In primo piano e attualità

03 giugno 2026

I fatti di Calabria: le parole del ministro e dei sindacati

65

La cronaca nera del caporalato ha registrato brutti segnali nel mese di maggio, ma con l'omicidio plurimo in Calabria si è passato il segno anche per le modalità atroci dell'esecuzione. Tutti i media si sono occupati del caso e sempre più emerge il concetto: "Non sono invisibili, non definiteci invisibili". 

I lavoratori della terra stranieri, le vittime del caporalato sono conosciuti e non una realtà sotterranea. Serve una profonda riflessione e interventi.  Sul caso di cronaca  ma con evidenti riflessi politici ed economici è intervenuto il ministro e i sindacati.

Il monito di Francesco Lollobrigida 

"Le notizie che giungono dalla Calabria sono di estrema gravità e suscitano profonda indignazione. Confido nell'operato della magistratura che farà piena luce accertando la dinamica dei fatti e individuando le responsabilità. La lotta dello Stato contro la criminalità è necessaria, non esiste luogo d’Italia in cui si possano considerare vite umane degli oggetti di cui disporre o, peggio ancora, decidere quando questi possano vivere o morire. Non è solo contro le nostre leggi, ma è contro la nostra morale". Queste le parole del ministro. 

"Con il Governo Meloni abbiamo aumentato il contrasto al caporalato, abbiamo istituito la clausola di condizionalità sociale escludendo le aziende che non rispettano le leggi dal ricevere soldi pubblici. Abbiamo investito in tecnologie e le usiamo per combattere il crimine. Abbiamo aumentato i flussi di lavoratori regolari per mantenere gli stranieri che arrivano in Italia per prestare la loro opera nei lavori stagionali in un percorso di piena legalità. Questo avvenimento può scoraggiare, ma non ci deve fermare dal continuare a perseguire gli episodi criminosi", conclude in una nota il ministro dell'Agricoltura. 

Parola ai sindacati 

Il segretario generale della Flai-Cgil, Giovanni Mininni ha commentato: "Le parole del sopravvissuto raccolte direttamente dalla Flai-Cgil del territorio confermano l’esistenza di un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza, azzerando i diritti. Se le indagini dovessero confermare che ci troviamo di fronte a un atto punitivo contro chi ha provato a ribellarsi, la risposta della Flai sarà durissima. A questa violenza criminale non possiamo che rispondere con un no intransigente“.

“Quanto sta emergendo, grazie alle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura, che ringraziamo, è raccapricciante. La piaga del caporalato, la violenza criminale, si legano, lasciando una ferita profonda" affermano il segretario generale della Cisl Calabria Giuseppe Lavia e il segretario generale della Fai Cisl Calabria Francesco Fortunato.

La Uila Uil Calabria con una nota firmata da Pasquale Barbalaco, segretario generale della Uila Uil Calabria, e Antonio De Gregorio, segretario territoriale Uila Uil Cosenza,   chiede "una risposta concreta e strutturale da parte delle istituzioni. Il contrasto al caporalato non può limitarsi agli interventi repressivi, ma deve passare anche attraverso politiche di accoglienza e tutela sociale. Un sistema adeguato di accoglienza abitativa per i lavoratori stagionali; servizi di trasporto regolari ed efficienti; il rafforzamento delle attività di controllo; una collaborazione più stretta tra enti bilaterali, istituzioni e filiera agricola".


Fonte: Ministero e sindacati 

Potrebbe interessarti anche