Ingrosso

17 luglio 2026

Borsa della spesa: freno a luglio nelle città

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L’esodo di luglio frena la domanda di ortofrutta e il caldo condiziona i raccolti. In questo scenario, tornano i consigli settimanali de La Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati che, con il supporto di Consumerismo No Profit, guida i consumatori verso scelte d'acquisto stagionali, convenienti e sostenibili.

Il mercato ortofrutticolo italiano si trova a fare i conti con un’estate calda e molto influenzata dai comportamenti d'acquisto degli italiani già in vacanza. Se un tempo era agosto il mese delle città deserte, oggi la tendenza è nettamente anticipata. Già a luglio, infatti, si registra un progressivo svuotamento dei centri urbani con un conseguente calo della domanda di ortofrutta. 

A fronte di consumi più contratti, il caldo torrido gioca un ruolo a doppio taglio sulle coltivazioni, poiché da un lato accelera la maturazione aumentando l'offerta di frutta ma, dall’altro, rischia in molti casi di velocizzare il deperimento del prodotto. Grazie a questo bilanciamento forzato tra calo della domanda e accelerazione produttiva, i prezzi restano complessivamente su buoni livelli, con la frutta tendente al ribasso per favorire le vendite rapide ed evitare sprechi.

Si consiglia l'uva da tavola

Tra i prodotti consigliati questa settimana, emerge l'uva da tavola, la cui campagna siciliana è iniziata precocemente a maggio ed è ormai entrata nel pieno della produzione affiancata dai raccolti della Puglia. L'uva bianca varietà Vittoria si attesta su prezzi all’ingrosso mediamente bassi e in calo dell’8,6% rispetto ad un anno fa, tra 2,10 e 2,40 euro il chilo, mostrando punte qualitative eccellenti. L'uva nera Black Magic, meno richiesta, sconta circa venti centesimi in meno e si posiziona sui 2 euro il chilo. L'uva bianca senza semi mantiene, invece, quotazioni più elevate ma comunque in calo, assestandosi mediamente sui 4 euro il chilo.

Procede regolarmente la produzione delle diverse varietà di susine presenti nei mercati che, in generale, si confermano in calo del 18,2% rispetto al 2025. Nello specifico, le varietà rosse all’ingrosso sono disponibili mediamente a 1,40 euro il chilo mentre le più dolci, le Sangue di Drago, si posizionano intorno a 1,80 euro il chilo. La nuova produzione delle Goccia d'Oro, invece, si inserisce sul mercato a circa 2 euro il chilo.

Anche le albicocche sono in piena produzione. Pellicchiella, Faralia e Portici tornano all’ingrosso sui 2 euro il chilo. Questo lieve incremento è dovuto al fatto che il caldo sta mettendo a dura prova il raccolto, attribuendo un valore superiore al prodotto integro e di alta qualità.

Angurie: derby Lazio Lombardia 

La produzione di angurie in Lombardia procede regolare e incalza quella del Lazio. A Roma, piena zona di produzione, si registra il calo più netto con prezzi compresi tra 35 e 40 centesimi al chilo, mentre negli altri mercati all’ingrosso si tenta di mantenere una forbice tra 60 e 70 centesimi il chilo. La tipologia lombarda di qualità Extra tocca, invece, anche 1 euro al chilo. L'anguria Apirena, senza semi, mantiene un prezzo più alto rispetto allo scorso anno a causa di una produzione inferiore rispetto all'anguria tradizionale, attestandosi a 1 o 1,10 euro al chilo a fronte di una richiesta decisa che vede anche l'esordio della varietà gialla.

Per i meloni la situazione è di generale stabilità con tendenza al ribasso in alcune piazze. I retati oscillano da 90 centesimi o 1 euro fino a 1,30 o 1,40 euro il chilo; i lisci, ormai presenti quasi esclusivamente dalla Lombardia dove la produzione è più concentrata, mostrano prezzi in calo a 1,60 o 1,70 euro il chilo.

Domanda forte per i pomodori

Nel comparto degli ortaggi, il basilico registra la consueta altissima richiesta stagionale e si mantiene stabile a 50 centesimi al mazzo. La domanda è forte anche per i pomodori rossi, la cui produzione è in costante crescita con listini all’ingrosso stabili. Nello specifico, il pomodoro Ciliegino si attesta intorno ai 2,20 euro e il Piccadilly a circa 1,50 euro. Il datterino, sia rosso sia giallo, si allinea a 2,50 euro al chilo. Tipica dell'estate è invece la crescita dei pomodori verdi da insalata: il costoluto verde e il cuore di bue verde si attestano tra 1,80 e 2 euro il chilo.

I cetrioli subiscono l'influenza del forte caldo spingendo i prezzi all’ingrosso intorno a 1,50 euro al chilo. Ottima richiesta, in particolare, del cetriolo Barattiere stabile a circa 1,50 euro il chilo, ma un riscontro particolarmente positivo si registra per il cetriolo lungo olandese, che offre un prezzo molto vantaggioso compreso tra 80 centesimi e 1 euro al chilo.

Le zucchine scure mostrano quotazioni stabili e molto convenienti a circa 80 centesimi, registrando però un aumento del 10% rispetto allo scorso anno quando oscillavano tra 70 e 90 centesimi.

Per le melanzane la domanda è sostenuta e i prezzi variano a seconda della tipologia. La melanzana ovale si attesta su una media di 1,20 euro al chilo; le varietà chiara, lunga e striata, avendo una disponibilità inferiore sul mercato, costano circa venti centesimi in più, posizionandosi a 1,40 euro il chilo.


Fonte: Bmti e Italmercati

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