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Caar, si ingarbuglia il trasferimento

A rischio l’attività di 26 operatori commerciali del Mercato di Rimini

Data pubblicazione:31-10-2002

Il Comune dispone: “Adesso tutti fuori”

RIMINI – Carta canta: per non saper né leggere né scrivere, il Comune ha inviato ben due lettere raccomandate agli operatori del Mercato Ortofrutticolo delle Celle, la prima il 6 giugno, la seconda il 25 ottobre, per intimare la scaletta dei tempi di chiusura e sgombero. Nelle lettere firmate dal digerente comunale, si fa riferimento alla delibera di Giunta del 28 maggio “che conferma la volontà già espressa dal Consiglio comunale” di cessare il servizio alle Celle per trasferirlo al Caar entro 6 mesi dalla dichiarazione di agibilità della nuova struttura. La domanda di agibilità del Caar è stata presentata il 26 marzo, e trascorsi 45 giorni da quella data, l’agibilità “si intende attestata” – sostengono Caar e Comune – per il principio del silenzio-assenso. Dunque 6 mesi dopo il 10 maggio il Comune si dichiara autorizzato alla chiusura delle attività mercatali alle Celle, attuata di fatto alle ore 10 del 9 novembre. Da lunedì 11 a giovedì 14 sarà aperto e custodito il cancello del “Fuori orario” (ma senza luce) “per ultimare le operazioni di trasferimento delle attrezzature”.

Data pubblicazione:31-10-2002

“Noi saremo al nostro posto”

RIMINI – (pf) “Prima dell’alba di lunedì 11 novembre andremo a lavorare come sempre al mercato delle Celle. E se troveremo chiuso ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”: parole di Ruggero Soli, rappresentante del sindacato Unico che tutela gli interessi dei 26 operatori (su 31) ortofrutticoli di Rimini. Appuntamento alle 5 del mattino, il consueto orario di apertura dei cancelli al Mercato. E c’è chi scommette che davanti alle sbarre chiuse, in mezzo alle nebbie autunnali, si potrà distinguere l’ormai familiare sagoma rosso fuoco del Gabibbo, paladino delle cause difficili. Ma è certo che il piazzale sarà affollato: accanto a produttori e grossisti ci saranno sicuramente anche Carabinieri e Vigili urbani, se è vero, come è vero, che il Comune ha allertato con una lettera ufficiale il prefetto della possibilità che gli animi si scaldino. E in giunta, martedì pomeriggio, si è discusso anche di questa eventualità, dando mandato al sindaco di tirare dritto. Facciamo due conti: in una sola settimana di chiusura delle contrattazioni, la perdita per l’economia locale ammonterebbe a circa 2 miliardi e 400 milioni di vecchie lire. Il commercio al dettaglio e la grande distribuzione dovrebbero rinunciare a circa 16mila quintali di prodotti ortofrutticoli freschi. Intanto i legali di fiducia di Unico stanno studiando la possibilità di ricorrere al Tar contro la chiusura delle attività mercatali alle Celle. Gli avvocati lamentano, fra le altre cose, un “modus operandi” da parte del Comune e della dirigenza del Caar deontologicamente non corretto. “Hanno attuato comportamenti quasi terroristici”, dicono, “non presentandosi a trattare quando invece è normale portare avanti trattative circa le clausole di un contratto di locazione”. “Il Sindaco – dice Ruggero Soli – non ha mai voluto incontrarci”. E alle Celle, da alcuni giorni, è scattata anche l’arma psicologica, con gli altoparlanti che diffondono il messaggio: “Dall’11 il mercato si svolgerà al Caar”.

 

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