Ingrosso

06 ottobre 2026

Dai mercati: Ciliegino e Datterino sempre sopra i 5 euro

754

Nei mercati ortofrutticoli nazionali l’autunno sta prendendo forma, e l’offerta si arricchisce in volumi e qualità di nuove referenze stagionali. Accanto alle castagne, ai cachi, alle mele e alle pere italiane, anche il comparto degli agrumi mostra i primi segnali di svolta: alle partite dall’emisfero sud si affiancano le prime produzioni mediterranee, dalle clementine spagnole alle Satsuma Miyakawa italiane, che iniziano a comparire sui banchi e annunciano l’avvio della stagione mediterranea. Nonostante questo quadro autunnale, sul fronte degli ortaggi è ancora piena estate. 

Le conseguenze delle ondate di calore che hanno colpito la Sicilia continuano a pesare, soprattutto sul pomodoro, dove le quotazioni che abbiamo registrato al Mercato di Vittoria restano elevate e senza segnali di inversione. Il Grappolo viaggia attorno ai 2,50 euro il chilo, il Ciliegino si mantiene sui 4 euro il chilo, mentre il Datterino resta il prodotto più caro, con valori che toccano i 5 euro il chilo. Una situazione che riflette le difficoltà produttive della più calda stagione estiva degli ultimi due secoli, tra maturazioni accelerate, cali di resa e disponibilità irregolare. Ma come abbiamo scritto qualche settimana fa si cercano le alternative estere come pomodoro turco e albanese.

Se in molte piazze italiane l’estate sembra non voler lasciare il campo, in Calabria purtroppo è già finita. 

Qui l’attività dei mercati registra ogni anno una forte impennata nel periodo estivo grazie al turismo, ma a fine stagione i volumi calano considerevolmente, segnando il passaggio netto verso la fase autunnale. Come ha raccontato a myfruit.it  Giovanni Ferrarelle, presidente del consiglio di amministrazione del Comalca (Consorzio mercato agroalimentare Calabria) di Catanzaro. Una dinamica che accentua il contrasto tra territori e rende il quadro nazionale ancora più eterogeneo.

Quando finirà questa fase di tensione sui prezzi degli ortaggi? Al momento non ci sono certezze come sottolinea Toni Margiotta, presidente dei concessionari del mercato di Vittoria in provincia di Ragusa.

Ciliegino ancora a 4 euro, Datterino a 5 e il Grappolo a 2,50 

A Vittoria in provincia di Ragusa  le quotazioni degli ortaggi restano elevate e quindi paradossalmente stabili stabili. Il pomodoro a grappolo si mantiene sopra i 2,50 euro il chilo, il Ciliegino oscilla tra 4 e 5 euro il chilo, mentre il Datterino resta il prodotto più caro, con scambi attorno ai 5 euro il chilo. La zucchina continua a muoversi su circa 70 centesimi il chilo, mentre per i peperoni per il prodotto migliore si arriva a 2,50 euro. 

Secondo Toni Margiotta, presidente Acov, la situazione è praticamente identica a quella delle settimane precedenti. "Non è variato nulla nella sostanza, né nei quantitativi né nei prezzi. Il mercato è fermo". Una condizione che si vive da tempo e che non mostra segnali di cambiamento immediato.

Sul fronte delle produzioni, il quadro è incerto. "Ci sono i nuovi impianti, ma si aspettano per metà novembre. È difficile pronunciarsi: la situazione è in divenire e molto legata al clima. Qui fa ancora caldo, e questo complica le previsioni". Nessuno si sbilancia. "L’auspicio è che non ci siano cicloni o altre calamità naturali. Tutti si aspettano un incremento dei volumi verso fine novembre, ma non abbiamo certezze".

In Calabria  incide in negativo la fine dell'estate

Secondo Giovanni Ferrarelli, presidente del consiglio di amministrazione del Comalca (Consorzio mercato agroalimentare Calabria) di Catanzaro, si registra "un calo importante dei volumi, legato alla fine della stagione turistica che in Calabria si concentra quasi interamente nei mesi estivi e in particolare in agosto".  Ferrarelle sottolinea come il territorio stia subendo lo spopolamento con un forte tasso migratorio: "Vanno via dai 34 ai 39 anni e rimane una popolazione con età media più alta". A restare sono soprattutto pensionati, con una capacità di spesa inferiore, e il mercato ne risente.

Il presidente evidenzia inoltre che questo mercato non ha al suo interno "collaborazioni o attività della Gdo, un fattore che incide molto sulla dinamica commerciale. A sostenere la domanda restano principalmente ristoratori e negozi di prossimità".

I pomodori al Nord: Datterini a 7 euro, Ciliegini sfiorano i 6 

Il mercato di Vittoria, principale piazza di produzione orticola siciliana, continua a mostrare quotazioni elevate, segno di una disponibilità ancora limitata e di una campagna che fatica a stabilizzarsi. Il pomodoro a grappolo resta attorno ai 2,50 euro il chilo, il ciliegino oscilla tra 4 e 5 euro il chilo, mentre il datterino si conferma il prodotto più caro, con scambi vicini ai 5 euro il chilo. Le zucchine rimangono su valori bassi ma invariati, circa 70 centesimi il chilo, mentre per i peperoni la disponibilità è irregolare e le quotazioni variano molto da azienda ad azienda.

Al Caat il listino dei pomodori registra valori ancora più alti: i Ciliegini  si collocano tra 5,50 e 5,80 euro il chilo, i Cuore di Bue verdi oscillano tra 5 e 5,50 euro il chilo, mentre i Datterini raggiungono livelli compresi tra 6,50 e 7 euro il chilo. Anche i Datterini gialli seguono la stessa linea, con scambi tra 6,50 e 7 euro il chilo.

Derby  con i pomodori olandesi 

I pomodori a grappolo mostrano una dinamica divergente tra origine italiana e olandese: il prodotto nazionale si muove su valori compresi tra 2 e 2,50 euro il chilo, mentre l’origine Olanda resta più competitiva, con scambi tra 1,80 e 2 euro il chilo.

Uva: con i semi sotto i 2 euro, la senza semi fino a 2,50 euro

L’uva da tavola mostra un quadro molto variegato tra tipologie e provenienze. Le bianche italiane si muovono su valori compresi tra 1,30 e 1,50 euro il chilo, mentre la Pizzutella pugliese mantiene una posizione leggermente superiore, con scambi tra 1,50 e 1,70 euro il chilo. Più sostenute le quotazioni delle bianche senza semi, che si attestano tra 2,30 e 2,50 euro il chilo.

La nera Fragola oscilla tra 2 e 2,50 euro il chilo, la Michele Palieri pugliese resta più competitiva con valori tra 1,20 e 1,40 euro, mentre le rosate Red Globe italiane si mantengono su livelli regolari tra 1,30 e 1,50 euro il chilo. Le rosate senza semi, infine, confermano una domanda vivace con scambi tra 2 e 2,50 euro.

Cachi da Spagna e Italia 

I cachi mostrano un mercato vivace e ben segmentato: i comuni italiani si muovono tra 1,80 e 2,50 euro il chilo a seconda della pezzatura, mentre i Persimon spagnoli mantengono valori più sostenuti, fino a 3 euro il chilo. La vaniglia campana resta invece su livelli più contenuti, tra 1,10 e 1,30 euro il chilo, confermando una domanda più selettiva.

Castagne fino a 5 euro

Le castagne aprono la stagione con prezzi differenziati per pezzatura: le comuni 48–50 unità al chilo si collocano tra 4 e 4,50 euro il chilo, mentre le 60–65 scendono leggermente, tra 3,30 e 3,50 euro il chilo. Le pezzature più piccole, 70–75 unità, viaggiano tra 2,80 e 3 euro il chilo, mentre i marroni mantengono una valorizzazione superiore, con scambi tra 3,80 e 4 euro il chilo.

Ancora arance dall'emisfero sud, le clementine spagnole a  3 euro il chilo 

Si affolla di nuove referenze l’offerta degli agrumi al Caat di Torino, dove domina ancora il prodotto estero dall’emisfero sud per arance e limoni, ma iniziano a comparire le prime clementine spagnole e le Miyakawa italiane, segnali dell’avvio della stagione mediterranea.

Le arance Navelina sudafricane mantengono una linea stabile, con scambi attorno a 1,25 euro il chilo, mentre le clementine spagnole con foglia si confermano sul segmento più alto del mercato, con valori vicini ai 3,10 euro il chilo. Più morbida la posizione delle clementine Tango sudafricane, che si collocano su livelli medi di 1,70 euro il chilo.

Limoni da Sudafrica e Argentina più il Verdello siciliano

Sul fronte dei limoni, gli Eureka da Argentina e Sudafrica restano allineati, con un riferimento attorno a 1,10 euro il chilo, mentre il Primo Fiore spagnolo mostra maggiore vivacità e si attesta sui 1,95 euro il chilo. In evidenza lo Sfusato della Costa d’Amalfi IGP, che conferma la sua forza commerciale con valori attorno ai 3,70 euro il chilo, sostenuto dalla qualità e dalla riconoscibilità del marchio. Bene anche il Verdello italiano, che si mantiene su livelli medi di 2,15 euro il chilo.

Stabili i pompelmi rosati sudafricani, con scambi intorno a 1,30 euro il chilo, mentre le Satsuma Miyakawa italiane mostrano una buona regolarità: il calibro 58‑63 si colloca sui 1,20 euro il chilo, mentre il calibro superiore 63‑67 si attesta attorno a 1,40 euro il chilo.

Fichi turchi e fichidindia siciliani

I fichi neri turchi mantengono una valorizzazione alta, con scambi tra 4 e 4,50 euro il chilo, sostenuti da una disponibilità limitata e da una domanda costante. I fichidindia siciliani, invece, mostrano una forte differenziazione per pezzatura: i Bastardoni più grandi si collocano tra 2,30 e 2,50 euro il chilo, mentre le pezzature medie e piccole scendono progressivamente fino a 1,30–1,50 euro il chilo. Le confezioni in vaschetta, dedicate ai frutti più piccoli, viaggiano su valori compresi tra 1,20 e 1,40 euro il chilo, confermando un mercato vivace ma molto segmentato.

Patate italiane, tedesche e olandesi sopra i 60 cent 

Le patate italiane mostrano un mercato stabile: le bianche alla rinfusa in casse si muovono tra 0,80 e 0,85 euro il chilo, mentre le gialle italiane restano leggermente più basse, tra 0,65 e 0,70 euro il chilo. Sul fronte estero, le gialle tedesche e italiane in sacchi viaggiano sugli stessi valori, 0,60–0,65 euro, mentre l’origine Olanda risulta più sostenuta, con scambi tra 0,70 e 0,80 euro il chilo.

Le patate rosse mantengono una buona domanda: le italiane in casse si collocano tra 0,80 e 0,90 euro il chilo, mentre le rosse francesi e italiane in sacchi si attestano su valori compresi tra 0,70 e 0,80 euro il chilo, confermando un mercato regolare e senza variazioni significative.

Cipolle intorno a un euro 

Le rosse di Tropea Igp in trecce mantengono una valorizzazione stabile, con scambi tra 2 e 2,30 euro il chilo, sostenute dalla forte riconoscibilità del prodotto calabrese. Le tonde bianche italiane si muovono invece su valori più contenuti, tra 0,90 e 1,10 euro il chilo, mentre le tonde dorate restano ancora più competitive, con prezzi compresi tra 0,60 e 0,70 euro il chilo.

Le tonde rosse italiane confermano un mercato regolare, tra 0,90 e 1,10 euro il chilo, mentre i cipollotti bianchi in mazzi mostrano una domanda vivace, con quotazioni tra 1,80 e 2 euro, sostenute dalla stagionalità e dal consumo di prossimità.




Potrebbe interessarti anche