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Avocado: non proprio superfood, ma laboratorio di ricerca

Di ricerca farmaco-terapeutica, per la precisione. Su Georgofili.info una interessante analisi di Giovanni Ballarini

Giovanni Ballarini su Georgofili.info, Notiziario della Accademia dei Georgofili, approccia in modo originale il frutto dell’avocado, paragonandolo – per i suoi componenti – a un laboratorio di ricerca farmaco-terapeutica.

Antica è la conoscenza di vegetali curativi non per le loro proprietà magiche, ma perché contengono molecole dotate di attività farmaco-terapeutiche – inizia Ballarini – Soprattutto un tempo si usava l’estratto della corteccia di salice, che contiene la salicina, per trattare i sintomi dell’influenza, mentre ora è molto più diffuso l’uso del suo derivato, dell’acido acetilsalicilico (Aspirina). Se la salicina è presente in molti vegetali dove svolge attività adatte a questi organismi viventi, l’acido acetilsalicilico frutto di ricerche farmacologiche è più adatto agli organismi animali di cui l’uomo fa parte.

In questo quadro solo tratteggiato moltissimi vegetali anche alimentari sono da considerare “laboratori di ricerca farmacologica” contenenti molecole con attività da studiare e soprattutto anche da sviluppare per adattarle alle caratteristiche biologiche animali, soprattutto umane, ottenendone farmaci. Tra i vegetali ora alimentari che hanno caratteri di laboratori di ricerca farmaco-terapeutica c‘è anche l’avocado che oggi inizia a essere coltivato nelle regioni calde meridionali della Spagna e dell’Italia (Sicilia e Puglia in particolare).

L’avocado (Persea americana Mill.) della famiglia delle Lauraceae è originario del Messico con tre varietà botaniche conosciute come messicana (P. americana var. drymifolia), indiana occidentale (P. americana var. americana) e guatemalteca (P. americana var. guatemalensis). La Persea americana, la variante più nota, recentemente ha una notevole popolarità ed è spesso commercializzata come un superfood o supercibo, un termine di marketing usato per indicare i cibi aventi presunte capacità benefiche per la salute, imputabili a una parte delle caratteristiche nutrizionali o alla concentrazione chimica complessiva.

Cosa c’è di vero?

L’avocado è un alimento ricco di grassi, vitamine e minerali, la cui composizione chimica, per 100 grammi è la seguente: acqua 64 grammi, grassi 23 grammi, Pproteine 4,4 grammi, cCarboidrati 1,8 grammi, zuccheri 1,8 grammi, fibra totale 3,3 grammi, sodio 2 milligrammi, colesterolo 0 grammi. La varietà messicana è caratterizzata dall’aroma di anice nelle foglie e da piccoli frutti a buccia sottile di buon sapore e di ottima qualità. L’avocado è un frutto ricco di olio apprezzato per il suo valore nutrizionale contenente acidi grassi comunemente ritenuti benefici sui fattori di rischio di malattie cardiovascolari, analogamente all’olio di oliva. In cucina questo frutto è gustato crudo in preparazioni salate, per esempio nelle insalate, e in quelle dolci come frullati e dessert, e utilizzato cotto nelle preparazioni di torte al posto di olio e burro. L’olio di avocado, come si è detto molto simile all’olio d’oliva, è apprezzato per il suo valore nutrizionale contenente acidi grassi con effetti benefici sui fattori di rischio di malattie cardiovascolari.

Circa 250 pubblicazioni scientifiche

Oltre alle attività nutrizionali del suo frutto, l’avocado è oggetto di quasi 250 pubblicazioni scientifiche, alcune delle quali hanno individuato e identificato una lunga serie di molecole con caratteri bioattivi. L’avocado contiene un alto contenuto di carotenoidi e molecole con caratteristiche che mostrano interessanti e promettenti attività medicamentose e tra queste attività immunomodulatorie, citotossiche degli acidi grassi a catena lunga e dei derivati dei semi e nel frutto composti con possibili antifungine, antitumorali, antiossidanti e diversi metaboliti con effetti anti-infiammatori, per cui una sua frazione insaponificabile in combinazione con olio di soia viene utilizzata per il trattamento dell’osteoartrite.

Anche se lo studio delle molecole bioattive dell’avocado non è stato affrontato in dettaglio, c’è una potenziale importanza di questo frutto nella scoperta di nuovi farmaci per la prevenzione e il trattamento del cancro, malattie da infezioni microbiologiche e infiammatorie, diabete e malattie cardiovascolari ma per questo sono necessarie ulteriori ricerche. L’avocado – conclude Ballarini – è quindi un ottimo alimento, un interessante laboratorio per una ricerca farmacologica, ma siamo ben lontani da ritenerlo uno straordinario o eccezionale superfood o supercibo.

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