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Mele valdostane verso il “DOP”

La giunta della regione alpina ha avviato le procedure per l’ottenimento del riconoscimento europeo

Marchio “DOP” per le mele valdostane

La giunta regionale ha avviato le procedure per il riconoscimento della denominazione di origine protetta

Presto le mele valdostano potranno fregiarsi del bollino dop ?Mela della Valle d?Aosta – Pomme Vallee d?Aoste?. La Giunta regionale, su proposta dell?assessore all?agricoltura, Carlo Perrin, ha avviato le procedure per il riconoscimento della denominazione di origine protetta. Promotrice dell?iniziativa è la cooperativa Cofruits di Saint Pierre, alla quale aderiscono quasi tutti i produttori di mele della Valle d?Aosta. La produzione di mele occupa il 95% della superficie destinata alla frutticoltura. A pometo sono destinate 450 ettari che consentono la produzione di circa 30.000 quintali di mele, in prevalenza Renette. La Valle d?Aosta non è anche frutticoltura naturale, non intensiva in quanto le condizioni ambientali non lo consentono. Il clima della Valle d?Aosta ha però permesso da tempi antichi la coltura di alberi da frutta nella valle centrale e nelle valli laterali. Infatti, la frutticoltura era una pratica già diffusa alla fine dell?800. La facilità di conservazione di mele e pere era abitualmente sfruttata dai valligiani per protrarre nel cuore dell?inverno il consumo di frutta. Pagliai e cantine non eccessivamente umidi erano il naturale magazzino della preziosa scorta di vitamine. La natura ha poi accordato alla Valle d?Aosta una posizione intramontana che determina condizioni favorevoli alla coltura di frutta sana. Il clima estivo, secco e ventilato frenando naturalmente lo sviluppo della più pericolosa delle crittogame, la ticchiolatura, limita la necessità dei trattamenti anticrittogamici, mentre le forti escursioni termiche tra il caldo del giorno e il freddo della notte nel periodo della maturazione conferiscono ai frutti una colorazione intensa con profumi e sapori particolari. La mela è comunque il frutto più diffuso in questa regione protetta dalle più alte montagne d?Europa con una produzione di 30 mila quintali annui. Le piante vegetano fino ai 1000 metri di quota sui versanti con favorevole esposizione.

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