, tra gli altri, Gianpiero Calzolari (presidente BolognaFiere Group), Mauro Lusetti (presidente Adm), Matteo Zoppas (presidente Agenzia Ice), Ettore Prandini (presidente Coldiretti) dare il benvenuto - insieme all’intervento del Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida - alle 28 insegne protagoniste dell’evento 2026 in crescita del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall'area Marca Fresh, che ha registrato un'eccezionale crescita risultando raddoppiata, a Marca Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Marca del Distributore).
La parola a Ice
“In un contesto internazionale complesso - ha detto Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice - segnato da conflitti bellici, tensioni commerciali, dazi, volatilità del cambio euro-dollaro e da importanti dossier aperti come l’accordo Ue-Mercosur, il sistema agroalimentare italiano dimostra ancora una volta una straordinaria capacità di attrazione e di competitività”.
"A Marca 2026 Ice porta 60 buyer internazionali strategici, il livello di incoming più alto mai registrato, un dato che si inserisce in un quadro complessivo di circa 5mila presenze di buyer internazionali. Numeri che testimoniano il forte interesse per l’agroalimentare italiano, rafforzato quest’anno tra le altre cose da un traguardo di grande valore simbolico e strategico: il riconoscimento Unesco a Patrimonio immateriale dell’Umanità, ottenuto grazie all’impegno di tutto il Sistema Paese e in particolare dei ministeri dell’Agricoltura e della Cultura".
"Si tratta di un potente veicolo di promozione di una categoria principale del Made in Italy. In questa direzione va anche il Piano per l’export promosso dal Ministero degli Affari Esteri, che individua mercati ad alto potenziale capaci di fare la differenza, pur nella consapevolezza che gli Stati Uniti restano un mercato di riferimento fondamentale da presidiare. In questo scenario, dopo decenni di dibattito, l’accordo Ue-Mercosur può rappresentare una nuova opportunità. L’Italia ha avuto un ruolo importante nella negoziazione con una ricerca della reciprocità di condizioni che ci si auspica venga massimizzata. In una fase caratterizzata da elementi di incertezza come dazi e cambio euro dollaro, poter aprire o rafforzare l’accesso a aree ad alto potenziale competitivo come il Sud America è un’occasione strategica sulla quale concentrare e intensificare l’azione, attraverso la diplomazia della crescita e il lavoro coordinato di tutto il Sistema Paese. Attenzione, la maggior parte dei dazi fino ad oggi ha eroso i margini della catena produttore distributore. La maggior parte di questi costi non ancora sono scaricati sui prezzi, cosa che, con il rinnovo dei contratti e dei listini farà capire le vere conseguenze sui volumi".
Fonte: Marca