Ingrosso

03 novembre 2026

Dai mercati: pere dal nord Europa, pomodori in calo

241

Dopo giornate segnate dai prezzi record dei pomodori e dalle difficoltà di approvvigionamento che hanno interessato gran parte del comparto ortofrutticolo, il mercato ortofrutticolo sembra aver ritrovato un nuovo equilibrio. A fare il punto è Andrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati Spa, secondo cui la fase più critica è ormai alle spalle e l'offerta è tornata ampia e in linea con la stagione. Sta iniziando ad entrare nel vivo la campagna degli agrumi con le clementine, ampia e varia disponibilità di mele e tra le pere si staglia anche il prodotto estero con la Decana dal Belgio e dall'Olanda. 

Pomodori: l'emergenza si attenua, ma prezzi ancora sostenuti

Il caso più evidente degli ultimi mesi caratterizzati dalle ondate di caldo è stato quello del pomodoro, protagonista di aumenti eccezionali che hanno pesato. "I pomodori erano già carissimi per motivi produttivi propri. Il mercato era rallentato e fortemente condizionato da quotazioni eccessivamente alte. Non c'era prodotto disponibile e questa è stata la vera causa dell'impennata dei prezzi", spiega Chiodi.

Secondo il direttore, le tensioni non erano legate né al caro carburanti né ai rallentamenti del trasporto merci. Il problema principale era la scarsità di prodotto disponibile sul mercato. Le quotazioni più elevate hanno riguardato soprattutto Ciliegino e Datterino, arrivati in alcuni casi a valori mai registrati negli ultimi anni. Ora, però, la situazione appare in miglioramento. Anche se i prezzi restano sostenuti. 

 Andrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati 

a"Le quotazioni stanno rientrando. Arriva più prodotto e, nel frattempo, i consumi si sono leggermente ridotti. In particolare vediamo prezzi in diminuzione per Ciliegino e Datterino, che erano le referenze più penalizzate". Per soddisfare la domanda si è fatto ricorso a importazioni provenienti da numerose origini. "Abbiamo visto pomodori arrivare da Marocco, Turchia, Albania e da molte altre provenienze. Tuttavia il prodotto disponibile, oltre a essere caro, spesso non offriva gli standard qualitativi a cui siamo abituati". Qualche tensione si è registrata invece sul mercato dell'uva, che ha risentito maggiormente delle incertezze logistiche, ma senza conseguenze durature.

Sempre più agrumi italiani

Con l'avanzare dell'autunno aumenta progressivamente la disponibilità di agrumi nazionali. "L'offerta inizia a intensificarsi sia in termini di volumi sia in termini di qualità. Sta crescendo la presenza del prodotto italiano". Un elemento che contribuisce ad arricchire ulteriormente l'offerta stagionale presente nei mercati all'ingrosso.

Nei mercati nazionali c'è prodotto spagnolo che può superare i 2 euro il chilo e quello italiano intorno ai 2  con le pezzature più che piccole intorno all'euro. 

Pere: buona qualità dall'Italia e dal nord Europa

Anche il comparto delle pere attraversa una fase positiva. "Siamo in piena campagna commerciale. L'offerta nazionale è buona e altrettanto valida è quella proveniente da Belgio e Olanda". Tra le varietà più presenti  Abate Fetel, Williams, Conference e Decana. 

"Attualmente la Decana estera garantisce probabilmente uno standard qualitativo più omogeneo". Ottima qualità per quanto riguarda i prezzi sia il prodotto emiliano romagnolo sia l'olandese quota sui tre euro. 

Mele: ampia scelta per tutte le varietà

Per le mele il mercato propone una delle offerte più complete dell'anno. "Siamo passati dalle ultime mele stanche della vecchia campagna a una disponibilità amplissima". Nei magazzini e nei punti vendita sono presenti Golden, Gala, Stark, Envy, Kissabel, Kanzi, Samboa e numerose altre varietà, con livelli qualitativi generalmente elevati.

Verdure locali favorite dal caldo

Le temperature superiori alla media hanno allungato il ciclo produttivo di molte colture locali. "Il protrarsi del caldo ha consentito di prolungare la stagione delle nostre produzioni. C'è ancora una buona offerta di verdure, soprattutto di quelle a foglia". Tra i prodotti più presenti figurano insalate, bietole, coste, catalogna. Un ruolo importante continua a svolgerlo anche la quarta gamma, un settore storicamente molto radicato nel territorio bergamasco. "A Bergamo c'è una forte predilezione verso la quarta gamma e l'offerta è ancora più consistente rispetto a quella normalmente disponibile in questa fase dell'anno".

Consumi più tranquilli dopo un'estate positiva

Sul fronte della domanda il momento appare più tranquillo rispetto ai mesi estivi, ma il bilancio della stagione resta positivo. "Abbiamo avuto molto caldo, poche precipitazioni e consumi elevati di frutta. Se si vuole essere onesti, è stata una buona estate". 

Secondo Chiodi il mercato entra ora nella fisiologica fase autunnale, caratterizzata da ritmi meno sostenuti ma da una disponibilità molto ampia di prodotto. "Adesso la gamma è vastissima e perfettamente allineata alla stagione. I consumi non sono eccezionali, ma l'offerta è completa".

Accanto all'attività commerciale proseguono i progetti sviluppati dalla società. "Continuiamo con i percorsi didattici rivolti alle scuole e con il recupero delle derrate invendute, un progetto che continua a essere molto apprezzato". Sul fronte infrastrutturale procede inoltre l'iter per l'ampliamento dell'ortomercato. "Stiamo sviluppando la progettazione dell'ampliamento della struttura. Siamo nella fase di progettazione esecutiva".  

Le quotazioni dell'uva da tavola al Caat di Torino

l mercato dell'uva da tavola al Caat di Torino si presenta complessivamente stabile, con le varietà senza semi che continuano a spuntare i prezzi più elevati e una leggera crescita per la Red Globe. Segnali di flessione, invece, per la Pizzutella di prima categoria proveniente dalla Puglia.

L'uva bianca Italia di seconda categoria commercializzata alla rinfusa viene scambiata tra 1,40 e 1,60 euro il chilo, con una quotazione media di 1,50 euro il chilo. Prezzi analoghi per la Red Globe rosata di prima categoria confezionata in monostrato, che si posiziona tra 1,40 e 1,60 euro il chilo. Per questa referenza si registra un aumento di 10 centesimi rispetto alla rilevazione precedente.

Più sostenute le quotazioni della Pizzutella  pugliese. Il prodotto di prima categoria in monostrato viene venduto tra 2 e 2,20 euro il chilo, ma perde 10 centesimi rispetto alla settimana precedente. La seconda categoria alla rinfusa si attesta invece tra 1,50 e 1,70 euro il chilo.

A guidare la fascia alta del mercato sono ancora una volta le varietà seedless. L'uva bianca senza semi italiana raggiunge quotazioni comprese tra 3 e 3,50 euro il chilo. Anche l'uva rosata senza semi mantiene valori elevati, oscillando tra 2,50 e 3,50 euro il chilo. Tra le specialità si distingue l'uva nera Fragola confezionata in vaschette, quotata tra 2,50 e 3 euro il chilo. 

Carciofi: al Caat domina il prodotto sardo, quotazioni fino a 1,50 euro a pezzo

I carciofi con spine di prima categoria, calibro compreso tra 7,5 e 9 centimetri e confezionati in casse a più strati da 20 pezzi, vengono commercializzati tra 1,30 e 1,50 euro a pezzo, con una quotazione media di 1,40 euro. Il prodotto sardo conferma così il proprio posizionamento nella fascia alta del mercato.

Più contenuti i prezzi del carciofo violetto senza spine di prima categoria, anch'esso con calibro tra 7,5 e 9 centimetri e confezionato a più strati. Le quotazioni oscillano tra 1 e 1,20 euro a pezzo, con una media di 1,10 euro.

Ancora più accessibili i valori del carciofo violetto Tema, che si collocano tra 0,80 e 1 euro a pezzo. La quotazione media è di 0,90 euro. 

I prezzi delle patate: dalle italiane alle tedesche 

A guidare il listino sono le patate a pasta bianca italiane, mentre le varietà a pasta gialla provenienti da Germania e Italia si collocano nella fascia più bassa del mercato. Le patate a pasta bianca italiane di prima categoria, calibro 40-80 e vendute in casse alla rinfusa, vengono scambiate tra 0,80 e 0,85 euro il chilo, con una quotazione media di 83 centesimi. Si tratta del valore più elevato tra le referenze presenti nel listino.

Le patate a pasta gialla italiane confezionate in casse si attestano invece tra 0,65 e 0,70 il chilo. Quotazioni leggermente inferiori per il prodotto venduto in sacchi alla rinfusa, sia di origine italiana sia tedesca, che oscilla tra 0,60 e 0,65euro il chilo.

Più sostenuti i prezzi delle patate a pasta gialla provenienti dall'Olanda. In questo caso le quotazioni si collocano tra 0,70 e 0,80 euro il chilo evidenziando un differenziale rispetto al prodotto italiano e tedesco.

Sullo stesso livello si posizionano le patate rosse francesi di prima categoria, commercializzate in sacchi alla rinfusa. Le quotazioni variano tra 0,70 e o,80 euro il chilo.

Tutte le varietà delle cipolle

La cipolla rossa di Tropea Igp proveniente dalla Calabria e commercializzata in trecce viene scambiata tra 2 e 2,20 euro il chilo, risultando il prodotto con le quotazioni più elevate tra quelli monitorati. Tra le varietà tradizionali, le cipolle tonde bianche italiane di prima categoria, vendute alla rinfusa in casse, si attestano tra 90 e 1,10 euro il chilo. Sulle stesse quotazioni si collocano anche le cipolle tonde rosse italiane, che presentano un intervallo di prezzo analogo.

Più contenuti i valori delle cipolle tonde dorate italiane di prima categoria confezionate in sacchi alla rinfusa, con prezzi compresi tra 0,60 e 0,70 euro il chilo. Si tratta della referenza più conveniente tra quelle presenti nel listino del mercato torinese.

Sostanzialmente elevato anche il livello dei cipollotti bianchi italiani di prima categoria commercializzati in mazzi, le cui quotazioni oscillano tra 1,80 e 2 euro il chilo, a testimonianza del buon interesse del mercato per questo prodotto destinato soprattutto al consumo fresco.

Potrebbe interessarti anche