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Packaging e Tecnologie

Trattori e robot elettrici, già in campo

Meccanizzazione silenziosa, pulita e più rispettosa del lavoratore grazie alla riduzione delle vibrazioni

La mobilità elettrica sta mettendo radici anche nel mondo agricolo dove si sta iniziando ad affrontare la transizione energetica con le prime macchine a emissioni zero. Tema affrontato nel convegno: “La rivoluzione elettrica in agricoltura“, organizzato dalla testata Vaielettrico a Fieragricola.

Più offerta di macchine agricole con la batteria

Aumenta l’offerta sul mercato di macchine e robot elettrici e  cresce la ricerca scientifica sul tema. Due progetti recenti sono quelli del Politecnico di Torino e dell’Università di Bologna che allo studio dei veicoli elettrici associano la ricerca sulle fonti rinnovabili da produrre direttamente in azienda o nei campi con l’agrovoltaico. Il mercato cosa offre? Trattori e trattorini, veicoli compatti, macchine per la raccolta della frutta, robot a guida autonoma, droni per la raccolta dei dati necessari all’applicazione dell’agricoltura di precisione.

Esperienze in campo con i robot

Tra le iniziative più avanzate ritroviamo il robot a guida autonoma ed alimentazione solare, spesso non è necessaria la ricarica per mesi, sperimentato nel bolognese. Usato per due campagne di semina e diserbo del consorzio Coprob di Bologna che hanno messo in campo il robot danese Farmdroid. Lo utilizzano per le bietole, ma va bene anche per le orticole.  Come il gemello, ma senza pannello solare,  Dino. Il robot francese che viene commercializzato dai Consorzi Agrari Italiani. Sono due macchine che permettono di ridurre la spesa in carburante, in trattamenti fitosanitari, in manodopera ed avere un prodotto di qualità superiore perché meno trattato. Un altro robot molto interessante per le aziende agricole, italiano ma venduto soprattutto all’estero, è Robofox, il trinciaerba elettrico del marchio Peruzzo utilizzato anche per la cura del verde. Pratica che rientra tra quelle della multifunzionalità in agricoltura.

 

Macchine silenziose e meno vibrazioni

Una meccanizzazione silenziosa, il motore si sente poco, pulita, emissioni locali pari a zero e riduzione di quelle globali, e più rispettosa del benessere del lavoratore grazie alle minori vibrazioni. Macchine che fanno bene anche alla terra e ai suoi frutti: sono meno pesanti e così riducono il compattamento del terreno; permettono alternative alla chimica grazie alla meccanizzazione di attività economicamente insostenibili se svolte manualmente.

Frutteti elettrici

Ci sono le macchine, ma sono interessanti anche i progetti che misurano l’impatto sulla produzione agricola. Da conoscere  il progetto presentato al convegno dal docente universitario Luca Corelli Grappadelli, università di Bologna, con il “frutteto elettrico per la frutticoltura 4.0” che punta, oltre all’adozione di veicoli elettrici, alla riduzione dei consumi di acqua e alla produzione di energia da fonti rinnovabili nell’azienda agricola. In questo caso si tratta di un meleto con un buon risultato ottenuto anche sulla qualità delle mele. Agricoltura e fotovoltaico, la sinergia perfetta secondo Michele Appendino, fondatore e amministratore delegato di Solar Ventures che sottolinea la sempre maggiore collaborazione tra i due settori produttivi.

Bracci robotici che raccolgono l’uva

La macchina  può essere  dotata di bracci robotici che raccolgono i frutti, in questo caso l’uva, e campioni utili per l’agricoltura di precisione. Un progetto, si chiama Agri.q, dal Dimeas del Politecnico di Torino coordinato dal professor Giuseppe Quaglia dove emerge l’uso sinergico del robot e dei  droni per raccogliere e poter elaborare più dati utili per un trattamento appropriato in campo sia dal punto di vista ambientale sia economico. Bene in pianura, ma nei terreni scoscesi? La Pek Automotive dalla Slovenia punta su una macchina che svolge molte funzioni, tra cui anche la raccolta e il trasporto della frutta, che prende il nome di Slopehelper, presentata dal Ceo Mikhail Kostkin, un trattore e un robot, autonomo ed elettrico.

Negli spazi chiusi per respirare aria pulita

Un dato importante per un’azienda agricola è il lavoro in sicurezza negli spazi chiusi, pensiamo alle serre, dove è fondamentale non respirare le emissioni nocive. Su questo fronte c’è e-Worker della Merlo. Azienda che scommette sulla conversione elettrica dei mezzi agricoli. Come la toscana Del Morino, una storia a cavallo di tre secoli, che sforna trattorini a batteria che possono interpretare più funzioni in campo. La rivoluzione elettrica avanza e crescono le aziende dedicate come la Flash Battery di Reggio Emilia specializzata nelle batterie per i mezzi agricoli o come la 4e-consulting engineering  di Ferrara  condotta da Paolo Patroncini che mette insieme i diversi componenti per realizzare il sistema di propulsione.

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