Un ente più forte, più connesso al sistema produttivo, dalla valenza strategica per il futuro dell’agricoltura: a metà mandato, il presidente Andrea Rocchi, insediatosi nell’aprile 2024, traccia un primo bilancio.
“Il Crea oggi è un motore propulsivo imprescindibile dell’agroalimentare italiano. Anche grazie al pieno sostegno di Francesco Lollobrigida, nostro ministro vigilante, abbiamo rafforzato competenze, risorse e visione per accompagnare il Paese nelle grandi trasformazioni in atto nel settore primario. Un percorso, quello fatto in questi due anni, che ha consentito di mettere in sicurezza conti e bilanci, di garantire un fondo di funzionamento triennale, di riorganizzare centri e amministrazione dell’ente e di procedere a nuove assunzioni, oltre a quelle previste da Coltivaitalia per il ricambio generazionale. A ciò si aggiungono l’introduzione di sistemi gestionali avanzati e una crescente e sempre più significativa presenza del Crea nei contesti istituzionali e internazionali dell’agrofood”, afferma Rocchi.
Nuovo statuto
Il cambio di passo è evidente e si articola su più livelli: una nuova governance, con l’entrata in vigore del nuovo statuto e la messa a punto di una macchina organizzativa più snella e incisiva, rafforzata dalla sinergia con la direzione generale guidata da Maria Chiara Zaganelli; una visione strategica decennale che, per la prima volta nella storia dell’ente, definisce in modo organico e lungimirante le grandi traiettorie da seguire per sostenere il sistema agroalimentare. A questo si accompagna la recente approvazione in cda del Rof – regolamento di organizzazione e funzionamento, strumento chiave per definire e ottimizzare assetti, competenze e processi interni, insieme alla nomina di nuovi direttori dei centri di ricerca.
Primo ente di ricerca
Sul fronte dell’attività progettuale, il Crea, nel corso del 2025, ha acquisito progetti per un importo totale pari a 52,8 milioni, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente, confermandosi per il secondo anno consecutivo come primo ente di ricerca italiano nel settore agroalimentare. Grande lo sforzo per consolidare e ampliare le linee ad alto impatto: agricoltura di precisione, digitalizzazione dei sistemi agroforestali, difesa innovativa delle piante, gestione intelligente dell’acqua e del suolo, valorizzazione dei reflui zootecnici e nuove strategie di carbon farming.
In questo quadro, particolare centralità assume il coordinamento del progetto Masaf Tea4it, dedicato alla sperimentazione sulle tecnologie di evoluzione assistita (Tea), una delle frontiere più avanzate per lo sviluppo di colture resilienti e sostenibili.
Sul fronte della gestione dei dati, il Crea investe nel potenziamento delle infrastrutture digitali per garantire interoperabilità, qualità e accessibilità, anche attraverso piattaforme di business intelligence basate su PowerBi e strumenti digitali come Azinet, che sistematizza e rende pienamente accessibile il patrimonio informativo dell’Ente.
Il pieno di accordi e 111 assunti
Si è consolidato il ruolo del Crea come nodo strategico tra istituzioni, sistema produttivo e mondo della ricerca. Nel biennio sono stati siglati 72 accordi, di cui 46 nazionali e 26 internazionali. Le collaborazioni con Inail, Ismea, Ispra e Asi, insieme alle iniziative con l’istruzione agraria attraverso Re.n.is.a., delineano una rete sempre più ampia e strutturata.
Il Crea ha inoltre moltiplicato le azioni di trasferimento tecnologico, anche attraverso l’Agrifood Innovation Hub, che apre stabilmente le sedi dell’Ente agli istituti agrari e agli studenti. Nel 2025 il portafoglio di proprietà intellettuale conta 35 brevetti, 202 privative, 12 marchi e 831 varietà iscritte ai registri nazionali.
A sostenere questa fase di crescita sono gli investimenti voluti dal Masaf: 10 milioni per le tecnologie di evoluzione assistita, 14,5 milioni per l’ammodernamento delle aziende agrarie sperimentali e 3 milioni per il rafforzamento dell’organico. Sono 111 le unità di personale assunte a tempo indeterminato in due anni, con un forte rilancio delle procedure per ricercatori e tecnologi.
Infine, le infrastrutture: sono state poste le basi per il raddoppio del Centro di genomica e bioinformatica di Fiorenzuola d’Arda e avviata la realizzazione di Custos Plantis, infrastruttura d’avanguardia per la difesa delle colture e la ricerca fitosanitaria.
Fonte: Crea