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Carciofo spinoso sardo Dop. Scomessa vincente?

Nuove adesioni volontarie al marchio. Ma è presto per sapere se sarà anche un’opportunità economica

A fine giugno scade il termine per aderire al disciplinare che regola la Dop sarda che tutela una delle più note produzioni dell’isola nel settore ortofrutticolo, vale a dire quella del carciofo spinoso. Come racconta il quotidiano L’Unione Sarda, all’ultimo convegno tenutosi a Serramanna (uno dei comuni vocati a questa coltura insieme a Samassi e Serrenti) la partecipazione da parte dei produttori lascia ben sperare che sempre più realtà decidano di affrontare il mercato insieme sotto un unico marchio.

Per Mariano Ortu, assessore all’agricoltura locale l’adesione alla Dop è fondamentale per proteggere la tipicità e sottolineare la differenza all’interno del mercato. Ma questo consentirà anche di strappare prezzi migliori? «Per dire che questo possa tradursi in un vantaggio economico – ha dichiarato Priamo Picci, importante produttore locale – occorre attendere il verdetto del mercato». Il primo passo per difendersi da imitazioni spacciate per sarde, che secondo il giornale sardo provengono da soprattutto da Puglia e Sicilia, è insomma quello di aderire alla Dop. Poi, prima ancora che guardare immediatamente all’opportunità di poter tradurre in vantaggio economico questo passaggio, bisogna saper cominciare a vendere in casa propria: «Dovremo lavorare per vendere il nostro carciofo in loco. Ma per questo occorre essere uniti».

Fonte foto: www.conipiediperterra.com

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