Ingrosso

16 ottobre 2026

Borsa della spesa: si vedono i primi agrumi

170

Il settore agroalimentare sta attraversando una fase complessa, segnata dai forti rincari dei carburanti. Ciononostante, nei mercati è possibile trovare prodotti di stagione, favoriti dal tradizionale cambio di stagione che vede la fine delle produzioni estive e l’inizio dei raccolti autunnali. A segnalare quali sono i prodotti migliori della settimana La Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No profit.

Alte le quotazioni delle prime clementine

Nel comparto frutticolo, i prezzi si mantengono su livelli regolari con ottime opportunità. Sebbene i volumi ridotti delle prime clementine italiane mantengano alti i prezzi all’ingrosso di partenza, l'interesse dei consumatori si sta orientando sui primi agrumi nazionali come il Miyakawa, prevalentemente siciliano, venduto a prezzi all’ingrosso stabili che vanno da 1,10 a 1,30 euro il chilo per i calibri più piccoli e da 1,40 a 1,60  per quelli più grandi.

L'uva da tavola registra una temporanea frenata nei consumi a causa del clima più fresco e i prezzi all’ingrosso scendono per favorire la vendita: l’uva senza semi si stabilizza tra i 2,30 e i 2,50 euro mentre la varietà Italia oscilla tra 1,40 e 1,70 euro, la Pizzutello tocca i 2 euro nei mercati con forte richiesta come Roma e le varietà nere e rosate come Palieri e Red Globe si confermano le più economiche attorno a 1,30 - 1,50 euro/.

Si segnala, inoltre, l'inizio della stagione deimelograni, molto richiesti per spremute ma anche insalate, con prezzi tra i 2 e i 2,50 euro mentre le susine avviano la loro fase calante con l'arrivo delle Angeleno tra 1,40 e 1,70 euro. Ricca anche l'offerta di mele, da quelle di pianura come Golden e Royal Gala da 0,80 a 1 euro fino alle produzioni montane e di pregio come Cripps Pink, Nicoter, Renetta del Canada che toccano i 2 euro. Incalza la raccolta delle castagne comuni e le varietà marroni con prezzi medi compresi tra 3,50 e 4,50 euroa seconda della pezzatura, destinati a salire con il progressivo calo delle temperature e il conseguente aumento della richiesta.

Prezzi diversi per gli ortaggi: zucchine al ribasso, pomodori sempre costosi

Per quanto riguarda gli ortaggi, la situazione presenta forti disparità. I pomodori registrano rincari da record a causa del caldo estivo che ha danneggiato le colture in campo aperto e messo in seria difficoltà quelle in serra: i Datterini superano i 7,00 euro, mentre Piccadilly e Ciliegini restano saldamente sopra i 5.

A bilanciare questo rincaro sono però le ultime zucchine di campo, vero prodotto salva-spesa della settimana, il cui prezzo risulta inferiore del 20% rispetto allo scorso anno, attestandosi tra 1 e 1,20 euro. Prende vigore poi la stagione delle zucche: le varianti eduli registrano quotazioni particolarmente basse, a partire dai 0,50-0,60 euro per la lunga Napoletana e la Moscata di Provenza, fino ai 0,80 euro per la Lunghe Violino e la Butternut e circa 1,00-1,20 per la Hokkaido per toccare 1,50 euro le Delica siciliane.

Infine, il ripristino delle produzioni nell'Agro Pontino e al Sud sta progressivamente calmierando anche i prezzi delle verdure a foglia, con la lattuga in calo verso i 2,00 - 2,50 euro e fino a 1,50 euro nelle zone di produzione, mentre la verza si attesta sui 0,80 - 0,90 euro e la cicoria tra 1,30 e 1,50, accompagnate dai porri stabili a 1,50-1,70 euro il chilo.


Fonte: Italmercati, Bmti

Potrebbe interessarti anche