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Ingrosso

Dai mercati: le zucchine salgono sopra i 2 euro

Prezzi bassi per ciliegino e datterino. Arance Tarocco oltre 2 euro i calibri maggiori. Uve da Perù, Spagna e Sudafrica

Risalgono i prezzi degli ortaggi con le zucchine che toccano, e superano, i 2 euro come i peperoni italiani e spagnoli; intorno a questo prezzo le melanzane. Si riprendono anche le lattughe con quotazioni sopra l’euro e fino a 1,50. Le clementine calabresi non superano di molto l’euro mentre le arance con il Tarocco nei calibri più grandi possono andare sopra i 2 euro. Gran varietà di fragole dalle regioni del Sud quotate da 2 a 6 euro il chilo. Le uve arrivano da Spagna e Perù e la senza semi dal Sudafrica.

Zucchine sopra i 2 euro come i peperoni

Al mercato di Verona sono in ripresa gli ortaggi sia nelle vendite sia nelle quotazioni. Il quadro viene offerto a myfruit.it da Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi del centro agroalimentare: “Sono risalite le quotazione delle zucchine. Il calibro medio (14/21) quota  circa sui 2 euro con origine Fondi/Sicilia, mentre il calibro 7/14 arriva a 2,30/2,50 euro il kg. Infine lo zuccone destinato all’esportazione si vende a 1,50 euro il kg. In rialzo anche le melanzane siciliane con le ovali a 1,80 euro il kg, tonde viola a 2,30 e infine le striate a 2,10 il kg. Crescono anche i peperoni, in doppio vedono queste quotazioni: 2,10 euro il giallo, 2,30 il rosso e 1,50/1,60 il kg per il verde. La provenienza Spagna con i calibri maggiori registra queste quotazioni: giallo e rosso a 2,70 euro il chilo“.

Risalgono le lattughe, i carciofi sempre bassi, ciliegino e datterino fermi

Respirano anche i produttori di lattughe: “Dopo un periodo di stasi si registra un aumento delle quotazioni, La Gentile arriva a 1,40 euro il kg per prodotto extra contro 1,20 per lo standard, l’Iceberg è stabile a 130/1,50 mentre la Cappuccia è tra 1/140 euro il kg conforme alla qualità. Sono stabili i finocchi a 0,90/1,10 euro, i cetrioli in aumento fino 2 euro in padella e a 1,80 euro il doppio strato. Il radicchio vede il rosso tondo a 0,80/1 euro, il lungo Treviso precoce a 1/1,30 e il Treviso tardivo a 2/4 euro. C’è anche il radicchio verde da campo intorno a 1,80 euro il chilo”.

I carciofi di origine pugliese? “Il Violetto 20 pezzi sono a 0,35 a capolino, Tema 0,35/0,40  euro il 16 pezzi, il romanesco 0,65 in casse e l’ Apollo a 0,50/06,0 euro il capolino”. Infine i pomodori dove il grappolo è stabile a 1,50/1,60 euro il kg mentre hanno quotazioni basse il ciliegino a 1,80 e il datterino a 2,40 euro il chilo. Il risultato di scarse vendite e poche richieste dai consumatori”.

Arance Tarocco anche sopra i 2 euro, uve da Spagna, Perù e senza semi dal Sudafrica

Passiamo alla  frutta. Quasi tutto il sud offre le sue fragole con “quotazioni che vanno dai 2 ai 6 euro il kg a seconda della qualità. In media secondo l’origine si registrano questi prezzi: 3 euro Sicilia e Campania, 5 euro il prodotto dalla Basilicata. Le uve vedono l’ Aledo spagnola a 2,10 euro il kg, la Red Globe dal Perù a 2,80 euro e infine la bianca seedless sudafricana a 3,30/3,50 euro il chilo”.

La frutta di stagione è rappresentata dagli agrumi. Le arance? “Il Tarocco in doppio parte dal calibro 8 a 1,10 euro, sale con il calibro 6 a 1,30 euro mentre il calibro 4 lavorato in padella quota 1,80 euro il chilo. Le clementine di origine calabrese vanno da 0,60 a 1,30 euro il kg per il prodotto extra. Il mandarino tardivo siciliano calibro 1X a 1 euro, mentre il 3 X arriva a 1,40 euro il chilo. I limoni primofiore sia siciliani sia spagnoli non superano 1,30 euro il chilo“.

Chiude il kiwi. “Il locale, lavorazione in doppio, vede il calibro 90/100 a 1,10 euro il kg, il 100/110 grammi sale a 1,50 euro, il 115/125 grammi a 1,80 mentre il 130 grammi e oltre può arrivare a 2,20 euro. C’è anche il prodotto greco che ha quotazioni simili a quello italiano”.

Funghi all’ingrosso

Il Plerotus sui mercati in doppio strato registra una quotazione sotto i 3 euro a Treviso e Padova mentre oscilla dai 3 euro di Roma ai 3,50 di Napoli, Cesena e Milano. I prataioli bianchi vedono una quotazione di 2,50 euro a Firenze, Torino, Bergamo, Padova, Cesena in altri mercati scendono di 0,20 euro il kg o sfiorano i 3 euro.

I meloni gialli brasiliane le melagrane turche e spagnole come i cachi

Si trovano in tutti i mercati i meloni gialli invernali di origine brasiliana. I prezzi vanno da 1,30 euro il kg a Reggio Emilia, Milano, Verona, per toccare 1,60 a Rimini, Cesena, Firenze, Padova e infine 2 euro il kg a Napoli. Le melagrane hanno origine turca con quotazioni in media sui 2 euro a Bologna, Roma, Torino mentre si scende a 1,50 a Cagliari e 1,80 euro il kg a Padova. C’è prodotto spagnolo sempre sui 2 euro a Reggio Emilia, Genova, Firenze. Finiti i cachi italiani si vendono i mela Permison spagnoli con quotazioni abbondantemente sopra i 2 euro e fino a sfiorare i 3 euro il kg in alcune piazze.

Le quotazioni della frutta secca

I fichi secchi arrivano da Grecia e Turchia. Si vendono in pacchetti e registrano quotazione sopra i 9 euro e fino agli 11 euro il chilo. I datteri sono tunisini in vaschetta e oscillano dai 2 ai 3,50 euro il kg. I pistacchi  sgusciati vedono la presenza di quelli iraniani e californiani con prezzo base da 15 euro e fino ai 30.  Quelli non sgusciati californiani  dai 12 ai 14 euro il chilo. Le noci italiane varietà  Lara vanno da minimo  5,30 euro  di Padova, 5,50 di Reggio Emilia e  5,80 di Torino ai 6,50 di Genova e ai 7.20 di Roma. Le Chandler cilene sono sui 4,5 euro il kg. Sulle nocciole c’è prodotto francese dai 4,30  ai 6.60 euro il kg. Le mandorle pelate sono californiane  e vanno dai 9 ai 12 euro il kg.

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