Frigoriferi e congelatori in tilt in diversi supermercati con conseguente perdita di prodotto, sia fresco che surgelato, ora finito al macero e danni stimati in diversi milioni di euro: è quanto accaduto in Francia nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre.
All’origine dell'accaduto un attacco informatico che ha preso di mira il software della Danfoss, società danese che collabora con un numero importante di insegne della grande distribuzione francese. Come riporta Il Post, gli hacker avrebbero fatto breccia nel sistema informatico utilizzato da diverse catene sfruttando la presenza di versioni più vecchie del software o non aggiornate.
Nel mirino degli hacker sistemi connessi a Internet attraverso i quali è possibile gestire a distanza gli impianti di refrigerazione dei punti di vendita. Sfruttandone alcune vulnerabilità, sono riusciti a innalzare la temperatura interna, fino a raggiungere anche i 50 °C, e avviare così il processo di sbrinamento che ha portato al deterioramento del prodotto. Un’operazione che, secondo quanto riportato dal Post, avrebbe causato anche principi d’incendio.
Gli store colpiti sarebbero diverse centinaia: almeno 300 appartenenti alle catene Intermarché e Netto, un altro centinaio a Coopérative U e un numero non quantificato alla catena E. Leclerc. Non confermato il coinvolgimento di punti di vendita Carrefour Market e Monoprix ipotizzato da alcuni organi di stampa. In un intervento riportato da AdnKronos, Dominique Schelcher, direttore esecutivo di Cooperative U, ha parlato di un attacco "senza precedenti".
Secondo quanto riferito ancora dall'agenzia di stampa, gli esperti di cyber security francesi avrebbero già individuato una vulnerabilità nel software e stabilito dei contatti con i venditori con l’obiettivo di evitare anche che l’attacco possa ripetersi.
Come sottolinea Sophos, società britannica che si occupa di sicurezza informatica, durante la scorsa estate erano già emerse alcune problematicità collegate ad alcuni software della stessa azienda. Nello specifico, una ricerca aveva ne individuato tre tipi. Il problema però era stato risolto grazie ad aggiornamenti del firmware. Potrebbe dunque non esserci nessun collegamento tra i due fatti.
Secondo l’ultima edizione dello studio State of ransomware in retail di Sophos, il 30% degli attacchi ransomware, che puntano cioè a prendere il controllo dei dispositivi, rivolti contro le aziende del settore retail ha avuto origine dallo sfruttamento di vulnerabilità del sistema.
Questa si conferma così la principale causa tecnica degli attacchi per il terzo anno consecutivo. Tra i sistemi più facili da attaccare, le apparecchiature più vecchie o non protette in modo adeguato. Nel suo AI Security Report 2026, Sophos ha rilevato inoltre che l’intelligenza artificiale gioca un ruolo importante poiché sarebbe in grado di accelerare lo sviluppo, il test e l’impiego delle tecniche di attacco riducendo, di conseguenza, il tempo a disposizione per correggere e mitigare le vulnerabilità prima che queste possano essere sfruttate in modo malevolo.
Sulla vicenda è intervenuta anche Nais, azienda italiana specializzata in cybersecurity, il cui team di threat intelligence ha ricostruito l’attacco incrociando fonti diverse: circa 500 supermercati francesi di sei insegne concorrenti colpiti in una notte, e segnalazioni in altri cinque Paesi europei. "Per gli attaccanti erano un unico bersaglio: stessa tecnologia, una password valida ovunque e, su quei modelli, una vulnerabilità pubblica da 41 mesi, senza patch né codice Cve. Sempre nello stesso weekend c’è stato il blocco della logistica di Ahold Delhaize ed episodi analoghi sono stati monitorati ad agosto nelle basi militari Usa. Tutti questi episodi dimostrano come la catena del fresco sia particolarmente vulnerabile e solo una mitigazione dei rischi e il monitoraggio h24 possono evitare situazioni come quella a cui abbiamo appena assistito”, ha dichiarato Carlo Testa, ceo e general manager Nais.