Gli ortaggi e le insalate hanno sempre prezzi sostenuti: con le seconde verso i 3 euro. Ma soprattutto il pomodoro a Grappolo è schizzato alle stelle: dai 3 ai 4 euro il chilo. La frutta estiva è sul finire e in alcuni mercati i meloni italiani sono sempre più sostituiti dai francesi. Offerta molto varia per le uve dove, almeno al Nord, dominano le varietà senza semi. Si parte da 1,50 il chilo per la merce migliore. Il listino esotico mostra un periodo di passaggio per avocado e mango.
Il pomodoro a grappolo vola ai 3 euro per il prodotto siciliano e 4 euro per l'olandese
A VeronaMercato i pomodori tondi lisci rossi a grappolo siciliani di prima categoria arrivano a 3,5 euro il chilo, mentre quelli di altre regioni toccano 4 euro. L’origine olandese segna il valore più alto con 4,2 euro. LSi vende a prezzi alti anche la seconda categoria siciliana in pezzatura 47-57 che tocca i 2,4 euro il chilo. Hanno inciso le ondate di calore e i grossisti sulla base dei loro contatti avevano previsto questo scenario.
Zucchine anche a 2,50 euro il chilo, insalate sempre sopra i 2
A VeronaMercato le zucchine scure lunghe italiane in pezzatura 21-28 cm si attestano su 1,5 euro, mentre la pezzatura 14-21 cm in categoria I sale a 1,9 euro. Dal Piemonte la categoria II registra 1,5 euro e la categoria I 1,9 euro, mentre il Veneto si colloca a 2 euro. Le scure lunghe italiane di seconda categoria restano a 1,5 euro, il monostrato 7-14 cm raggiunge 2,6 euro e le tonde italiane si fermano a 2,2 euro.
Stesso andamento per le insalate che registrano quotazioni alte. Le lattughe Cappuccio italiane in monostrato arrivano a 2,5 euro, mentre la Gentile del Veneto tocca 2,5 euro e quella italiana in confezione da 6 pezzi raggiunge 2,5 euro. La Gentile italiana da 8 pezzi si ferma a 2 euro. L’Iceberg olandese in monostrato filmato segna il valore più alto con 2,9 euro.
A Bergamo uva da 1,50 euro. "L'80% delle vendite con varietà seedless". Bene le varietà Luisa e Autumn Crisp
Federico Fapanni, operatore della ditta Ortobergamo attiva nel mercato all’ingrosso di Bergamo, ha un’esposizione molto ricca di uve ma offre un elemento che conosciamo già ma che certifica che è arrivato un altro mondo nelle vigne: “L’80% del venduto è delle varietà senza semi. Qui ho 15 varietà senza semi e una decina con i semi, un’offerta molto ricca, aspettiamo l'arrivo dell' uva Italia Sicilian, e i prezzi vanno da 1,50 euro a salire. Io tratto solo roba bella, il prodotto da prezzo qui a Bergamo non ha seguito. In alcuni casi ci può essere qualche partita con alcuni problemi e si vende a 1 euro”.
Le varietà? “Con i semi Italia, Vittoria, Pizzutella insieme alla rossa Red Globe e alla nera Palieri. Sulla senza semi c’è un’infinità di varietà. In questo momento sto vendendo tanta uva Luisa pugliese: ha un colore giallo paglierino, è molto buona da mangiare, non si sgrana. Va bene anche l’Autumn Crisp e, se hai una partita bella colorita, la bruci via subito: siamo sui 3,30 euro il chilo”.
Una curiosità: “È iniziata la campagna dell’uva da vino, un fenomeno curioso ma al ribasso, con soprattutto anziani che si comprano una pedana d’uva, prima misurano il grado zuccherino, la mescolano con la loro e producono il vino”.
Le susine da 1 a 2,50 euro il chilo
Susine finite le francesi, spazio alle italiane. “Io ho tantissime varietà di susine, ho finito la campagna con la Regina Claudia francese, ora spazio alla gemella italiana, poi c’è la Anna Spath, Ruby Cherry, October Sun. Tante varietà dalla Campania, dalla Puglia e dalla Romagna e, dal Piemonte, la Santa Clara che si vende a 1 euro come la Stanley della Romagna. Dopo c’è la Grossa di Felisio e si va sui 2 euro il chilo, e abbiamo già iniziato con l’Angeleno e qui siamo intorno a 1,50 euro di vendita. Infine l’October Sun, buonissima da mangiare, grossa e bella, e anche lì siamo sui 2 euro mentre con Anna Spath si sale a 2,50 euro”.
Fine corsa per i meloni italiani ecco i francesi: a 2,50 euro
È tempo di meloni francesi. "Il 99% dei meloni italiani è finito. Mi sta arrivando qualcosa di liscio dalla Toscana, ma c’è poca quantità. Ora io vendo Charentais francesi; per la verità si vendono da un mese, quando hanno accompagnato l’italiano: molto buoni, con marche molto conosciute come Philibon. Per quanto riguarda il prezzo, con la qualità extra si arriva a 2,50/3 euro il chilo. Sul fronte angurie ora quelle pugliesi arrivano a 1 euro ma hanno toccato anche 1,20, e le lombarde fino a 1,50. È stato un bel finale per i produttori quest’anno per i prezzi, ma con il caldo esagerato tante angurie si sono cotte sul campo".
Fragole del Trentino, prime pere e disastro zucche
Sul fronte zucche un disastro, perché sono arrivate molto in anticipo. Le fragole del Trentino stanno arrivando, ma poche, perché purtroppo le temperature sono alte. Il padellino da 2 chili si vende a 15 euro il chilo.

Le pere registrano prodotto ferrarese (Azienda agricola San Francesco) e l’arrivo delle William, poi l’Abate: "abbiamo iniziato da qualche giorno con il prodotto ferrarese. Infine abbiamo fatto la Carmen, la Santa Maria e arriverà anche la Kaiser. I prezzi: siamo sui 2 euro. L’Abate con calibro maggiore quota anche 2,20 euro il chilo". Altra novità? "Abbiamo iniziato da una settimana con melograno italiano varietà Acco".
Il listino esotico
Al mercato ortofrutticolo di Milano il tropicale vive settimane di assestamento, tra campagne che finiscono, origini che si sovrappongono e prezzi che cambiano direzione. Giorgio Donnarumma, import manager di Nuovafrutta, segue ogni giorno l’evoluzione del settore.
Avocado: Sudafrica in chiusura, Perù caro, Israele in arrivo
"Siamo in una fase molto delicata", spiega Donnarumma. Le campagne sudafricane stanno terminando e ciò che resta arriva con problemi di qualità tipici del fine stagione. Le varietà a buccia verde – Fuerte, Pinkerton, Ryan – sono praticamente finite. Rimane il Perù, che ha mantenuto prezzi alti per tutta l’estate: "Non sono mai scesi sotto i 10,30-11 euro a collo (4 chili). A marzo ci avevano prospettato una stagione pienissima, ma non è stato così".

La domanda resta sostenuta e, con l’Africa in uscita, il Perù ha continuato a spingere verso l’alto le quotazioni. I calibri più richiesti sono il 14, 16 e 18, quelli destinati al ready-to-eat, mentre i frutti più grandi – 10 e 12 – hanno meno valore. "Israele partirà tra un paio di settimane con l’Ettinger, ma al momento non c’è grande disponibilità. Qualcosa di sporadico arriva dal Sudafrica, e a fine mese ci sarà un ultimo respiro dal Kenya con il Pinkerton".
Mango: un mercato appesantito, via mare in caduta libera
Se l’avocado tiene, il mango vive una fase opposta. "La situazione è molto più complicata", dice Donnarumma. L’estate ha portato un’enorme disponibilità: Spagna con l’Osteen, Egitto con volumi crescenti, Israele, Sicilia. "Il mercato si è appesantito. Il mango via mare brasiliano – Tommy e Palmer – fino a metà agosto aveva una domanda fortissima, poi è crollata. Oggi un Palmer via mare lo compro a 1 euro al chilo, quando poche settimane fa valeva quasi il doppio".
La concorrenza delle origini mediterranee, unita al consumo stagionale di frutta estiva, ha frenato la richiesta. "Siamo in una fase critica, soprattutto per il via mare: prezzi bassissimi e margini ridotti. Quando i prezzi scendono troppo, la lotta è sui centesimi".
Mango Osteen - Spagna
Diverso il discorso per il mango via aerea, dominato dal Kent. "In questo periodo non ci sono grandi campagne di Kent via aerea. Il Brasile ha appena iniziato, e un mango via aerea costa 5-5,50 euro in acquisto e si vende a 7-8 euro al chilo. Non c’è concorrenza". La Spagna, che negli anni scorsi garantiva qualche partita di Kent, quest’anno ha avuto una fioritura scarsa: "Le alte temperature di primavera hanno compromesso la produzione".
Accanto al Kent, Nuovafrutta lavora anche varietà ibride come il Manzanillo, il mango siciliano resta una nicchia: "La varietà è la Kensington. Si compra sui 4,50 euro al chilo e si vende tra 6 e 8 euro. È un prodotto che piace soprattutto agli italiani, mentre gli stranieri preferiscono Osteen, Tommy o Palmer".
Lime: stabilità dopo mesi di prezzi alti
Il lime ha vissuto una stagione brillante tra giugno e luglio, con vendite tra 10 e 12 euro.

"Da un mesetto siamo tornati su valori più regolari: circa 7 euro in acquisto". L’ingresso della campagna spagnola ha portato nuova disponibilità e un prodotto molto curato: "Hanno investito tanto nel packaging e nell’estetica. La varietà Tahiti è davvero valida". Il collo da 4,5 chili si vende tra 9 e 12-13 euro.
Melograni e datteri: l’Egitto spinge
Nuovafrutta importa anche melograni e datteri dall’Egitto, spesso in container combinati con il mango. "Il viaggio è breve, quattro giorni. Il dattero egiziano costa circa 2 euro il chilo e si vende a 3 euro. Il melograno, per ora, non è ancora maturo: gusto discreto, ma migliorerà nelle prossime settimane".
