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Packaging e Tecnologie

Confezioni più redditizie per patate, cipolle e fagiolini

A base di carta e idrato di cellulosa, allungano la shelf life. Valdinoci, produttore: “L’obiettivo? Varcare i confini della Gdo”

E’ stato necessario apportare qualche modifica alla macchina per il packaging e ci sono voluti 12 mesi di prove. Ma ora che il nuovo imballaggio è pronto, il confezionamento delle patate è a regime e per l’azienda Futuragri di Cesena si aprono nuovi orizzonti. In particolare, quelli della Gdo: “L’obiettivo di questo investimento – spiega il titolare Gianpiero Valdinoci – è vendere i nostri prodotti in confezioni più redditizie, dunque andare verso il dettaglio, lasciandoci alle spalle l’ingrosso”. E, stando a quanto riferito dallo stesso titolare, l’azienda sembra essere sulla buona strada: negli ultimi giorni è stata contattata da Coop e da altri supermercati della zona. Tra un paio di settimane, dunque, le patate di Futuragri dovrebbero essere commercializzate, nel reparto ortofrutta dei supermercati della zona di Cesena, con la loro nuova veste.

Dalle cassette al sacchetto riciclabile

Nella pratica, il nuovo packaging consta in una confezione di carta e idrato di cellulosa, dunque riciclabile al 100%, messa a punto da Policarta.

Quest’ultima propone imballaggi che rispondono, al contempo, alle direttive europee circa la sostenibilità ambientale e alle richieste del mercato, che invoca alternative alla plastica ma, anche, efficienza: stando a quanto rilasciato dall’azienda, la velocità di confezionamento e le performance della confezioni sono analoghe a quelle delle soluzioni in rete prodotte con confezionatrici standard.

Con questo nuovo packaging, al momento Futuragri presenta le confezioni da un chilo e mezzo di patate, ma presto sarà la volta anche di cipolle e fagiolini: “Siamo una piccola azienda – racconta – Produciamo cinquemila tonnellate di tuberi, mille di fagiolini e 2.500 di cipolle. Il nostro obiettivo è abbandonare l’ingrosso, poco remunerativo. Con queste confezioni più redditizie, ci lasciamo alle spalle le casse di legno da 10 chili, tipiche dei mercati, e siamo pronti agli scaffali della Gdo“.

Il nuovo packaging sotto la lente

Il nuovo sacchetto è composto da due elementi: carta e idrato di cellulosa. Quest’ultimo, un materiale di origine vegetale, è impiegato per la finestra trasparente, la quale rende visibile il prodotto. Il resto della confezione è in carta, porosa di natura, il che permette la traspirazione del contenuto: un elemento importante per la shelf life del prodotto, soprattutto quando si tratta di Gdo. Il nuovo packaging è “environment friendly” a tutto tondo: oltre a essere completamente smaltibile e riciclabile, impiega carta proveniente da foreste certificate FSC (Forest Stewardship Council). E, su specifica richiesta, può essere certificato come “home compostabilty” e “marine biodegradation”.

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