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Ingrosso

Dai mercati: la prima uva siciliana a 3,50/4 euro il chilo

Il caldo fa aumentare i consumi, ma non troppo secondo i grossisti. Prezzi bassi per gli ortaggi

Aumenta, ma non s’impenna il consumo di frutta. Il caldo da mese di luglio a maggio velocizza i ritmi di maturazione, fa vendere più angurie, ciliegie, pesche. Senza dubbio. Ma i grossisti non alzano troppo in alto i calici perché non sono volumi e scambi attesi. C’è tanto prodotto dall’estero, a parte il freno a mano tirato sulla drupacee spagnole, e i prezzi sono equilibrati. Le ciliegie arrivano ai 6 euro, pesche sono già in discesa come le albicocche abbondantemente sotto i due euro.

A Verona la prima uva siciliana

Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi, ci offre il quadro del mercato di Verona: “Sono aumentati i consumi con il caldo, ma anche i volumi per la maggiore produzione. Si registra poi l’effetto positivo dell’inizio del turismo sui laghi nel Trentino e le dinamiche sono positive”. Vediamo gli articoli. “Sulla frutta si vedono dei buoni quantitativi in arrivo  e i prezzi sono in calo. Le albicocche con calibro 43/46 sono a 1,50 euro, il 46/49 a 1,80 euro, il 49+ fino a 2,20 euro il chilo quindi i calibri più grossi tengono ancora bene. E’ prodotto pugliese e lavorato in cestini”.

Passiamo alle ciliegie: “Le locali con calibro 22/24 quotano 3 euro; un 24/26 siamo a 3,50 euro e un 26 + quota 4 euro. La merce pugliese è leggermente più cara: il 24/26 quota 4,50 euro, un 26+ arriva a 5/5,50 euro“. Sulle pesche c’è prodotto siciliano e campano a 2,40 euro al chilo di media e a breve sono attese le prime pesche locali. Capitolo fragole: “Le locali di pianura sono a 2 euro, ma saranno sostituite a breve sempre da prodotto locale ma di montagna che quota 3 euro e sono ricercate. Ai titoli di coda il prodotto dalla Basilicata” I meloni? “Abbiamo produzione locale con il 6 pezzi a 2 euro mentre l’8 pezzi a 1,60 euro. Quotazioni simili per il prodotto siciliano. Per la merce extra si toccano i 2,50 euro. Il liscio è presente solo con la Sicilia e un 5 pezzi arriva a 3,30 euro il chilo”.

Le angurie vedono arrivare discreti quantitativi: “Abbiamo origine Marocco (1 euro), Marsala (1,20) e Lazio (1 euro) e poi l’anguria baby siciliana a 1,50 euro. Vediamo i frutti di bosco con le more messicane che da 20 sono passate a 13 euro il chilo, mirtilli siciliani a 12 euro, lamponi a 13 euro con prodotto nazionale ed estero. Infine il ribes olandese a 30 euro il chilo“. Ma ci sono anche le prime partite di uva siciliana Vittoria che si vende a 3,50/4 euro il chilo. Al mercato è stata inaugurata la nuova sede della Polizia locale, si trova  nell’ingresso principale. Alla cerimonia erano presenti il presidente di Veronamercato Michele Gruppo, il direttore Paolo Merci, l’assessore comunale  di Verona Marco Padovani e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura.

Prezzi in calo per gli ortaggi, tengono i pomodori

Gli asparagi sono sul finale, ma c’è ancora qualcosa. “Il verde da 2,50 a 3,50 euro conforme calibro e categoria. Il bianco  va da 3 a 3,50 euro per i calibri più grandi. Sul finire i broccoli pugliesi venduti a 0,90/1 euro. Prezzi bassi per i cetrioli sia locali sia siciliani a 0,50 in doppio e 0,70 euro in padella, i finocchi sono sui 0,50/0,60 euro al chilo. Il radicchio locale sta calando nei volumi e nel prezzo: rosso tondo 1,80 euro il chilo, idem per  il lungo. Fagiolini in calo: locali a 2,50 euro, quelli raccolti a mano possono toccare i 3 euro. Lattughe stabili: Gentile 0,60/0,70, cappuccia intorno a 1 euro, Iceberg sta diminuendo la presenza spagnola e c’è quella di origine olandese e tedesca da 1 a 1,50 euro al chilo. I peperoni sono tra i pochi articoli in aumento. Il giallo e rosso dalla Sicilia 2/2,50 euro il chilo”.

In una fase di stanca sui prezzi degli ortaggi i pomodori tengono. Il grappolo quota 1,50 euro, il ciliegino 1,80/2 euro, datterino 3 euro, Marinda 2/3 euro conforme alla qualità. Le zucchine? “Un calibro 14/21 quota 0,80 sia produzione locale sia Fondi, il 7/14 intorno a 1 euro”.

Bari arriva anche il prodotto locale come le angurie leccesi

Con il caldo aumenta il consumo, ma pure il prodotto locale. Al mercato di Bari abbiamo la fotografia delle dinamiche di mercato  con Pino Lucatorto presidente di Fedagro Bari: “Resta ancora dell’anguria estera, ma inizia ad arrivare anche il prodotto locale come quello leccese. I prezzi sono interessanti ma non sono grandissimi i volumi”. Vediamo altri articoli: “Le albicocche quotano da a 1  a 1,50 euro per un prodotto buono”. E le ciliegie pugliesi? “Al mercato conferiscono i piccoli produttori con prodotto non selezionato e prezzi di conseguenza non  alti”. Passiamo agli ortaggi “In questo periodo c’è una grande abbondanza ed è evidente il solco tra il prodotto di massa e quello di qualità con differenze che superano anche l’euro”.

Trieste tira ma non troppo la frutta estiva

Il caldo si sente anche a Trieste, ma non basta racconta a myfruit.it Massimo Vitale, presidente dei grossisti di Fedagro. “E’ sicuramente partito il consumo della frutta, ma non c’è il tiraggio che ci dovrebbe essere. La Spagna non sta mandando pesche, nettarine ma il prodotto che abbiamo si fa fatica a finire”.

Vediamo le quotazioni degli articoli di stagione: “Le ciliegie sono soprattutto italiane, c’è prodotto dal veronese, le ciliegie tenere da 2,50 a 4 euro al chilo, il prodotto dalla Puglia continua a costare sui 6 euro per i calibri più grossi come il 28/30. Le pesche con calibri importanti e di buona qualità quotano ancora 3/4 euro al chilo. I meloni siciliani sono sui 2 euro al chilo mentre le angurie oscillano da 1 a 1,50 euro il chilo, la varietà baby quota 1,30 euro. Le fragole dal sud stanno per finire, ancora non c’è il prodotto della montagna”. Un altro articolo che va in questo periodo è il pomodoro nelle sue innumerevoli varianti. “I prezzi sono un po’ scesi, ma se si vuole prendere un grappolo di qualità si sperano i 2 euro, il Piccadilly quota 1,50/1,60 euro, il datterino sui 2,50 euro”.

Festa in Sardegna per i primi 15 del mercato

Venerdì si fa  festa  in Sardegna per i primi 15 anni del mercato di Sestu. In agenda  un convegno dove sono previsti gli interventi di Alessandra Todde, viceministra dello Sviluppo Economico, Gabriella Murgia, assessora regionale dell’Agricoltura, Paola Secci, sindaca di Sestu, Paolo Truzzu, sindaco della Città Metropolitana di Cagliari, Fabio Massimo Pallottini, presidente nazionale di Italmercati, Jacopo Montresor, vicepresidente nazionale di Fedagromercati e di Vincenzo Pisano e Giorgio Licheri, rispettivamente presidente e direttore della Coagri Sardegna.

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