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Packaging e Tecnologie

Gdo e industria: arriva il laser contro le sofisticazioni alimentari

Il sistema fotoacustico è stato messo a punto da Enea. Presto una versione da utilizzare direttamente nei punti di vendita

Buone nuove in tema di sofisticazioni alimentari. Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha messo a punto SafeFood, il dispositivo portatile per lo screening rapido dei prodotti. Nella pratica, si tratta di un sistema laser fotoacustico che, una volta che sarà a disposizione delle industrie alimentari e della Gdo, rileverà, in tempo reale, la presenza di eventuali contaminanti. Si tratta di un metodo non invasivo: è sufficiente il prelievo di una minima quantità di prodotto per identificare le sofisticazioni a carico degli alimenti, in particolare di olio, latte, spezie – tra cui origano e zafferano – pesce, riso, prodotti ortofrutticoli trasformati, succhi di frutta. In questi ultimi (e anche nelle bibite analcoliche), per esempio, permette di identificare la presenza di cinque dolcificanti non dichiarati in etichetta, quali fruttosio, glucosio, maltosio, aspartame e saccarosio.

Come funziona

Al centro di SafeFood la spettroscopia laser fotoacustica, una tecnica impiegata nella diagnostica medica, ma anche per rilevare la presenza di esplosivi e di inquinamenti in atmosfera. Funziona così: si spara sul campione di alimento un fascio laser a infrarosso; questo a sua volta si riscalda, si espande, e genera un’onda di pressione, una sorta di eco che viene ascoltata come suono attraverso un microfono. In questo modo si può analizzare qualsiasi sostanza, senza che le molecole vengano alterate, ottenendo risultati immediati. In altre parole, azionando SafeFood, in pochi minuti si saprà se si è di fronte a una sofisticazione alimentare o se il prodotto in questione è salubre.

Le prove su zafferano

SafeFood è stato testato su zafferano adulterato, tagliato con un colorante, la tartrazina, o con spezie gialle come la curcuma. I ricercatori sono partiti dallo zafferano puro e hanno preparato vari campioni contaminati, per arrivare a concentrazioni di tartrazina e curcuma del 2%, in modo da testare la capacità del sistema di rivelare quantità particolarmente basse. I risultati, pubblicati sulla rivista internazionale Sensors, hanno di fatto validato il sistema.

SafeFood nelle linee di produzione

Normalmente i controlli antifrode vengono fatti in laboratorio con analisi costose e complesse che richiedono personale specializzato e tempo. SafeFood, invece, è stato progettato per essere installato lungo le linee produttive: è sufficiente che un addetto attivi il fascio laser infrarosso e l’analisi è fatta. Il dispositivo è già operativo in alcune realtà: è stato firmato un accordo con un’azienda di apicoltura per il controllo della filiera del miele – in questo caso il laser fotoacustico rileva la presenza di fitofarmaci nel polline – e sono in corso collaborazioni tra Enea e Orsell, azienda si occupa di distribuzione di prodotti per l’alimentazione zootecnica, e tra Enea e Tecnoalimenti, un consorzio di ricerca tecnico-scientifica e per l’innovazione nell’industria agroalimentare, costituito da 31 imprese.

SeeFood nei punti di vendita

Verificata la bontà del sistema, Enea ora sta lavorando a un prototipo da impiegare direttamente nei punti di vendita della Gdo: SafeFood, infatti, previa minima formazione, può essere facilmente usato anche dal personale dei negozi.

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