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Oltre un milione di ettari sono bio

Fiao presenta i nuovi dati relativi alle coltivazioni biologiche in Italia

La Fiao: in Italia oltre un milione di ettari coltivati senza chimica.

Fiao presenta i dati sulla consistenza del bio nazionale. Aziende e superfici in aumento al nord e al centro, cala il Sud, le Isole a -20%.

Cresce il mercato dei prodotti biologici (+20%), cala leggermente il numero di aziende agricole (-2.5%). Più pesante la contrazione in Sicilia e Sardegna. La Federazione Italiana Agricoltura Organica (FIAO), che associa -fra gli altri-la maggior parte degli Organismi di certificazione autorizzati in Italia, con la collaborazione di Bio Bank ha elaborato i primi dati sul settore dell’agricoltura biologica in Italia al 31 dicembre del 2002. I dati confermano le previsioni della Federazione, che già ad aprile aveva stimato che il 2002 si sarebbe chiuso (per la prima volta da più di un decennio) con una diminuzione del numero di agricoltori biologici. Al dicembre 2002, infatti, le aziende che producono senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi e OGM erano 61.723, rispetto ai 63.253 del dicembre 2001, con un calo del 2,5% circa. La superficie coltivata con il metodo biologico è diminuita del 5,6% , passando da 1.182.000 ettari del 2001 a 1.115.911. L’andamento varia notevolmente in relazione alle diverse zone del Paese: nell’Italia del Nord e del Centro le aziende aumentano anche in maniera significativa (+ 11% al Nord e + 27% al Centro), come pure le superfici (invariate al Nord, + 18% al Centro).

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Il calo più consistente riguarda Sicilia e Sardegna (che da sole ospitano circa il 28% delle aziende e il 37% delle superfici), con un calo del 21% nel numero delle aziende e un – 18% sulle superfici. Secondo la FIAO i dati dimostrano una vitalità e un’espansione nelle zone dove si concentrano la specializzazione produttiva e le strutture di trasformazione e distribuzione. Il ridimensionamento dei contributi dell’ Unione Europea alle aziende agricole che applicano metodi eco-compatibili ha inciso in misura sensibile solo nelle regioni insulari, che però condizionano i valori nazionali. “Il ridimensionamento di Sicilia e Sardegna era atteso e non incide sensibilmente sulla capacità produttiva espressa da un numero ancora notevole di aziende che producono soprattutto per i mercati del centro nord Italia e dell’intera Unione Europea” – dichiara la Federazione. Se il numero delle aziende si comprime (pur conservando all’Italia il primato mondiale delle produzioni “verdi”), i consumi continuano ad aumentare. Secondo le indagini dell’ISMEA, nel 2002 la spesa delle famiglie italiane per il consumo domestico di prodotti biologici confezionati è aumentata del 20.7%. In particolare, la spesa dei prodotti bio ha interessato i lattiero-caseari, in crescita del 33,5% in un anno, l’ ortofrutta (+28,2%), le uova (+27,6%) e pasta e riso, che recuperano il 23,2% sulla distanza di dodici mesi. A livello di volumi, lo scorso anno i prodotti ortofrutticoli si sono aggiudicati la migliore performance mettendo a segno un +61,2%, grazie alla politica di ribasso dei prezzi presso praticata dalla Gdo. A seguire, pasta e riso (+31,5%), uova (+29%) e latte e derivati (+26,5%). Si attende ora la pubblicazione dei dati ufficiali da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

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