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Ingrosso

Radicchio di Chioggia: cresce il fatturato

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Autore Redazione

Boscolo Palo: “Potere contrattuale sbilanciato su Gdo, va riscritto il rapporto di forza all’interno della filiera”

Si è conclusa una decina di giorni prima della norma la campagna di raccolta dei radicchi rosso tondo e lungo nell’areale chioggiotto. Le elevate temperature del mese di maggio hanno fatto maturare anzitempo il prodotto costringendo il produttore ad uno sforzo in più per raccoglierlo vista la scarsità di manodopera.

Dall’analisi dei dati sui conferimenti nel mercato orticolo di Brondolo nel secondo trimestre registriamo un leggero aumento quantitativo del radicchio rosso tondo del 0,37% rispetto allo stesso periodo aprile-giugno dell’anno precedente e una diminuzione consistente del 16,95% per quanto riguarda il rosso lungo.

Questa ultima tipologia, che addirittura aveva riscontrato un maggior investimento di ettari, evidentemente, ha subito nelle fasi dello sviluppo e della maturazione i maggiori danni provocati dagli eventi climatici che oltre al caldo prolungato di maggio sono stati contrassegnati dalla siccità e dalla conseguente penetrazione del cuneo salino sul fiume Adige che ha costretto il Consorzio di bonifica del Po a interrompere per alcuni giorni il servizio irriguo. Sempre per il radicchio rosso lungo si era registrato nel primo trimestre un notevole incremento del conferimento pari al 78,29% tanto che sommando i due trimestri il calo complessivo per le due tipologie di radicchio è stato solo del 1,44%.

Cresce il fatturato

Sul fronte del fatturato il rosso tondo nei mesi primaverili ha avuto un incremento del 10,67% e aggiungendo i tre mesi invernali la percentuale rispetto ai sei mesi del 2021 è stato di un +16,44% mentre per il rosso lungo nel primo semestre il valore è sceso del 12,22%. Complessivamente abbiamo registrato per le due tipologie di radicchio un aumento del fatturato del 10,15%.

“Numeri importanti – commenta l’amministratore unico di Chioggia Ortomercato, Giuseppe Boscolo Palo – se poi li rapportiamo alle medie dei prezzi a cui purtroppo fino ad un paio di anni fa dovevamo registrare l’1,25 euro il chilo del tondo e l’0,91 euro il chilo  per il lungo di questa primavera hanno garantito al produttore una discreta entrata, anche di fronte agli aumenti delle materie prime e quindi ai costi di produzione lievitati di circa il 50%”.

Boscolo Palo: “Il mercato di Brondolo strumento essenziale”

“Il Mercato di Brondolo – sottolinea Boscolo Palo – si è rivelato ancora una volta lo strumento essenziale nella formazione del prezzo e luogo insostituibile per il conferimento della produzione delle aziende agricole. Sicuramente la filiera a monte richiede programmazione produttiva e commerciale e negli anni si è consolidata la modalità dei contratti sul campo. Inizialmente, il principio condiviso era di garantire reddittività a tutto il sistema, purtroppo però questo non sta più avvenendo perché forse il potere contrattuale si è sbilanciato verso la Gdo, i valori proposti sono sempre più al ribasso e vicinissimi al costo di produzione. Servirebbe almeno una rinegoziazione contrattuale che tenga conto dei forti aumenti dei costi che devono sostenere l’azienda agricola e il confezionatore, comunque sicuramente va riscritto il rapporto di forza all’interno della filiera ortofrutticola”.

Fonte: Chioggia Ortomercato

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