Politiche agricole

12 febbraio 2026

Contraffazioni, sequestri record di ortofrutta e trasformati

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Non è una novità: la filiera italiana dell’agroalimentare, ortofrutta in primis, è vittima di contraffazioni. Ne parla anche il Sole24Ore, il cliché è sempre lo stesso: carciofi, pomodori, agrumi e altri prodotti trasformati importati dall’estero vengono spacciati come italiani, ingannando consumatori e comprimendo i prezzi locali. 

La cabina di regìa del Masaf ha intensificato i controlli, mentre il ministro Francesco Lollobrigida ha annunciato nuove misure per difendere la trasparenza e la qualità del made in Italy.

Frodi sull’ortofrutta fresca

Negli ultimi mesi, la lotta contro le irregolarità nella commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e trasformati ha registrato un’accelerazione. Sequestri e verifiche mirate delle forze dell’ordine hanno portato alla luce importazioni irregolari spacciate per italiane, con effetti negativi sui produttori locali e sul mercato.

La cabina di regìa, istituita nel 2023  dal ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, ha permesso di bloccare carichi di carciofi egiziani venduti come prodotti italiani nel pieno della campagna nazionale, con pressioni al ribasso sui prezzi locali. 

Ed è di oggi la notizia  riportata dal Sistema di Allerta Rapida per Alimenti e Mangimi di arance provenienti dall’Egitto contenenti residui di pesticidi vietati in Italia: una delle prime spedizioni del 2026 è stata intercettata in Italia con la presenza di 0,21 mg/kg di Chlorpropham, un erbicida e regolatore di crescita bandito nell’Unione europea dal 2019, cioè fino a 21 volte superiore al precedente limite massimo consentito.

Lo stesso problema riguarda altri ortaggi e frutti freschi importati senza adeguata tracciabilità e pronti per essere immessi sul mercato con etichettature ingannevoli. Secondo la normativa europea, molte categorie di ortofrutta fresca devono indicare il paese di coltivazione: uno strumento fondamentale per garantire trasparenza e protezione dei consumatori.

Passata di pomodoro e prodotti trasformati sotto controllo

Le frodi non riguardano solo i prodotti freschi. Nel novembre 2025, oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro proveniente dalla Bulgaria sono state sequestrate nel porto di Brindisi, perché etichettate falsamente come italiane.

Gli ispettori dell’Icqrf, insieme alla guardia di finanza e alle dogane, hanno denunciato i responsabili per falsa indicazione di origine. La frode avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro e avrebbe ingannato i consumatori sulla qualità e l’origine del prodotto. Altri prodotti trasformati, come succhi di frutta e conserve di pomodoro, rientrano tra quelli in cui la trasparenza dell’etichetta è essenziale per tutelare il made in Italy e le filiere italiane.

Controlli record 

I dati del 2024 confermano la portata del fenomeno. L’Icqrf ha effettuato oltre 54.800 verifiche, controllando più di 28.500 operatori e oltre 54mila prodotti agroalimentari. Irregolarità sono state riscontrate in circa il 12,9% dei casi, con quasi 13 milioni di chilogrammi di merce sequestrata, per un valore superiore ai 22 milioni.

Queste attività hanno l’obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare, la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori.

Difendere il made in Italy e la concorrenza leale

Il ministro Francesco Lollobrigida ha ribadito che i controlli non mirano a bloccare le importazioni, ma a garantire concorrenza equa e proteggere i produttori italiani che rispettano le regole. L’intento è fermare i prodotti stranieri venduti come italiani, prevenendo concorrenza sleale e salvaguardando la reputazione del made in Italy.

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