Reparto ortofrutta

08 giugno 2026

Gdo, la parola chiave è assortimento

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La crescita dei volumi della Gdo è qualcosa che ormai appartiene al passato e che molto difficilmente tornerà, ma esistono lo stesso buoni margini di crescita. A patto che l’offerta presente sugli scaffali sia quella effettivamente cercata dai consumatori.

A dirlo Qualivita che, riprendendo un articolo di Repubblica, fa il punto sulle nuove tendenze. 

Parola chiave: assortimento

La parola chiave è assortimento che, a differenza del passato, non va più interpretata con un metro quantitativo ma qualitativo. I clienti non sono più attratti da un numero infinito di referenze, ma da quelle coerenti con le loro esigenze.

In aiuto delle insegne arrivano gli strumenti digitali, gli unici in grado di risolvere il problema della profilazione del cliente in base a cluster basati su posizione geografica e disponibilità economica.

L’altra buona notizia per gli operatori della Gdo è che le fasce sociali meno abbienti non sono “perse”. Pur in presenza di una diminuzione del potere di acquisto di molte famiglie, il trend di polarizzazione dei consumi, che fino a pochi anni fa sembrava essere strutturale, si è arrestato. I prodotti dedicati al benessere, per esempio, non vengono messi nel carrello solo da chi ha maggiori disponibilità economiche, ma anche da chi deve fare bene i conti per arrivare a fine mese.

Questo comportamento ha sorpreso gli stessi analisti di NielsenIQ, che solo qualche anno fa avevano rilevato il fenomeno della “polarizzazione”.

«Un fattore determinante – spiega Romolo de Camillis, retailer director di NielsenIQ – è rappresentato dalla riduzione dei consumi fuori casa, che ha liberato risorse per la spesa al supermercato. La situazione continua dunque a presentare criticità, ma il bilancio per la Gdo è sicuramente positivo».

Anche il calo della disoccupazione che si è registrato negli ultimi anni ha probabilmente contribuito a sostenere i consumi di prodotti di qualità. I dati raccolti da NielsenIQ illustrano bene il quadro dei consumi alimentari degli italiani. Negli ultimi dodici mesi il fresco ha messo a segno un progresso del 4% e hanno fatto molto bene anche “frutta e verdura” (+5,5%), “macelleria & polleria” (+6,8%) e “prodotti freschi confezionati” (+3,7%).


Fonte: Qualivita

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