Logistica e Trasporti

27 luglio 2026

Caro-carburante, verso nuovi tagli su benzina e diesel

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Il Governo italiano sta valutando un nuovo intervento per contenere l'aumento dei prezzi dei carburanti, con particolare attenzione al gasolio. La misura arriva dopo il rialzo delle quotazioni registrato nelle ultime settimane e mentre il mercato energetico internazionale resta caratterizzato da forte volatilità.

Secondo l'agenzia Ansa, l'esecutivo starebbe lavorando a un provvedimento con l'obiettivo di intervenire sui prezzi alla pompa in vista del periodo di maggiore mobilità estiva. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe un nuovo utilizzo del meccanismo delle accise mobili, previsto dalla normativa italiana.

L'intervento potrebbe concentrarsi soprattutto sul gasolio, il carburante che negli ultimi mesi ha registrato gli aumenti più significativi e che ha un peso rilevante sui costi di trasporto, logistica e distribuzione.

L'ipotesi allo studio

Il Governo, scrive Repubblica, starebbe valutando un intervento ponte per ridurre il prezzo dei carburanti attraverso una rimodulazione della fiscalità.

L'ipotesi tecnica sul tavolo prevede un possibile aumento delle accise applicate sui tabacchi, utilizzando l'extragettito generato per finanziare una riduzione delle tasse che incidono sul prezzo dei carburanti venduti alla pompa.

La misura più accreditata riguarda un taglio temporaneo delle accise sul gasolio pari a circa 20 centesimi al litro, che diventerebbero 24,4 centesimi considerando anche l'effetto dell'Iva.

Non è ancora escluso un intervento anche sulla benzina, ma il provvedimento potrebbe concentrarsi principalmente sul diesel, considerato il maggiore incremento dei prezzi registrato negli ultimi mesi.

Perché aumentano i carburanti

Il prezzo finale dei carburanti dipende da diversi elementi: il costo del petrolio sui mercati internazionali, quello dei prodotti raffinati, il cambio euro-dollaro, i costi di distribuzione e la componente fiscale applicata nei singoli Paesi.

Le recenti tensioni geopolitiche hanno aumentato l'attenzione degli operatori sulle possibili conseguenze per il mercato energetico internazionale e sulle forniture di greggio. Secondo le analisi pubblicate nelle ultime settimane, le quotazioni petrolifere hanno registrato una fase di forte volatilità proprio in relazione all'incertezza sullo scenario internazionale.

In particolare, le tensioni tra Stati Uniti e Iran e il rischio di ripercussioni sulle rotte energetiche legate allo Stretto di Hormuz hanno contribuito ad alimentare le preoccupazioni degli operatori sul mercato del petrolio.

Le accise mobili sotto la lente

Il meccanismo delle accise mobili consente di intervenire sulla componente fiscale dei carburanti quando l'aumento del prezzo del petrolio genera maggiori entrate Iva per lo Stato.

In pratica, una parte dell'aumento delle entrate fiscali derivanti dall'incremento dei prezzi può essere utilizzata per ridurre temporaneamente il peso delle accise, con l'obiettivo di limitare l'effetto dei rincari sui consumatori e sulle imprese.

Nel caso dell'attuale intervento, secondo le ipotesi riportate, il Governo starebbe valutando una soluzione in due fasi: un primo intervento ponte finanziato con risorse individuate attraverso una rimodulazione della fiscalità e, successivamente, l'utilizzo dell'extragettito Iva derivante dai maggiori prezzi dei carburanti per prolungare la riduzione delle accise.

Secondo le anticipazioni, il primo intervento potrebbe avere una durata limitata, nell'ordine di una decina di giorni, con la possibilità di un successivo prolungamento attraverso le risorse generate dall'extragettito.

Quanto costano oggi benzina e gasolio

Secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del made in Italy, aggiornati al 24 luglio 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self-service sulla rete stradale era pari a 1,968 euro al litro per la benzina e 2,161 euro al litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale i valori risultavano più elevati: 2,059 euro al litro per la benzina e 2,228 euro al litro per il diesel.

Il confronto con l'anno precedente evidenzia un aumento soprattutto per il gasolio. Secondo le statistiche del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, il prezzo medio mensile del gasolio auto era pari a 1,625 euro al litro nel luglio 2025, mentre a giugno 2026 aveva raggiunto 2,007 euro al litro. La differenza tra i due valori è di circa 38 centesimi al litro.

Per la benzina il confronto passa da 1,725 euro al litro nel luglio 2025 a 1,865 euro al litro nel giugno 2026, con un incremento di circa 14 centesimi al litro.

Le quotazioni internazionali del petrolio

L'evoluzione dei prezzi dei carburanti italiani è legata anche all'andamento del mercato petrolifero globale.

Le recenti tensioni geopolitiche internazionali hanno contribuito ad aumentare l'attenzione degli operatori sulle possibili conseguenze per le forniture energetiche e sui prezzi del greggio. Il mercato internazionale del petrolio rimane quindi sotto osservazione da parte dei governi e delle istituzioni economiche, in attesa di valutare l'evoluzione dello scenario nelle prossime settimane.

L'Europa alle prese con il caro energia

L'aumento dei prezzi dei carburanti riguarda anche altri Paesi europei. Secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, nei mesi scorsi i prezzi medi di benzina e diesel nell'Unione europea hanno registrato variazioni significative, con differenze legate soprattutto ai diversi livelli di tassazione nazionale.

Le politiche adottate dai singoli Stati sono diverse: alcuni governi hanno introdotto misure temporanee per contenere l'impatto sui consumatori, mentre altri hanno lasciato maggiore spazio alle dinamiche di mercato.

Le modalità dell'intervento italiano saranno definite nei prossimi giorni. Il Governo dovrà stabilire se procedere con una nuova riduzione temporanea delle componenti fiscali sui carburanti, quali strumenti utilizzare per finanziarla e quale sarà la durata effettiva della misura.

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