Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e il conseguente aumento esponenziale dei prezzi sta rischiando di mettere in ginocchio l’agricoltura.
Cia Padova: "Sostegno dalla Regione"
I prezzi dei costi fissi, fondamentali per compiere il lavoro del comparto come fertilizzanti, energia elettrica e benzina, sono aumentati del 35%. Il quadro si fa ancora più preoccupante perché, secondo Cia Padova, i rincari potrebbero continuare ad aumentare nelle prossime settimane rischiando di segnare un vero e proprio punto di non ritorno. "Chiediamo alla Regione un intervento urgente a sostegno del settore agricolo - sollecitano da Cia Padova - un comparto che da solo vale un miliardo di euro".
Il settore agricolo si trova anche in una fase cruciale perché stanno iniziando le campagne di produzione. «In primo luogo,occorre contrastare con ogni mezzo fenomeni speculativi sui costi dei carburanti - spiega Cia Padova -.Alla crisi energetica, poi, si somma quella degli input tecnici, in particolare i fertilizzanti, la cui produzione e approvvigionamento sono strettamente legati ai costi del gas e alle dinamiche del commercio internazionale. Il comparto si trova attualmente in una fase cruciale, con l’inizio delle varie campagne. Per portare avanti le diverse produzioni è strategico un utilizzo intensivo sia di carburante, per le lavorazioni meccaniche in campo, che di concimi e prodotti fitosanitari".
Lungo la filiera agroalimentare, l'imprenditore agricolo è il più esposto alle difficoltà che il settore sta attraversando. «Si trova schiacciato tra l’impennata incontrollata dei costi di produzione - spiega il presidente - e l’impossibilità strutturale di trasferire i rincari sul prezzo di vendita finale. Tale asimmetria economica espone le aziende al rischio concreto di lavorare in perdita, compromettendo la continuità aziendale e la resilienza del sistema rurale regionale».
Dopo questa analisi, Cia Padova chiede degli interventi chiari alle istituzioni. "Anzitutto - conclude Cia - serve un monitoraggio permanente, in collaborazione con le autorità competenti, per evitare che la guerra diventi un pretesto per rincari ingiustificati; vengano attivate misure compensative e risorse adeguate per sostenere i settori agricoli più vulnerabili. Infine, ci si adoperi affinché l’UE adotti misure eccezionali a favore dell’agroalimentare".
Copragri: "Gasolio e urea alle stelle"
“La drammatica situazione in atto nel Medio Oriente, che ovviamente auspichiamo possa rientrare il prima possibile, sta esponendo i produttori agricoli italiani a una nuova pericolosa impennata dei costi di produzione; la tenuta dell’agricoltura è messa a durissima prova dal sensibile aumento delle quotazioni di carburanti, energia e fertilizzanti, letteralmente schizzati alle stelle nel giro di pochi giorni”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, spiegando che proprio questi temi sono stati al centro di una riunione straordinaria dell’Esecutivo della Confederazione.
“Dall’inizio del conflitto a oggi, la cifra mediamente sborsata da un produttore agricolo per acquistare carburanti e fertilizzanti, elementi essenziali per la produttività del Primario tanto da rappresentare poco meno della metà dei costi di produzione totali di un’azienda agricola, è cresciuta del 45-50% per il gasolio agricolo e del 35-40% per l’urea”, evidenzia il presidente, sulla base dei risultati di un’analisi condotta dalla Confederazione sull’intero territorio nazionale.
“A destare particolare preoccupazione è la situazione legata ai fertilizzanti, poiché ci troviamo alle porte delle semine primaverili e delle lavorazioni sulle colture arboree, ovvero uno dei momenti in cui l’agricoltura registra probabilmente il picco in termini di sostanze necessarie alla produzione”, prosegue Battista, ricordando che “l’urea è un concime azotato di sintesi prodotto a partire dal gas naturale, che arriva a incidere sui costi di produzione fino al 90% e la cui disponibilità è attualmente molto scarsa, in quanto ben un terzo della produzione mondiale passa dallo Stretto di Hormuz, al momento bloccato”.
“Senza parlare, poi, delle ricadute derivanti dall’impennata dei carburanti, fondamentali per il lavoro delle serre orticole e florovivaistiche, così come per il trasporto su gomma dei mangimi e delle principale produzioni agroalimentari”, continua il presidente, dando conto di quanto emerso durante gli articolati lavori dell’Esecutivo confederale, che ha analizzato anche la situazione del blocco navale in atto nel Golfo Perisco, da cui “derivano fortissimi aumenti per i costi della logistica e sensibili preoccupazioni per l’interscambio commerciale agricolo, soprattutto dei prodotti freschi e deperibili, quali l’ortofrutta”.
“Ad aggravare ulteriormente la situazione, già molto critica in relazione alle ricadute del conflitto in atto sul versante comunitario orientale, c’è poi l’ombra del deprecabile fenomeno delle speculazioni, motivo per il quale non possiamo che condividere le nette parole di condanna pronunciate dalla premier Giorgia Meloni”, conclude Battista, invitando l’Esecutivo ad “accelerare il più possibile la messa in campo di misure di sostegno alle imprese, a partire dal meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ sui carburanti”.
Trasportounito: "Misure immediate"
Gasolio per autotrasporto +24%, aumento record dal 28 febbraio a oggi, con superamento del tetto dei 2 euro al litro e quotazioni che si aggirano sui 2.04 euro.
È sufficiente questo dato per sintetizzare una emergenza senza precedenti per le imprese di autotrasporto che chiedono l’immediato varo di misure sia per arginare i fenomeni speculativi sia per consentire il recupero degli extra costi.
Nel corso dell’incontro tenutosi ieri al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti con il viceministro Edoardo Rixi, Trasportounito, per il tramite del segretario generale, Maurizio Longo, ha rappresentato che, per la sopravvivenza delle imprese devono essere attuati interventi normativi urgenti per rendere effettiva e automatica l’applicazione della clausola del fuel surcharge, con parametri definiti costantemente dal Min e l’obbligo di indicazione in fattura dei criteri di adeguamento tariffario.
Occorre poi un decreto di emergenza che renda immediatamente applicabili, ed obbligatori, i costi minimi di sicurezza sia per le attività con contratto verbale e sia per quelle svolte con contratto scritto irregolare.
“Inoltre – specifica Longo – dopo aver consegnato le prime proposte per regolare il mercato, così come richiesto dal viceministro Rixi, si proseguirà con ulteriori indicazioni normative unitamente alle ulteriori richieste, sui maggiori costi di carburante, riguardanti l’introduzione di uno specifico credito d’imposta oltre all’utilizzo immediato dell’attuale rimborso trimestrale delle accise di cui beneficiano i soggetti che hanno investito”.
Fonte: Padova Oggi - Copragri - Trasportounito