Biologico

05 maggio 2026

Brio, asparagi bio pensati per consumo moderno

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Rendere il biologico più accessibile, più leggibile a scaffale e più vicino alle nuove esigenze di consumo

È questa la direttrice su cui Brio, società del Gruppo Alegra specializzata nell’ortofrutta biologica e partner di Alce Nero per le referenze ortofrutticole di prima gamma, sta sviluppando la propria gamma. Un posizionamento complementare alla marca del distributore, pensato per valorizzare il reparto con un’offerta bio riconoscibile, certificata, sostenuta da un brand autorevole e capace di intercettare consumatori sempre più attenti alla qualità, ma anche alla sostenibilità della spesa quotidiana.

“Il contesto dei consumi sta cambiando rapidamente – spiega Mauro Laghi, responsabile commerciale di Brio - Secondo i dati Ismea pubblicati a Macfrut, fra le oltre 26,6 milioni di famiglie che vivono in Italia, cresce l’incidenza dei nuclei unipersonali che oggi sono il 36%, 10 punti in più rispetto a 20 anni fa, seguite dalle coppie con figli (28%), le coppie senza figli (20%) e i nuclei monogenitoriali (11%). Questo cambiamento nella composizione delle famiglie e la crescita dei consumatori single incide anche sulle modalità di acquisto alimentare: confezioni più grandi possono rappresentare una barriera a scaffale, mentre grammature più contenute permettono di ridurre la battuta di cassa, limitare gli sprechi e rendere più frequente l’ingresso di prodotti ad alto valore percepito nel carrello”.

Nuovi formati per nuovi consumatori

È dentro questo scenario che si inserisce la proposta di Brio per gli asparagi verdi biologici. Accanto ai formati più tradizionali l’azienda propone, infatti, da quest’anno anche mazzi da 400 e da 250 grammi, pensati per intercettare target differenti: dalla famiglia che cerca un prodotto biologico di qualità al consumatore single, fino a chi desidera utilizzare l’asparago in cucina in modo più flessibile, anche per preparazioni semplici e quotidiane.

“L’asparago verde biologico è una referenza ad alto valore, ma proprio per questo deve essere proposta con formati coerenti con l’evoluzione dei consumi – aggiunge Mauro Laghi - Il cambiamento del contesto ci chiede di costruire un’offerta più modulare: con i formati da 250 e 400 grammi possiamo rendere il prodotto più accessibile, senza snaturarne il valore e offrendo una risposta a chi non vuole rinunciare alla qualità del biologico Alce Nero. Il brand ci permette di portare nel reparto ortofrutta una proposta bio forte, riconoscibile e complementare alle linee a marchio dell’insegna. Per la Gdo significa poter affiancare alla propria offerta un prodotto capace di dare valore al banco, sostenere le rotazioni e parlare a un consumatore che cerca garanzie, ma anche praticità e accessibilità”.

La campagna degli asparagi verdi biologici prende avvio nel mese di marzo con le prime produzioni pugliesi, per poi proseguire fino ai primi giorni di giugno con il contributo degli areali del Nord Italia, in particolare Veneto e Romagna. Una programmazione che consente a Brio di garantire continuità di fornitura, presidio della stagionalità e capacità di servizio verso la Gdo italiana ed estera. Gli asparagi verdi biologici Brio sono, infatti, destinati sia al mercato nazionale sia ai principali mercati oltreconfine, con particolare attenzione a Germania, Austria e Svizzera, dove il prodotto biologico italiano continua a riscuotere forte interesse. 

“Il biologico può essere sempre più protagonista del reparto, ma deve parlare la lingua del mercato – conclude Laghi – Qualità, origine e certificazione restano fondamentali, ma oggi non bastano: servono formati giusti, prezzo leggibile, continuità e capacità promozionale. Gli asparagi verdi biologici Alce Nero sono un esempio concreto di questo approccio: una referenza identitaria della primavera, costruita per generare valore per la Distribuzione, per i consumatori e per i produttori”.


Fonte: Gruppo Alegra

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