Ingrosso

24 giugno 2026

Dai mercati: arriva buco meloni, ortaggi in leggera risalita

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"Si vendicchia, ma non c'è la fila lunga". Dai mercati i grossisti registrano la vendita della frutta di stagione, ma nonostante questo caldo torrido alcuni articoli, come i meloni, non registrano un successo incredibile. Nonostante l'ampia fascia di prezzo dai 70 cent ai 3 euro il chilo. 

E si parla di buco di produzione vicino. SI vendono meglio le angurie che arrivano da diversi areali d'Italia. A fine corsa le ciliegie del Sud, a favore della produzione del Trentino e del Veneto e mordono il nostro mercato con prezzi al ribasso greci e spagnoli. 

Nel mercato le varietà tardive delle albicocche, l'uva senza semi supera i 5 euro e la Vittoria  segue a distanza di circa un euro. 

Dal mercato di Bergamo: disponibilità in calo dei meloni ma domanda debole

Al mercato all’ingrosso di Bergamo la situazione dei meloni è anomala. Federico Fapanni, responsabile vendite di Ortobergamo, spiega che "in questi giorni c’è meno prodotto". 

Le consegne sono irregolari e la disponibilità è ridotta, eppure quote di meloni restano sui banchi. La domanda non segue la scarsità nonostante le alte temperature. Fattore prezzo? 

"Le quotazioni spaziano dai meloni premium  da 3 euro al prodotto da 70–80 centesimi. Offerta per tutte le tasche. "In proporzione vendiamo più angurie che meloni", osserva Fapanni. 

Angurie: mantovane sostenute, Puglia e Fondi più accessibili

Il caldo intenso ha rallentato la crescita delle piante e anche le angurie non sono abbondanti. "Le piantine hanno risentito delle temperature", spiega Fapanni. Il prodotto mantovano mantiene valori sostenuti "da 1 euro il chilo in su, mentre le angurie provenienti da Puglia e Fondi risultano più accessibili, con prezzi tra 55 e 65 centesimi per il prodotto extra". Il prodotto in bins da ogni areale sconta circa 20 cent in meno nella quotazione.

Albicocche: offerta ampia e prezzi da 1 a 3 euro per la Nelson

Il mercato delle albicocche è caratterizzato da un’offerta molto ampia. "Ce n’è tanta", racconta Fapanni, citando arrivi da Lazio, Emilia-Romagna, Puglia, e Sicilia. "Sono già iniziate le varietà tardive come Faralia e Nelson, ma sono ancora presenti  le precedenti come Orange Rubis, Kyoto, Lady Cot e Lilly Cot". I prezzi sono bassi: si parte da 1 euro il chilo e si arriva a 2 euro per le varietà standard, mentre le tardive Nelson possono raggiungere anche i 3 euro il chilo.

Uva Arra senza semi fino a  5,50 euro, c'è anche la rosata seedless

Le prime uve italiane si "Vendicchiano", dice Fapanni, spiegando che il consumatore chiede uva gialla, dolce, con chicco staccato. L'offerta? "Si vende l’Arra 30 senza semi dalla Sicilia, affiancata dalla Vittoria e dalla Black Magic con semi, oltre alla Ruby Rush rosata senza semi, prodotta in Sicilia da un’azienda pugliese. Le quotazioni vedono la Vittoria tra 3 euro e 50 e 4 euro il chilo, mentre le senza semi viaggiano tra 5 e 5 euro e 50. "Non di più perché il mercato non risponderebbe". 

Ciliegie: produzione dal Sud in forte calo, prodotto trentino più pressione greca e spagnola

"La campagna pugliese è praticamente conclusa e restano sul mercato Verona e Trentino, mentre Spagna e Grecia tentano di inserirsi con prezzi più bassi" spiega il direttore vendite a myfruit.it. "Un anno così per le ciliegie non l’ho mai visto", afferma Fapanni. "Due settimane fa il mercato era pieno di ciliegie, anche invenduto e vendite taglia prezzo; ora, con la produzione che si restringe, la situazione sta cambiando. La Cordia del Trentino oscilla tra 3 euro e 50 e 5 euro il chilo, con punte a 6 euro, mentre la Cordia di Verona, calibro 30+, si colloca intorno ai 6 euro il chilo. Le ciliegie spagnole e greche restano più economiche, tra 2 e 3 euro il chilo, ma il consumatore per ora continua a preferire il prodotto italiano. Quando la ciliegia italiana media costa 3–3 euro e 50, la gente la sceglie questa. Quando finirà e andrà a 5 euro, allora guarderanno Spagna e Grecia".

Fichi fioroni: prezzi alti, qualità ancora non definitiva

I fichi fioroni pugliesi si collocano tra 4 e 4 euro e 50 il chilo. "Non sono ancora quelli ottimali", precisa Fapanni, ricordando che la stagione dei fichi migliori inizierà più avanti. La qualità è disomogenea: alcuni frutti risultano perfetti, altri più asciutti o meno uniformi.

Gli ortaggi in leggera risalita

Viene meno la produzione siciliana, si potenzia quella delle altre zone di produzione regionali ma il gran caldo ferma la produzione e si assiste ad una leggere risalita degli ortaggi che nelle ultime settimane hanno sofferto la disponibilità ampia sul mercato. I prezzi non sono sostenuti, ma non in calo ci conferma dal mercato ortofrutticolo di Pagani Sabatino Lombardi, grossista di una storica famiglia del settore. 

Al mercato ortofrutticolo di Pagani la stagione entra nel vivo sul fronte della frutta. A raccontarlo è Sabatino Lombardi, grossista di riferimento per diverse linee di frutta e verdura. Le ciliegie del Trentino, marchio Melinda, calibri medio‑grandi 26–28, proposte tra 4 e 6 euro il chilo. Sempre dal Trentino arrivano le ciliegie Sant’Orsola, che si mantengono intorno ai 5 euro il chilo, con una domanda costante e una qualità che Lombardi definisce “regolare e affidabile”.

Tra i prodotti più richiesti spiccano i meloni retati mantovani. I calibri 5 e 6 viaggiano tra 1,50 e 1,70 euro il chilo, con una disponibilità ampia e una qualità che si mantiene su buoni livelli. Dalla stessa area arrivano anche le angurie vendute intorno a 1 euro il chilo.

Sul fronte dell’uva è iniziata la campagna siciliana. La Vittoria con semi ha esordito la scorsa settimana tra 3 e 3,50 euro il chilo, per poi assestarsi oggi su valori compresi tra 2,50 e 2,60 euro. Le ananas, invece, mostrano un ribasso marcato: “Sono molto bassi come prezzi”, osserva il grossista, con la categoria standard che oscilla intorno ai 20 euro a collo.

Arance: derby Spagna ed Egitto, Italia con quotazioni più alte 

Il listino degli agrumi al Caat di Torino mostra una settimana di sostanziale stabilità, con differenze legate soprattutto alle provenienze. Le arance Navel Powell di origine spagnola nella pezzatura 70-80 si muovono tra 1.20 e 1.30 euro il chilo, mentre le Valencia Late egiziane restano su valori più bassi, oscillando tra 0.80 e 1 euro.

A Verona, le Lane Late spagnole nella stessa pezzatura registrano valori compresi tra 0,90 e 1.10 euro, che salgono a 1.10–1.30 euro nelle pezzature più grandi. Le arance siciliane mostrano un posizionamento più alto: le Ovali si attestano tra 1.20 e 1.40 euro, mentre le Valencia Late raggiungono 1.40–1.60 euro. Le Valencia Late egiziane presenti a Verona, infatti, si fermano tra 0,40 e 0,70 euro nella pezzatura 64-73 e tra 0,40 e 0,80 euro nella 70-80, confermando la forte competitività del prodotto nordafricano.

Limoni anche dall’Argentina

Sul fronte dei limoni, Torino propone i Bianchetto siciliani tra 1,90 e 2,10 euro il chilo, gli Eureka sudafricani tra 2,00 e 2,20 euro e i Verna spagnoli nella stessa fascia di prezzo. Lo Sfusato Costa d’Amalfi Igp si colloca più in alto, tra 2,40 e 2,60 euro.

A Verona i valori sono generalmente simili: i Bianchetto siciliani si muovono tra 1,70 e 1,90 euro, gli Eureka argentini tra 1,80 e 2,00 euro, i Verdello siciliani tra 1,90 e 2,10 euro e i Verna spagnoli tra 1,90 e 2,10 euro. Lo Sfusato Igp, invece, raggiunge livelli decisamente più alti, con una fascia compresa tra 3,40 e 3,60 euro.

Pompelmi da Sudafrica e Cipro

Per quanto riguarda i pompelmi, Torino propone i rosati sudafricani tra 1,50 e 1,60 euro il chilo. A Verona, invece, i rosati sudafricani si collocano tra 1,23 e 1,43 euro, mentre i rosati ciprioti oscillano tra 1,10 e 1,30 euro e i gialli di Cipro tra 1,25 e 1,45 euro.

Kiwi: Zespri domina tra giallo e verde

Il mercato dei kiwi al Caat di Torino conferma la differenza abituale tra la varietà gialla e quella verde. I Gold Zespri neozelandesi nella pezzatura 120–130 grammi restano il riferimento più alto del listino, con scambi compresi tra 5,40 e 5,60 euro il chilo. La varietà Hayward mostra invece un andamento più articolato: il prodotto cileno si muove attorno ai 3,10 euro il chilo, mentre l’Hayward Zespri neozelandese sale sensibilmente, raggiungendo valori tra 4,30 e 4,50 euro il chilo.

A Verona il kiwi giallo presenta un posizionamento più contenuto rispetto a Torino. I Gold Zespri neozelandesi nella pezzatura 130–140 grammi si attestano su una media di 4,80 euro il chilo. Gli Hayward neozelandesi, sempre marchio Zespri e nella pezzatura 120–130 grammi, mostrano una quotazione stabile attorno ai 4,45 euro il chilo.

Ananas Gold tra Costa Rica e via aerea

Al Caat di Torino l’ananas Gold della Costa Rica nel formato da 6 pezzi registra valori compresi tra 1,60 e 1,80 euro il chilo, mentre la stessa referenza con maturazione in pianta sale a una fascia tra 2,00 e 2,20 euro. L’ananas Gold via aerea, sempre dalla Costa Rica e nel formato da 7 pezzi, raggiunge livelli più alti, con scambi tra 4,00 e 4,50 euro il chilo.

A Verona l’ananas Gold della Costa Rica nel formato da 6 pezzi presenta valori compresi tra 1,70 e 1,90 euro il chilo, mentre il formato da 7 pezzi raggiunge una media di 4,50 euro il chilo, in linea con il prodotto via aerea torinese. È presente anche il formato da 8 pezzi, che si colloca tra 1,40 e 1,60 euro il chilo.

Avocado con più origini: Perù, Sudafrica e Israele

Gli avocado Hass peruviani si collocano tra 4,00 e 4,50 euro il chilo, mentre i Pinkerton sudafricani mostrano valori compresi tra 3,20 e 3,50 euro.

A Verona gli avocado Ettinger peruviani si muovono attorno ai 3 euro il chilo, mentre l’Hass israeliano raggiunge 4,50 euro il chilo. L’Hass peruviano sale ulteriormente, con valori compresi tra 4,50 e 5,00 euro il chilo. Il frutto della passione colombiano si posiziona su una fascia tra 10 e 12 euro il chilo, mentre i lime brasiliani si attestano attorno ai 2,10 euro il chilo. A Verona il frutto della passione colombiano mostra una media di 7,50 euro il chilo, mentre i lime brasiliani si attestano su 1,70 euro il chilo.

Mango e papaia tra Perù e Brasile

I manghi brasiliani nel formato da 8 pezzi oscillano tra 2,50 e 3,00 euro il chilo, la papaia brasiliana nel formato da 6 pezzi si muove attorno ai 4,10 euro il chilo, mentre la Formosa, sempre dal Brasile, raggiunge valori tra 4,00 e 4,30 euro il chilo.

A Verona il mango peruviano raggiunge 4,70 euro il chilo, mentre il mango brasiliano si colloca attorno ai 3,00 euro il chilo. La varietà Kent brasiliana sale fino a 6,20 euro il chilo. La papaia brasiliana nel formato da 6 pezzi si muove attorno ai 4,00 euro il chilo, mentre la Formosa raggiunge 5,50 euro il chilo. Lo zenzero brasiliano si colloca attorno ai 2,50 euro il chilo, mentre quello cinese si attesta su una media di 2,60 euro il chilo.

La pitaya rossa colombiana si colloca tra 7,50 e 8,00 euro il chilo, mentre lo zenzero cinese oscilla tra 3,00 e 3,50 euro il chilo e quello peruviano tra 3,80 e 4,00 euro il chilo.

Cipolle anche da India, Australia e poi l’Italia

Le cipolle tonde bianche indiane a Torino nella pezzatura 40–60 si collocano tra 1,30 e 1,40 euro il chilo, mentre le tonde bianche australiane nella pezzatura 60–80 mostrano valori compresi tra 1,60 e 1,70 euro il chilo. Le tonde dorate olandesi nella pezzatura 60–80 presentano un livello più basso, con scambi tra 0,50 e 0,60 euro il chilo, mentre le tonde rosse olandesi, sempre 60–80, si attestano tra 0,80 e 0,90 euro il chilo. I cipollotti bianchi italiani venduti in mazzi si muovono tra 1,50 e 1,70 euro il chilo, mentre i cipollotti rossi di Tropea Igp mostrano valori compresi tra 2,00 e 2,30 euro il chilo.

A Verona le cipolle piatte bianche italiane nelle pezzature 40–60 e 60–80 si collocano su una fascia stabile attorno ai 2,00 euro il chilo, mentre le rosse di Tropea calabresi in trecce presentano valori simili, con una media di 2,00 euro il chilo

La stessa varietà venduta in mazzi, certificata Igp, raggiunge livelli leggermente più alti, con una media di 2,20 euro il chilo. Le tonde bianche pugliesi alla rinfusa si muovono attorno a 1,25 euro il chilo, mentre le tonde dorate pugliesi oscillano tra 0,80 e 1,00 euro il chilo. Le tonde dorate argentine, sempre alla rinfusa, si collocano su una fascia attorno a 1,00 euro il chilo.


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