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08 aprile 2026

Autotrasporto, la Sicilia si mobilita

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Martedì 14 aprile inizia il fermo in tutta la Sicilia indetto dal Comitato Trasportatori Siciliani a causa dell’aumento del costo di imbarco sulle navi, dovuto al caro gasolio.

"Non avendo avuto spiragli concreti dal Governo e in assenza di convocazione non ci rimane che fermarci nei nostri piazzali - scrive in una il presidente Salvatore Bella - Non proseguendo la nostra normale attività di carico e scarico semirimorchi dalle navi e considerando che serviamo la Grande distribuzione Alimentare, nel giro di tre giorni i supermercati della Sicilia si troveranno con gli scaffali vuoti. Ma non abbiamo scelta, non possiamo lavorare in perdita. I porti interessati al congelamento delle attività saranno quelli di Catania, Palermo, Messina e Termini Imerese". 

"Ribadiamo le nostre richieste al Governo nazionale - prosegue - E cioè chiarezza sui criteri di calcolo e pagamento del Sea Modal Shift, destinazione dell’ETS pagato dagli autotrasportatori agli armatori per incrementare i fondi destinati al SMS".

"La misura Sea Modal Shift vedrà il suo ultimo anno di applicazione nel 2027 e non si conoscono le intenzioni del Governo sulla possibilità di chiedere una proroga alla Commissione europea o se sia in corso una interlocuzione per rendere strutturale tale misura - aggiunge - Inoltre da fonti giornalistiche si è venuti a conoscenza dell’ETS2 dal 2028, con conseguenze sui bilanci delle aziende di autotrasporto, senza che vi sia stata, ad oggi, alcuna comunicazione ufficiale da parte delle istituzioni competenti". 

"Infine i gravi disordini di natura bellica hanno fatto lievitare il costo del carburante, e di conseguenza, il costo dei traghettamenti.  Nonostante il Governo sia intervenuto su questi aumenti con il D.L. 33/2026, nulla è stato fatto sul costo degli imbarchi, lievitati di cifre importanti sempre a causa del caro-gasolio".


Fonte:  Comitato Trasportatori Siciliani

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