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Packaging e Tecnologie

Le mele? Le raccoglie il robot

Sperimentazione nel meleto piemontese di Rivoira con il dispositivo dell’azienda israeliana Tevel

Manca la manodopera, si assottiglia il numero di operatori esperti nei campi e bisogna ottimizzare i tempi per vincere le sfide di un mercato globale. La soluzione è nell’agricoltura 4.0. Ci sono i droni che raccolgono informazioni utilissime, ma in campo si vedono anche i primi robot operativi che oltre ad acquisire le preziosi informazioni lavorano la terra. Nel capo della frutticoltura si arriva alla raccolta della frutta. Un interessante esperimento, il più avanzato in questo momento, è portato avanti dall’azienda israeliana Tevel che sta lavorando anche in Italia. A Verzuolo, in provincia di Cuneo, nell’azienda Rivoira Giovanni & Figli.  Myfruit.it ha contattato Simone Pollano, general manager Europe di Tevel Aerobotics Technologies.

Il robot che legge colore e calibro delle mele

L’introduzione nel meleto del robot non significa una sostituzione meccanica di manodopera, una soluzione alla scarsità di lavoratori agricoli, l’avvicendamento uomo macchina. Lo sottolinea il manager: “L’automazione non è un processo di sostituzione del lavoro”. Il fenomeno per fortuna è più complesso. Parliamo di un innesto tecnologico avanzato grazie all’intelligenza artificiale incorporata nella macchina che opera sul campo. Non a caso Pollaro inizia la conversazione sottolineando la capacità delle telecamere di “agire come occhio computerizzato della macchina. Questa tecnologia condurrà alla guida autonoma e ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi”. Usa un chiaro sinonimo il manager per spiegare il livello di autonomia dei droni che compongono la macchina: “Il quadricottero vola in libertà, ma è una libertà vigilata. Viene alimentato con dei cavi che si rendono necessari visto il consumo energetico”.

Autonomia in campo

Lo scenario più avanzato è chiaro: “Il quadricottero si leva in volo, opera una scannerizzazione, una lettura di quello che c’è nel frutteto e dopo inizia a puntare i singoli frutti ma solo dopo averli classificati”. In base a quali parametri? “Il grado di maturazione, il colore, la dimensione, il calibro e poi inizia la raccolta automatizzata“. Questo è un livello superiore rispetto al quadro attuale delle macchine agricole robotizzate che si stanno sperimentando in giro per il mondo dove domina il lato elaborazione delle informazioni ma si è ancora lontani dall’operatività. Al contrario il sistema Fartm (Flying Autonomous Robots) di Tevel nel test piemontese utilizza una ventosa che raccoglie i frutti senza arrecare danni alle mele che vengono sistemate delicatamente nel raccoglitore della piattaforma semovente che avanza tra le piante”.

Sul mercato nel 2023

I progressi misurati in Piemonte sono stati notevoli in soli 12 mesi. “Stiamo facendo dei test, nel secondo anno la macchina è molto più potente e possente visto che siamo passati dai due gli otto droni. Tutto il processo è automatizzato e nasce dalla collaborazione con una società e ce ne saranno altre. La competenza israeliana risiede soprattutto nell’avionica e nell’analisi. Per la parte meccanica ci sono tante aziende, anche molte italiane”. Il risultato tecnologico è prossimo al traguardo e si punta al mercato per il 2023.

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