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A Sana 2022 il fresco è raro, ma c’è il pieno per il trasformato

In fiera i portatori sani di economia circolare, con il recupero di foglie e bucce di agrumi e fichidindia

A Sana 2022 il fresco è raro, ma si fa il pieno con la frutta e la verdura lavorata. Un peccato questa presenza in tono (molto) minore, certo. Eppure è utile un’immersione di apprendimento e approfondimento su quello che riescono a fare queste aziende biologiche. In alcuni casi si tratta di interessanti modelli di economia circolare. Un percorso al trasformato rivendicato e difeso: “Dà maggiore valore aggiunto, fa lavorare più persone e stimola le sinergie con il mondo artigianale”.

Nocciole? Meglio trasformarle

I rappresentanti di iBò -Ritorno alla natura

Tra gli espositori l’azienda iBò -Ritorno alla natura di Carentino, in provincia di Alessandria, rappresentata da Ezio Rossi. Il titolare è il figlio Marcello, che dal 2016 ha iniziato la riconversione di un terreno da 50 ettari prima dedicato all’allevamento. Ora è un noccioleto da 20 ettari (ma si vuole espandere) che, nonostante la siccità, sta dando i suoi primi frutti. Chiaro il manifesto programmatico e commerciale: “Noi vorremo non vendere le nocciole, perché si tratta di un mercato meno remunerativo”. Vai con il trasformato, delle deliziose noisette senza glutine, e alle sinergie con la filiera vitivinicola. “Questo approccio permette di cambiare il territorio e dare valore anche al lavoro degli artigiani”.

Il gran profumo della farina del limone verdello, in Usa ci fanno le tagliatelle

La sede di Genesis si trova ad Avola (Siracusa) e qui lavorano, allargando il perimetro anche ai paesi vicini, Enzo Genesio e i suoi collaboratori che portano sul mercato frutta e verdura sotto forma di succhi, marmellate, canditi, pesto (dal pistacchio al finocchietto selvatico) e tante altre referenze. Possiamo parlare di economia circolare grazie al recupero delle foglie degli agrumi attraverso la produzione di farine che si prestano per diverse applicazioni e soprattutto sono molte profumate. Molto intensa quella al limone verdello.  “Sono usi a 360 gradi – spiega Enzo Genesio – in particolare gli agrumi per tisane, biscotti, creme. Le foglie di olivo o le pale del ficodindia hanno anche sbocchi commerciali per le finalità terapeutiche”. Le farine si vendono soprattutto all’estero: “Germania, Francia e altri Paesi“. Interessante il caso degli Stati Uniti: “Producono tagliatelle con farina di limone e condite con sugo di pesce. Un piatto molto rinomato e costoso”.

Foglie di aloe, caglio vegetale, spaghetti di verdure

I titolari della ditta Solleone

Suditono è una giovane startup nata a giugno dell’anno scorso che offre al mercato Spagottimi – spaghetti di verdure bio deidratate – o Supersugo, il condimento biologico con zucchine e altri prodotti dell’azienda agricola.  Quest’anno si presentano con l’autorizzazione per vendere nel mercato statunitense. Con il caseificio La Cava siamo a Randazzo, in provincia di Catania, e i proprietari producono formaggi. Il legame con l’ortofrutta? Oltre alla specialità con i capperi presentano un pecorino prodotto “con caglio vegetale al posto di quello animale”.   Alla domanda sulla composizione, rispondono senza svelare: “Si tratta di un frutto, ci stiamo lavorando da anni con l’Università di Catania“.

 

Vincenzo Lobascio di Terradiva

C’è anche un po’ di fresco a Sana 2022. Per esempio la società agricola Solleone di Vittoria, in provincia di Ragusa, nella quale si coltivano le foglie di Aloe che poi i clienti  lavorano per ottenere il gel.  “Lo vendiamo sia nei mercati all’ingrosso del nord Italia grazie a un grossista, sia all’estero. Si trova spesso nelle erboristerie“.  E fresche sono pure le mandorle bio di Terradiva che vende in diverse confezioni “ma anche in sacchi di 20 chili”, spiega il titolare Vincenzo  Lobascio.  Sul ficodindia punta Salento Bio che a Sana presenta anche le bevande con le diverse varietà dei frutti che coltivano in Puglia. Infine Opuntia che con tecnologie innovative lavora per l’industria tutte le parti del ficodindia in un paese rinomato come San Cono, in provincia di Catania. Uno stand da visitare per conoscere questo progetto di forte interesse.

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