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Frutticoltura di precisione. L’innovazione parla giovane

Un calibro intelligente che prevede le dimensioni finali di pere e mele. Ideato da HK Horticultural Knowledge

Che innovazione e ricerca siano i motori fondamentali per l’agricoltura è cosa risaputa. Che dei giovani ricercatori universitari decidano di rischiare in proprio per cercare di applicare studi e conoscenze in questo settore, non è invece cosa da tutti i giorni. E invece un gruppo di ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna ha deciso di scommettere in questo settore, e in particolare nella frutticoltura. Come? Cercando di applicare le loro ricerche nello studio previsionale della crescita della frutta. «Per ora siamo attivi nelle colture di pero e melo. Quest’attività consiste nell’effettuare delle misure a campione dei frutti durante l’estate con una cadenza di 6/7 giorni a seconda della varietà. Per fare queste misure ci siamo fatti creare uno speciale strumento». Emanuele Pierpaoli è uno dei giovani soci fondatori della HK Horticultural Knowledge, nata a Bologna nel 2011. Hanno preso un normale calibro che si trova in commercio, ma l’hanno modificato facendolo diventare uno strumento in grado di agevolare il lavoro dei produttori di pere e mele.

Nella video intervista girata dal sito Datamenager.it durante l’ultimo Smau di Milano, Pierpaoli illustra di cosa si tratta. «Abbiamo applicato una scatolina, un data logger, ad un calibro. Uno strumento che rende molto veloci le misurazioni in campo. In questo modo i dati vengono memorizzati e poi possono essere scaricati con un semplice cavo usb sul computer. Noi poi effettuiamo l’elaborazione attraverso gli algoritmi che abbiamo sviluppato durante i nostri anni di ricerca». Attraverso queste analisi sono in grado di fornire ai frutticoltori previsioni circa la dimensione finale dei frutti. «In questo modo l’agricoltore sa subito se la frutta sta andando nella direzione giusta». La giovane start-up è partita da sola, e solo in questo momento è riuscita a ricevere il supporto della regione Emilia-Romagna attraverso un bando riservato alle sturt-up innovative. «Nei primi due anni abbiamo cominciato a lavorare 73 ettari, ma nell’ultimo anno c’è stato un grosso incremento e oggi siamo arrivati a 123» CI stanno credendo sia piccole che grandi aziende, per ora posizionate in Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Piemonte.

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