Logistica e Trasporti

Flusso merci, cosa (non) cambia con il Dpcm

Il decreto in sintesi. Mipaaf: “L’attività degli operatori è un’esigenza lavorativa. Ok a consegne e prelievi dei prodotti agroalimentari”

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto del Presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm), non c’è più una zona rossa ma una unica estesa area con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Qui fino al 3 aprile saranno limitati i movimenti.

Come ci si potrà spostare

Chi viene dalle aree estere di contagio deve dirlo a Asl o medico. Nessun obbligo per gli spostamenti interni salvo che non si sia positivi oppure in quarantena. Libera circolazione per le merci, non per i trasportatori. Il Governo è a lavoro per chiarire ogni dubbio interpretativo legato al Dpcm. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza, sta lavorando a una direttiva ai prefetti “per dare attuazione uniforme e coordinata delle disposizioni del Dpcm” con le misure per il contenimento del coronavirus “che investono profili di ordine e sicurezza pubblica”.

“Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro – dice il decreto – Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli”. La precisazione arriva dalla Farnesina che ha predisposto una nota esplicativa alle norme del Dpcm e le ha rese pubbliche sul sito del ministero degli Affari esteri.

Trasporto merci

In attesa delle, auspicabilmente rapide, Linee Guida sulla movimentazione delle merci, in relazione all’articolo 1 del Dpcm 8 marzo 2020 e alle numerose richieste giunte nelle ultime ore dalle Associazioni di categoria del settore agroalimentare al ministero delle Politiche agricole, il ministero ribadisce che “che i prodotti agroalimentari possono entrare e uscire dai territori interessati. L’attività degli operatori addetti al trasporto è un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può entrare ed uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno di essi, limitatamente all’esigenza di consegna o prelievo degli stessi prodotti.

L’Assolombarda ha messo a punto un vademecum per le imprese. “Nessun blocco a produzione e merci”, ma “è opportuno adottare misure di prevenzione e di cautela nei confronti dei trasportatori”. Lo sottolinea l’associazione provando a chiarire alcuni nodi del decreto in vigore da oggi fino al 3 aprile. “Gli autisti non  scendano dai mezzi e siano muniti di dispositivi medici di protezione e prevenzione quali mascherine e guanti monouso; se il carico/scarico richiede la discesa dal mezzo deve essere mantenuta la distanza di sicurezza (1 metro) e la documentazione di trasporto sia trasmessa in via telematica”.

 

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