Più sostenibile, più digitale e più efficiente. Merito di un investimento di circa dieci milioni di risorse europee reso disponibile dal Pnrr. Protagonista il Centro Agroalimentare della Calabria con un progetto che come sottolinea il presidente Giovanni Ferrarelli coinvolge infrastrutture, energia, logistica e digitalizzazione, punta a rendere Comalca un mercato più competitivo.
A raccontare la visione e i risultati il presidente Giovanni Ferrarelli e Roberta Canino, consigliera del Cda del mercato e delegata al progetto europeo che si è materializzato con un bando del ministero dell'Agricoltura.
Focus sull'energia
La prima grande innovazione riguarda l’energia. Il presidente Ferrarelli ricorda come il Comalca disponeva già di un impianto fotovoltaico da seicentosessanta kWp, capace di produrre circa 750mila kWh all’anno. Nonostante questa capacità, il mercato continuava a prelevare dalla rete oltre 375mila kWh annui.
Giovanni Ferrarelli
Il progetto Pnrr ha permesso di integrare l’impianto con un sistema di accumulo da 522 kWh, che secondo le stime consentirà di coprire più del 66% del fabbisogno energetico delle infrastrutture comuni, con un risparmio atteso di 55mila euro all’anno.
Energia per i grossisti
La consigliera Canino sottolinea una novità significativa riguarda gli operatori del mercato.
"L’energia prodotta non sarà destinata solo alle parti comuni, ma verrà distribuita direttamente ai grossisti. La pagheranno, certo, ma a un costo ridotto rispetto ai prezzi di mercato, perché potranno utilizzare l’energia generata dai pannelli installati sui loro box. Accanto al sistema centralizzato, infatti, sono stati realizzati impianti fotovoltaici dedicati alle 44 unità commerciali, con una produzione stimata di oltre 6mila kWh all’anno per ciascuna, per un totale di circa 270mila kWh. Ogni impianto è dotato di batterie da 20 kWh. Questa linea di intervento coprirà circa il 35% del fabbisogno energetico delle attività commerciali, con un ulteriore risparmio di 60mila annui. Nel complesso, il beneficio economico potenziale supera i 119mila euro all’anno".
Rispetto ad altri mercati si è lavorato per un beneficio diretto sulla bolletta degli operatori.
La logistica in elettrico e nuove celle frigo
La transizione ecologica riguarda anche la mobilità e la logistica. "Il piazzale è stato predisposto per accogliere mezzi elettrici, con nuove pensiline fotovoltaiche e dodici colonnine di ricarica da 22 kW". È stato introdotto anche un furgone elettrico destinato al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari, unendo sostenibilità ambientale e funzione sociale.
Le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici
Parallelamente, il mercato ha rinnovato le celle frigorifere, cinque in totale, ciascuna di 100 metri quadrati. Sono dotate di sistemi di automazione e integrate con un veicolo a guida automatica che gestisce carico, scarico e stoccaggio, rendendo più flessibile l’organizzazione delle attività e migliorando la conservazione dei prodotti.
La digitalizzazione e il borsino elettronico
La digitalizzazione rappresenta un altro pilastro del progetto come sottolinea il presidente Ferrarelli. Comalca ha sviluppato un ecosistema digitale che comprende "la gestione degli accessi, la dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, i pagamenti elettronici, il monitoraggio delle infrastrutture e le applicazioni dedicate agli operatori".
Il cuore dell’innovazione è il borsino elettronico, una piattaforma che raccoglie e pubblica le quotazioni dei prodotti ortofrutticoli. L’obiettivo è renderlo pienamente operativo entro fine anno, così da posizionare Comalca all’interno dei principali mercati italiani e offrire agli operatori uno strumento moderno e affidabile per la gestione dei prezzi. Accanto al borsino, il mercato sta sviluppando una piattaforma basata su intelligenza artificiale, IDRA AI, pensata per analizzare dati relativi ai prezzi, ai flussi di accesso, ai consumi energetici e ad altre variabili operative.
Non solo vendita anche lo show cooking
Una parte del progetto, economicamente minore ma di grande valore sociale e commerciale, riguarda la creazione di un’area dedicata allo show cooking. "È uno spazio pensato per valorizzare le eccedenze alimentari, promuovere i prodotti freschi e creare eventi che ne mostrino l’utilizzo e la qualità. Potrà essere utilizzato anche per iniziative sociali e, in futuro, per attività di trasformazione leggera, una sorta di quarta gamma locale. A questo si affianca il marchio Cuore Verde Comalca, nato per identificare la filiera calabrese e permettere agli acquirenti di riconoscere immediatamente i prodotti locali".
Canino ricorda che la Calabria, grazie ai suoi microclimi, produce una grande varietà di frutta e verdura: dalla cipolla di Tropea al bergamotto, dal peperoncino alla patata della Sila, dai fagiolini alle castagne, fino alle clementine, di cui la regione è uno dei principali produttori italiani.
La consigliera Roberta Canino
La competizione con i mercati globali è sempre più intensa. "La qualità, spiega Canino, non basta più, perché ormai è diffusa ovunque. Per questo i prodotti calabresi, spesso di nicchia, devono essere legati a marchi territoriali, a un’identità forte e ai volti delle persone che li producono. Solo così possono distinguersi in un mercato dove, in alcuni periodi dell’anno, il limone argentino o sudafricano risulta più quotato di quello italiano". L'identità italiana e calabrese è un volano per le vendite e quindi da sostenere e valorizzare.
Cipolle di Tropea, uno dei simboli della Calabria
Il progetto Pnrr presentato dall'ente guidato dal presidente Ferrarelli ha trasformato Comalca in un’infrastruttura moderna, capace di ridurre i costi energetici degli operatori, migliorare la conservazione dei prodotti, prepararsi alla mobilità elettrica, digitalizzare i processi e valorizzare le eccellenze calabresi. L’ambizione lodevole è quella di diventare non solo un luogo di scambio, ma un punto di riferimento per la conoscenza, la promozione e l’innovazione nel settore ortofrutticolo calabrese.