Logistica e Trasporti

18 febbraio 2026

Brief CDP: il ruolo strategico dell’ultimo miglio

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In questi giorni a Roma infuria la polemica sui 2mila euro da pagare, sono 1000 per veicoli elettrici, per l'accesso alla Ztl. Non è solo un caso di cronaca politica, in tutto il Paese ci sono infatti limiti per l'ingresso in centro, pensiamo a Milano, e tali divieti si ampliano sempre più anche al di fuori del centro storico. In alcune città come Vicenza da molti anni le consegne sono gestite da un'azienda del Comune e sono in elettrico. 

In tutte le città sfrecciano sempre più corrieri, come Amazon in elettrico e oltre i pacchi si consegna anche frutta e verdura.  Il mondo della logistica cambia, lato sostenibilità e lato digitalizzazione, e interessa anche il settore ortofrutticolo. Sul tema è da leggere il nuovo brief della direzione strategie settoriali e impatto di CDP che analizza gli scenari e le opportunità della logistica italiana, un settore che conta oltre 120 miliardi di fatturato, 72mila imprese e 720mila addetti. Nello studio si parla di sostenibilità, digitalizzazione  e anche di ultimo miglio. Tema sempre più centrale per la distribuzione dei mercati e della Gdo. 

Ultimo miglio fattore strategico per l'ortofrutta 

Abbiamo detto dei furgoni elettrici di Amazon che con Fresh portano anche l'ortofrutta in casa dei consumatori. Ora lo fanno con i camioncini anche le maggiori insegne della Gdo, ma pure le piccole e micro aziende che con chilometro lontano, pensiamo alla arance della Calabria o all'avocado e mango siciliano, o vicino (il famoso kmzero) vendono il loro raccolto in modo autonomo. Resistono anche, ma questo è un segno post moderno, i camioncini fermi sul bordo della strada.  

Nella direzione ultimo miglio si muovono anche i mercati ortofrutticoli, ci sono già operatori che riforniscono Horeca e negozi oppure il caso Reggio Emilia che abbiamo documentato, che con il Pnrr vedono valorizzati gli strumenti della consegna cittadina. A Verona, il mercato più avanti e più sveglio nella spesa delle risorse europee, hanno già installato una decina di colonnine per ricaricare i veicoli elettrici.  

Tutti questi riferimenti confermano la forte rilevanza dello studio, della cura e dello sviluppo dell'ultimo miglio per il settore ortofrutticolo: dalla Gdo ai mercati passando per le piattaforme.

Lo studio di CDP

Gli autori dello studio identificano nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale i principali fattori di innovazione necessari per accrescere la produttività e rispondere ai nuovi obblighi normativi. Particolare attenzione viene rivolta alla gestione dell'ultimo miglio, trasformata dalla crescita dell'e-commerce, e alle opportunità derivanti dalla regionalizzazione degli scambi globali. Più porte d'accesso e nuovi canali.

Volere o volare bisogna rispondere alle norme: da quelle dei Comuni alle leggi nazionali. Ma non solo. Il brief sottolinea anche l'importanza di strumenti  come la Direttiva CSRD. L'entrata in vigore della corporate sustainability reporting directive (Csrd) impone alle grandi imprese e alle società quotate di rendicontare in modo trasparente gli impatti sociali e ambientali secondo gli standard europei (Esrs). Non riguarda tutta la filiera  ma non mancano nell'ortofrutta grandi società che lavorano con tanti fornitori che a loro volta dovranno adeguarsi. 

La sostenibilità ambientale 

Il brief sottolinea l'importanza della logistica green ovvero la decarbonizzazione. Richiesta perché come si legge nel documento: in Italia i trasporti pesano per circa il 28,4% delle emissioni totali di gas serra. Imprese indifferenti? Nel 2025, il 68% ha intensificato gli sforzi per migliorare la precisione del calcolo di questi dati. C'è attenzione verso una logistica più sostenibile. 

Non solo trasporti, anche magazzini

Da CDP parlano di trasporti in senso stretto, anche ferrovie e porti, ma per rendere filiera sostenibile allargano il discorso. Vediamo. Si punta sulla riduzione delle emissioni dei mezzi e sull'ottimizzazione dei processi, come la ricerca della saturazione ottimale dei carichi e la riduzione dei ritorni a vuoto. Poi gli immobili logistici ovvero si investe in magazzini alimentati da energie rinnovabili e dotati di sistemi di automazione avanzata per migliorare l'efficienza energetica.

Infine la logistica Inversa che si traduce nella gestione efficiente dei resi e del ritorno dei prodotti per il riciclo o riutilizzo ritenuto fondamentale per chiudere il ciclo della  green supply chain. Quest'ultimo tema può apparire meno sviluppato, ma anche per l'ortofrutta ci sono opportunità. Pensiamo al packaging. 

La crescita dell'ultimo miglio

L'ultimo miglio ha assunto un ruolo centrale nei grandi centri urbani grazie alla crescita costante dell'e-commerce B2C (business to consumer), che in Italia ha registrato un aumento del 5,5% tra il 2023 e il 2024. Questa tendenza ha spinto le imprese, secondo il brief, a sviluppare modelli di consegna on demand, ripensare la distribuzione facendo leva su partner terzi per gestire ordini frammentati e consegne rapide. E poi "avvicinare la catena di distribuzione al punto di consegna attraverso l'avanzamento del punto di disaccoppiamento". 

Cosa significa quest'ultimo punto? Si portano magazzini, stock, centri di distribuzione o lavorazioni leggere più vicini al luogo in cui il prodotto verrà consegnato così si riduce il tratto della catena che dipende da previsioni e si aumenta la parte che risponde direttamente agli ordini reali.

La differenza con la Germania

Nel brief si fa una comparazione con il mercato europeo dove l'ultimo miglio rappresenta una fetta consistente del fatturato totale del settore. In paesi come la Germania, questa componente è particolarmente forte grazie a catene distributive e hub molto strutturati, mentre in Italia il trasporto primario mantiene ancora un peso maggiore rispetto ai servizi legati all'ultimo miglio.

Il dato evidente è che il settore ortofrutticolo non può sfuggire al confronto con un contesto dove digitalizzazione e sostenibilità sono obblighi ma anche opportunità da cogliere

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