“Oggi per noi è festa” si apre con un metaforico brindisi del presidente Aristide Castellari la presentazione del “nuovo” (rinnovato, ma ampiamente) stabilimento di Agrintesa a Castel Bolognese, in provincia di Ravenna. Il polo europeo del kiwi come viene definito l’hub che si è ampliato e modernizzato, con focus sul kiwi giallo che ha raggiunto i mille ettari di estensione, grazie anche ai 25 milioni di finanziamento del Pnrr e una consolidata e fruttuosa intesa con Zespri.
Una festa ricca di buoni numeri, a iniziare dai 25 milioni del nuovo progetto
Festa, soddisfazione e soprattutto consapevolezza di aver fatto l’investimento giusto trent’anni fa con la scelta di investire sull'allora esotico kiwi. Qui parlano i numeri: Il frutto rappresenta circa il 30% dell'intero paniere ortofrutticolo della cooperativa, con un volume medio annuo di circa 55mila tonnellate, 3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie coinvolte nelle principali aree vocate italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto.
Lo stabilimento rinnovato
Un gigante cresciuto anno dopo anno e che negli ultimi ha registrato un forte impulso sul fronte delle nuove varietà. Quella gialla in primis che “ha incoronato Agrintesa come punto di riferimento europeo per questa referenza” sottolineano dal gruppo che sfiora i 500 milioni (495, per la precisione) di valore della produzione. E che oggi, anche grazie ai fondi del Pnrr, ha investito 25 milioni per affrontare con più forza le sfide del mercato.
Cristian Moretti, direttore generale Agrintesa: un intervento con il segno più
L’aumento dei volumi e del valore ha portato a questo importante progetto con un necessario e rilevante potenziamento delle capacità di conservazione e gestione dello stabilimento. Ancora numeri tra una slide e un video dove si è data voce ai produttori:
Dopo il presidente, insieme al sindaco di Castel Bolognese, sul palco Il direttore generale Cristian Moretti, un intervento con largo uso del segno più. Si parte del campo, “sono stati messi a dimora altri impianti per arrivare nei prossimi due/tre anni a 65mila tonnellate”. Considerando che un nuovo impianto supera abbondantemente i 60mila euro, l'investimento per il produttore è rilevante. Più prodotto e sotto la nuova tettoia in legno, scelta di sostenibilità, si farà il piano di camion ricolmi di frutti. Quelli gialli arriva a pesare per il 38% delle produzione mentre i verdi, lavorazione sia nel nuovo stabilimento sia Faenza, superano il 60%”. A Castel Bolognese si lavorerà soprattutto il Sun Gold, c’è una “antica” collaborazione con Zespri, dove potrà essere conservato per mesi, fino a sette, conservando la qualità del prodotto. In questo modo sarà possibile commercializzarlo in varie parti del mondo. L'export è la vocazione di Agrintesa: oltre il 50% della produzione ortofrutticola viene esportato in 55 Paesi.
Il direttore Cristian Moretti
L'evento “Oltre - L’evoluzione che crea valore”, ha permesso di evidenziare la dimensione europea del progetto. Nel tour guidato sono state fatte vedere le 44 nuove celle in atmosfera controllata, distribuite su una superficie complessiva di 8.100 metri quadrati e in grado di ospitare 108.000 quintali di prodotto. Gli impianti permettono di gestire regimi di conservazione particolarmente evoluti, intervenendo su ossigeno, etilene e principali parametri ambientali per preservare nel tempo le caratteristiche qualitative dei frutti. Ben sette mesi per i kiwi. Per il kiwi giallo la capacità di lavorazione prevista passa da 230mila a 340mila quintali annui (+48%), mentre per quello verde da 100mila a 150mila quintali (+50%).
Lavorare 12 mesi l'anno
Moretti ha sottolineato l'impatto economico e sociale: "L’obiettivo è fare di Castel Bolognese una piattaforma capace di sostenere la crescita della nostra base produttiva e di operare dodici mesi all’anno, creando valore lungo tutta la filiera. Il nostro piano industriale guarda, infatti, già al prossimo passaggio: entro il 2030 il sito è progettato per arrivare a gestire complessivamente 600.000 quintali di prodotto all’anno ampliando la specializzazione, accanto al kiwi, anche a susine, albicocche e pere Williams”. In questo modo si lavora a pieno regime e si offre più lavoro.
Magazzini robotizzati per la tracciabilità totale
Il nuovo stabilimento non è solo più grande, ma soprattutto più tecnologico. Non a caso le guide durante il tour ripetono spesso "non solo più volumi, ma anche come....". Un salto qualitativo grazie alla robotica con scaffali che registrano, segnano, archiviano e soprattutto rendono tracciabile ogni pallet, ogni lotto e quindi ogni cassetta. Per lo stoccaggio del prodotto finito queste scaffalature con shuttle automatici permettono una capacità complessiva di 3.000 pallet.
scaffali automatizzati
L’area esterna è stata ampliata e razionalizzata con il rifacimento di 23.000 metri quadrati di piazzali e la realizzazione di 10.000 metri quadrati di nuove superfici, mentre la nuova area destinata al ricevimento del prodotto comprende una tettoia in legno da 4.200 metri quadrati per la protezione del prodotto in conferimento e tre nuove pese a gestione informatizzata. Un impianto al cui interno battono tre nuovi cuori tecnologici e innovativi: produzione e logistica vedono, infatti, l’integrazione tra sistemi di ultima generazione che consentono il controllo in tempo reale delle linee, la tracciabilità dei processi, la raccolta automatica dei dati dagli impianti di lavorazione (Sistema MES - Manufacturing execution system) e una gestione del magazzino che ottimizza ricevimento, stoccaggio, picking, inventario e spedizioni garantendo la tracciabilità di bins o pallet (Sistema WMS - Warehouse management system).
A questi si unisce un sistema (RTLS - Real time locating system) che permette la localizzazione in tempo reale di mezzi e materiali, analizza i percorsi interni e le aree maggiormente congestionate, ottimizza le missioni dei carrelli e aumenta la sicurezza, anche grazie a sistemi di rilevamento e prevenzione delle collisioni tra mezzi e persone. Per lo stoccaggio del prodotto finito sono state installate, inoltre, scaffalature con shuttle automatici per una capacità complessiva di 3.000 pallet.
La sostenibilità in un periodo climatico difficile
Bene la sostenibilità economica, ma nell’estate più calda di sempre è fondamentale quella ambientale. C’è un forte investimento in questa direzione nel progetto. Moretti sottolinea l’investimento “nell’impianto fotovoltaico che permette una produzione da rinnovabili fino a quasi 3 Giga. Non è solo un risparmio economico, ma un intervento di sostenibilità”. Tema concreto: “La frutta arriva con 4,5 gradi in più rispetto alla temperatura che conoscevamo, stiamo gestendo quello che sta succedendo fuori di qui e che non ci saremo mai aspettati”. Per preservare la frutta serve sempre più tecnologia.
La sua applicazione produce effetti concreti. L'impianto fotovoltaico da 2.307 kWp, con una produzione annua prevista di 2,86 GWh, oltre all’efficientamento dei sistemi frigoriferi e all’ottimizzazione dei flussi logistici permette una riduzione del 15% dei consumi energetici dello stabilimento e un risparmio stimato di 1.148 tonnellate di CO2 ogni anno. La nuova tecnologia di refrigerazione, infine, consente inoltre di ridurre di oltre il 70% l’impiego di ammoniaca. E si ricicla anche il calore generatore. Non si butta via niente in piena ottica di economia circolare.
Il ministro Lollobrigida e il modello cooperativo emiliano-romagnolo
Sarà pure il ministro Meloni, ma Francesco Lollobrigida ha speso buone parole sul modello cooperativo agroalimentare emiliano-romagnolo. "Agrintesa rappresenta un modello virtuoso di filiera, capace di coniugare tradizione e innovazione per creare valore e reddito per gli agricoltori. Sono proprio gli agricoltori il cuore del nostro sistema produttivo e il presidio della qualità, della sicurezza e della sovranità alimentare della nazione – ha sottolineato il ministro - Anche il sostegno del Pnrr dimostra la concretezza dell’impegno del Governo. Agrintesa si è aggiudicata un contributo che consente di realizzare investimenti per rafforzare logistica, efficienza e competitività della filiera. È il risultato di un lavoro di squadra tra imprese, istituzioni e Governo che resta al fianco di cooperative come Agrintesa. In questa direzione va anche lo stanziamento di 136 milioni, cofinanziato dall'Italia e dall'UE, per sostenere l’acquisto dei fertilizzanti e rafforzare la resilienza delle nostre filiere".
Il ministro Lollobrigida
Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna ha fatto leva sulla cultura locale/regionale ovvero "la capacità di reagire alle difficoltà, di fare squadra e di trasformare anche le fasi più complesse in una spinta verso l’innovazione. La cooperazione rappresenta un modello straordinario perché consente di mettere in comune la capacità produttiva di tante imprese e di trattenere valore nei territori". Sulla stessa scia l’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi "si dimostra la capacità di visione strategica di un’azienda che non ha mai smesso di investire per crescere e migliorare la propria competitività sui mercati, tenendo insieme innovazione e sostenibilità, scala produttiva dalle dimensioni importanti e attenzione al valore del lavoro agricolo nei campi". Parole di stima anche da Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e dal presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei.
Queste le dichiarazioni e le belle parole, ma non sono di circostanza come confermano i numeri di un Gruppo che riesce a produrre frutta apprezzata in mezzo mondo.