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Ingrosso

Dai mercati: Pasqua lenta ma ortaggi sopra i 2 euro

Asparagi a 8 euro, selvatici a 16. Melone siciliano a 2 euro, pomodori e Iceberg sopra 2,50 euro

La Pasqua porta più vendite nei mercati all’ingrosso, ma senza esagerare e probabilmente sotto la media degli anni scorsi. Si vendono bene gli asparagi che toccano gli 8 euro fino ai 16 per  quelli selvatici sardi. Sempre sostenuto il prezzo del pomodoro in tutte le sue varietà, come l’Iceberg che resta sopra i 2 euro.  Tengono il prezzo le zucchine e si vede il primo melone siciliano che quota 2 euro. Gran balzo del ribes olandese a 28 euro il chilo, rispetto ai 22 euro precedenti.

A Milano avanti piano, asparagi sui 7 euro

Al mercato di Milano l’imprenditore e rappresentante di Fedagro Bruno Barcella registra “vendite sotto la media, anche oggi una giornata piatta, c’è più movimento con la Gdo. E’ tempo di fragole si vendono quelle spagnole nel formato da mezzo chilo a 1,25/1,50 euro. Ci sono le offerte degli asparagi, ma il prezzo di vendita non rispecchia quello che dovrebbe essere. Terminato quello messicano, c’è lo spagnolo che in media quota 5/6 euro al chilo. I pomodori vedono l’insalataro spagnolo a 2,50/2,60 euro, peperoni sempre dalla Spagna a 1,60/1,80 euro, c’è anche qualcosina  dall‘Olanda a 2,20/2,30. Le mele sono stabili, le pere c’è del prodotto argentino con le Williams a 1,60/1,80 secondo le pezzature e la qualità  di maturazione. Infine gli agrumi con le arance bionde spagnole da 0,75/0,80 euro, poche clementine israeliane Orri da 1,50/1,60 fino a 2,50 per il prodotto extra”.

A Verona il radicchio recupera 50 cent, bene gli asparagi fino a 8 euro

L’aria di Pasqua si fa sentire a Verona dove si registra del movimento nelle vendite. Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi, conferma la dinamica a myfruit.it. “Si vendono bene gli asparagi, saliti leggermente di prezzo, con una buona offerta locale e da Puglia e Sardegna. Il bianco dal Veneto (calibro 22+) quota 8/9 euro per prodotto extra, 7/7,5 euro per la prima categoria; poi 6,50 (calibro 16/22), 5,50 (calibro 12/16) e il prodotto in arrivo dalla Grecia (calibro 12/16) si vende a 4 euro. Bene anche il verde con il locale a 8 euro per il 22+ extra e a 7 euro per la prima categoria mentre il 16/22  quota 6,50 euro e il 12/16  5,50 euro. Il verde origine Puglia quota 7 euro per il 16/22; stesso calibro ma origine Sardegna a 7,30/7,40 euro, chiude il bianco violetto dalla Grecia (calibro 16/22) a 5,50 euro e a 2,50 euro con il calibro 12/16″.

I carciofi? “Romanesco  0,35 a capolino, violetto 0,55 euro, Tema 0,50 e sono di origine sarda e pugliese”. Passiamo al radicchio “che da 2/3 settimane vede un aumento di prezzo con il tondo rosso a 2,50 euro come il rosso lungo mentre il semi lungo Verona vale 3 euro, poi la qualità extra si distingue. In un mese hanno recuperato più di 0,50 il chilo”.

L’iceberg sempre sopra i 2 euro, caro il pomodoro

Vediamo gli altri ortaggi: “Il cavolfiore bianco coronato è in calo: punte massime di 0,80 euro mentre lo standard si vende a 0,60 euro. I cetrioli locali toccano 1,50 euro mentre i siciliani si fermano a 1,20 euro. Fagiolini taccole in calo e si fermano a 2,20 euro, i fagiolini boby siciliani mantengono quotazioni da 3/3,50 euro. I finocchi raggiungono massimo 1 euro e scendono fino a 0,60 euro. Capitolo lattughe: Cappuccia 0,70, Gentile 0,60 mentre la Iceberg cala di poco e si vende sempre 2/250 euro sia prodotto italiano sia spagnolo dove si sono superati i problemi di produzione. Stabili le melanzane: ovali 1,20 euro, lunghe 1,40 mentre viola e striate a 1,70 euro. Tengono il prezzo le patate novelle siciliane a 1,1o euro“.

Pomodoro è in leggero calo, ma i prezzi restano sostenuti: grappolo 2,50 euro, ciliegino sopra i 3 euro, datterino vicino a 3,50 euro, peretto insalataro a 1,70/1,80 euro. Con le zucchine quotano più i calibri grandi per cui c’è maggiore interesse: zuccone 22+  a 1,80 euro, il 14/21 a 1,50 euro sia siciliano sia locale mentre l’origine Fondi sale a 1,80 euro al chilo. Lo stesso prezzo per il 7/14 che in teoria dovrebbe spuntare di più.

Il melone siciliano, ma pure dal Marocco e dal Senegal

E’ arrivato il melone retato siciliano ma è ancora in cerca di quotazione, quello marocchino si vende a 2,30 euro e origine Senegal vale 1,80/2 euro. Stabili le mele come i kiwi che raggiungono i 2,50 euro al chilo, le fragole sono in leggera ripresa: Basilicata 3,50 euro, Campania 3,40, Sicilia 3,30. Il prezzo migliore si ha con la migliore qualità, al di là dell’origine, e si può arrivare sui 4,50 euro. Dal Cile le susine Angeleno a 2 euro il chilo e la melagrana dal Perù quota 3 euro. Chiudiamo con i piccoli frutti: mirtilli 14 euro, more 22, lamponi 23 mentre il ribes olandese balza a 28 euro.

A Cagliari un po’ di allegria pasquale, arance locali tra 0,80 e 1 euro

Nel mercato alimentare della Sardegna, ha sede nel Comune di Sestu, si vede un po’ di movimento come dice a myfruit.it Cenzo Pisano, presidente Fedagro Cagliari, che parla di oggi “come una giornata allegra. Vendiamo le fragole, quelle locali di Arborea nel collo da 1,5 chili a 7/8 euro. E’ arrivato il melone retato siciliano a 2 euro mentre lo spagnolo quota 1,90/2,20 euro al chilo“. Le arance locali – sono dei paesi di Muravera, Monastir, Villacidro – si fermano tra 0,80/1 euro. I mandarini siciliani tardivi oscillano tra 1,50/1,80 euro, kiwi da 1,80 a 2,50 euro stabile il prezzo delle mele, pere c’è poca merce, ma si vende la varietà Ercolina dalla Spagna a 2 euro.

Asparagi selvatici fino a 16 euro

In Sardegna vanno forte gli asparagi, in particolare i selvatici che si vendono: “da 13 a 1 6 euro, mentre quelli coltivati quotano 10/12 euro. I carciofi siamo a fine campagna e lo spinoso si vende a 40 cent al capolino. Sostenuti i prezzi dei pomodori con il grappolo a 2,50 euro, datterino fino a 3,70, ciliegino 2,50/3 euro, insalataro 2/2,30 euro e infine ovaletto a 2 euro”. Chiudiamo con i funghi: “Cardoncello 9/10 euro e prataioli 2,50/2,60 euro

A Genova piccolo calo dei kiwi

A Genova il listino del mercato ortofrutticolo vede un calo anche di 25 cent per il kiwi nazionale che tiene in ogni caso un buon 2,40 euro per il calibro più grosso, cala anche Zespri con meno 0,10 euro al chilo ma il prezzo più alto vale 3,60 euro. Un bel balzo da 0,60 euro per le Candonga Sabrosa che si vende a 4 euro al chilo. Stabili le ultime arance Tarocco siciliane a 1,70 euro al chilo mentre i limoni quotano 1,20 e quelli spagnoli 20 cent in meno. Per i piccoli frutti si vedono le more spagnole al posto delle messicane e si vendono a 21 euro al chilo, sempre dalla Spagna i mirtilli che oscillano da 13 a 15 euro, i lamponi vengono dal Portogallo e quotano 20 euro. Il ribes è cileno e si ferma a 22 euro. Le pere Williams argentine sono in calo e quotano 1,70 euro mentre quelle sudafricane si vendono a 0,10 euro in meno.

Ortaggi alti, broccoli e Iceberg oltre 2 euro

L’asparago bianco veneto quota 8 euro, il verde campano si ferma a 6 euro. Il carciofo spinoso sardo da 0,70 a 1,20 al capolino secondo la qualità. Sostenuto il prezzo dei broccoli dalla Puglia a 2 euro con 0,20 euro di aumento. Sale anche l’Iceberg che raggiunge i 2,50 euro al chilo. In ascesa anche di 0,40 euro i pomodori a grappolo che spuntano fino a 2,70 euro al chilo per l’origine Spagna e 0,10 in meno per il prodotto italiano. Il radicchio tondo e lungo registrano aumenti da 0,20 euro e toccano i 2,60/2,70 euro il chilo. Tengono le zucchine, intorno ai 2 euro  mentre  quelle con il fiore da Fondi quotano 2,50 euro al chilo.

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