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27 aprile 2026

Brennero, protesta Coldiretti su origine e filiere

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Al Brennero, porta d’ingresso strategica per le merci agroalimentari, Coldiretti ha promosso una mobilitazione nazionale con oltre diecimila agricoltori per denunciare le criticità del codice doganale europeo, in particolare la norma sull’ultima trasformazione sostanziale, che consente di attribuire l’origine italiana a prodotti ottenuti da materie prime straniere.

Per rendere concreto il fenomeno è stato allestito un tavolo dimostrativo con casi emblematici: pollo sudamericano trasformato in crocchette, cosce di maiale olandesi diventate prosciutti, cagliata ucraina lavorata in mozzarella, carciofi egiziani venduti come conserve italiane, arance sudafricane trasformate in succhi e grano canadese utilizzato per pasta italiana. Un sistema che coinvolge anche l’ortofrutta trasformata e che, secondo l’organizzazione, compromette la trasparenza del mercato e penalizza le produzioni nazionali.

Al centro della protesta la richiesta di una revisione normativa a livello europeo, con regole più chiare sull’origine delle materie prime. Secondo Coldiretti, il superamento dell’attuale sistema potrebbe generare un recupero fino a 20 miliardi di euro per il settore agricolo, contribuendo ad affrontare l’aumento dei costi di produzione aggravato dalle tensioni internazionali, tra rincari energetici e difficoltà di approvvigionamento.

La mobilitazione rientra in un percorso più ampio che ha coinvolto circa 100mila agricoltori in tutta Italia e punta a difendere una filiera agroalimentare che vale 707 miliardi di euro e garantisce quattro milioni di posti di lavoro. Tra le priorità anche il rafforzamento dei contratti di filiera e l’introduzione di strumenti che assicurino una più equa distribuzione del valore, oltre a maggiore trasparenza per i consumatori.

Piemonte: dalla filiera alla sovranità alimentare

Una folta delegazione della provincia di Cuneo ha preso parte alla mobilitazione con agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti. Il presidente provinciale Enrico Nada ha ribadito la centralità della revisione normativa sull’origine, definendola una battaglia decisiva per il futuro del comparto agricolo e per la trasparenza nei confronti dei consumatori.

Nada ha inoltre sottolineato il valore strategico del settore agroalimentare per la sicurezza nazionale e la necessità di garantire stabilità in un contesto segnato da tensioni internazionali che incidono su costi e produzioni. Il direttore Francesco Goffredo ha evidenziato il ruolo dei contratti di filiera per rafforzare l’equilibrio tra produzione e trasformazione e valorizzare le materie prime agricole.

Sardegna: imprese agricole e identità da difendere

Dalla Sardegna centinaia di agricoltori e allevatori hanno raggiunto il Brennero per denunciare l’ingresso di prodotti esteri non adeguatamente tracciati, spesso commercializzati come italiani.

Il presidente regionale Battista Cualbu ha evidenziato come le produzioni di qualità dell’isola rischino di essere penalizzate da un sistema che non garantisce sufficiente chiarezza sull’origine. Il direttore Luca Saba ha richiamato anche il peso dei costi legati all’insularità, sottolineando la necessità di evitare ulteriori svantaggi competitivi.

Per Coldiretti Sardegna, la trasparenza sull’origine rappresenta un elemento essenziale per tutelare il reddito delle imprese, garantire correttezza lungo la filiera e preservare il ruolo economico e sociale delle aree rurali.


Fonte: Coldiretti 

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