Logistica e Trasporti

21 luglio 2026

Logistica, Bruxelles allenta la stretta sul carbonio

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La Commissione europea prova a ricalibrare uno dei pilastri del Green Deal. Con la proposta di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), Bruxelles punta a mantenere gli obiettivi climatici al 2040, ma con una traiettoria meno rigida per le imprese energivore. 

L'obiettivo dichiarato è conciliare la decarbonizzazione con la competitività industriale, in una fase in cui molte aziende europee lamentano costi crescenti dell'energia e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva.

La proposta dovrà ora affrontare il negoziato con Parlamento europeo e Consiglio, per cui le misure non sono ancora definitive.

Cosa cambia nel mercato della CO2

Il cuore della riforma riguarda il ritmo con cui diminuirà il numero delle quote di emissione disponibili sul mercato. Come prevede la proposta della Commissione, il fattore di riduzione lineare (Linear Reduction Factor) verrà rallentato: dall'attuale 4,3% annuo si passerà al 3,7% dal 2031 e all'1,7% dal 2036. In altre parole, il numero di permessi per emettere CO2 continuerà a diminuire, ma con una velocità inferiore rispetto a quella prevista dalla normativa vigente.

Contestualmente, Bruxelles propone di prolungare fino al 2038 l'assegnazione gratuita di quote ai comparti industriali più esposti alla concorrenza internazionale, rinviando di fatto la piena sostituzione con il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam).

Un equilibrio ancora da costruire

La revisione dell'Ets riflette il nuovo equilibrio che Bruxelles sta cercando di costruire tra tutela ambientale e politica industriale. Da un lato resta confermato il traguardo della riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040; dall'altro, la Commissione riconosce la necessità di evitare che la velocità della transizione penalizzi la competitività delle imprese europee rispetto ai concorrenti extra-Ue.

Incentivi, ma con condizioni

L'allentamento non equivale però a una deregolamentazione. Come spiega la proposta della Commissione, il mantenimento delle quote gratuite sarà sempre più legato agli investimenti effettivamente realizzati dalle imprese nella decarbonizzazione degli impianti. 

Una parte significativa delle quote gratuite sarà quindi subordinata alla presentazione e all'attuazione di piani industriali credibili, trasformando il beneficio in uno strumento di incentivo agli investimenti e non più in un sostegno automatico.

Gli effetti attesi

Prevedibili gli effetti lungo tutte le filiere, ortofrutticola compresa. Il prezzo delle quote di anidride carbonica (CO2) incide infatti sui costi dell'energia elettrica, della refrigerazione, del packaging, dei fertilizzanti e, progressivamente, anche della logistica e dei trasporti marittimi.

Una crescita meno rapida del prezzo della CO2 potrebbe quindi contribuire a contenere almeno in parte le pressioni sui costi sostenuti da produttori, cooperative, operatori logistici e piattaforme distributive. Si tratta di un effetto indiretto, ma potenzialmente rilevante per una filiera che negli ultimi anni ha dovuto assorbire rincari energetici e logistici senza poterli trasferire integralmente sui prezzi finali.

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